SINDACATI
La voce e il ruolo delle donne tunisine nella Rivoluzione
dei Gelsomini
Oggi a Roma un incontro con una delegazione di donne
del sindacato UGTT di Tunisi, organizzato dalla Uil di Roma e del Lazio
ROMA – Un incontro per approfondire il ruolo delle donne
nella Rivoluzione dei Gelsomini tunisina si è svolto stamani a Roma presso
Ospiti della Uil di Roma e del Lazio Monia Cheikh e Sihem Bousetta, impegnate anche
all’interno dell’Unione generale dei lavoratori di Tunisi (UGTT), che hanno
raccontato il punto di vista delle donne su passato, presente e futuro del
loro Paese.
A salutare i presenti Francesca Koch, della Casa Internazionale
delle donne, e Rosella Giangrazi, responsabile del
Coordinamento pari opportunità della Uil di Roma e del Lazio, che hanno definito
“Si tratta di un cambiamento che coinvolge e dovrà coinvolgere
necessariamente anche le donne – ha detto Rosella Gingrazi – e la cui portata politica e culturale non mancherà
di avere conseguenze anche in Europa. Non sappiamo ancora dove ci porterà
questa trasformazione, ma siamo certi che niente sarà più come prima”.
Per Sihem Bousetta, docente di filosofia alle scuole secondarie di Tunisi,
Anche Monia Cheikh, ricercatrice di Fisica all’Università di Tunisi, ha
ribadito il ruolo delle donne nella Rivoluzione, “non solo di coloro che vi
hanno partecipato scendendo in strada e manifestando, ma anche delle madri
che hanno incoraggiato i figli a partecipare, pur essendo consapevoli dei
grossi rischi che essi avrebbero corso”. Si è soffermata poi sul ruolo degli
intellettuali nel Paese, segnalando come formazione, cultura e capitale umano
costituiscano la ricchezza del territorio, dotato meno di altri di risorse
naturali. “
Affinché ciò sia possibile, è necessario che le donne,
che costituiscono anche la parte più acculturata della popolazione, possano
partecipare al percorso di costruzione del nuovo sistema politico che guiderà
il Paese: le due sindacaliste annunciano un’equa partecipazione femminile
nell’Assemblea costituente che sarà chiamata a scrivere la nuova Carta costituzionale.
Molte dunque le aspettative per questa nuova fase all’insegna
del cambiamento, tutta da scrivere. Solo un timore sembra offuscare l’entusiasmo
delle donne: che la componente più oscurantista e retrograda ancora presente
nel Paese possa avere la meglio suoi buoni principi che animano invece i più
coraggiosi. Monia Cheikh
richiama inoltre l’Europa a non abbandonare il Maghreb
nell’emergenza relativa a migranti e profughi. “La solidarietà è fatta di
azioni concrete – dice – e non di slogan o dell’attesa di accordi, protocolli
o intese politiche sulla questione. Il sostegno alla nostra Rivoluzione avrebbe
dovuto essere espresso in modo molto più concreto di quanto non sia stato
fatto”.
Ha salutato le delegate tunisine anche Luigi Scardaone, segretario Uil di Roma e Lazio, che ha segnalato
il ruolo di stimolo e coraggio ricoperto dalle donne in ogni luogo, specie
nei momenti di trasformazione politica e sociale più importanti, mentre Francesco
Fatiga, responsabile del dipartimento internazionale della
Uil di Roma e del Lazio, ha letto alcuni messaggi pervenuti per l’occasione
da parte di sigle sindacali europee.
Infine, Anna Rea, responsabile delle politiche internazionali
della Uil, ha rimarcato l’importanza dell’ascolto prestato oggi a queste voci
femminili della Rivoluzione, ricordando quanto ancora occorra prestare attenzione
a ciò che sta avvenendo nei Paesi arabi, specie da parte delle istituzioni
internazionali.
“Ciò che sta avvenendo in Tunisia e negli altri Paesi
dell’area è un monito indispensabile per l’Europa – ha concluso Anna Rea –
affinché si recuperi l’idea di un’Europa dei popoli, unita dalle politiche
di sviluppo che mettono al centro della crescita il lavoro e la dignità dell’uomo.
Il Mediterraneo siamo noi e ciò che avviene, anche se non è ancora deciso,
è il nostro futuro”. (