CAMERA DEI DEPUTATI
Il dibattito al Comitato permanente sugli Italiani all’estero
Si è parlato della plenaria del Cgie di Torino, della
riforma degli organi di rappresentanza e del voto referendario all’estero. Proposta
l’audizione del sottosegretario Mantica. Gli interventi del presidente Zacchera
e dei deputati del Pd Porta, Fedi e Garavini
ROMA – La riunione di ieri del Comitato permanente per gli Italiani all’estero della Camera si è aperta con le comunicazioni del presidente Marco Zacchera sull’assemblea plenaria del Cgie che ha avuto luogo a Torino dal 18 al 20 maggio scorso. Zacchera, dopo aver ricordato il suo indirizzo di saluto davanti al Consiglio Generale in cui ha segnalato la scarsa attenzione della politica verso le problematiche degli italiani all’estero, ha illustrato i vari Ordini del giorno approvati dal Cgie che riguardano la competenza del Comitato e della Commissione Affari Esteri. In questi Odg il Consiglio Generale auspica in primo luogo l’introduzione dell’indicizzazione al costo della vita della franchigia di 8.000 euro prevista dal Testo unico per le imposte sui redditi per i redditi da lavoro dipendente dei lavoratori transfrontalieri. Dal Cgie viene poi espressa, in un altro Odg, fraterna solidarietà al popolo tunisino, che ha intrapreso un percorso di democratizzazione, chiedendo al Governo italiano di rafforzare il suo impegno in aiuti umanitari e sostegno allo sviluppo economico del Paese, e alla comunità italiana residente in Tunisia, di contribuire al rafforzamento del processo di evoluzione democratica e allo sviluppo socio-economico del Paese.
Il Consiglio Generale
conferma inoltre, in un apposito Odg, il giudizio totalmente negativo sull’intero
impianto del disegno di legge sulla riorganizzazione dei Comites e del Cgie,
approvato dal Senato e assegnato alla Commissione Esteri della Camera, in quanto
questa riforma non tiene in alcun conto delle indicazioni e dei suggerimenti
avanzati dagli organismi di rappresentanza degli italiani nel mondo e dalle
associazioni dell’emigrazione. Dal Cgie viene pertanto richiesta l’istituzione
di un tavolo di concertazione nell’intento di pervenire ad una proposta che
sia in grado di soddisfare le aspettative e i bisogni delle comunità italiane
all’estero. Il Consiglio Generale esprime poi, con un ulteriore Odg, profonda
preoccupazione per la ristrutturazione della rete consolare, anche alla luce
delle di
Dopo le comunicazioni del presidente Zacchera, il deputato del Pd Fabio Porta, eletto nella ripartizione America Meridionale, ha sottolineato la netta contrarietà del mondo dell’associazionismo al disegno di riforma di Comites e Cgie approvato dal Senato. Una posizione critica che, secondo Porta, è dovuta sia dall’insufficiente ascolto dato alle opinioni dei diretti interessati, sia all’impostazione generale della riforma che indebolisce gli organismi attualmente esistenti, senza effettuare la necessaria integrazione con la rappresentanza parlamentare. “Credo sia necessaria – ha aggiunto Porta - una pausa prima di passare all’esame del provvedimento alla Camera in modo da poter effettuare quell’approfondimento non eseguito dal Senato e cercare di elaborare un testo condiviso anche sulla base delle proposte finora presentate alla Camera. In questa azione – ha proseguito il deputato del Pd - il Comitato può sicuramente esercitare un’azione di supporto nei confronti della Commissione Esteri a cui il provvedimento è stato assegnato”. Da Porta è stata anche auspicata la costituzione di un gruppo di lavoro che, alla luce delle irregolarità emerse anche in questa tornata referendaria all’estero, riformi prima della fine della legislatura, la legge n. 459 del 2001 che regolamenta il voto degli italiani nel mondo. Per Porta una difesa ad oltranza della legislazione esistente, viste le attuali inefficienze, potrebbe infatti screditare l’intero impianto del voto degli italiani all'estero, con il rischio di una sua eliminazione.
Anche Marco Fedi, eletto con il Pd nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, ha sottolineato l’esigenza di procedere con rapidità alla riforma della legge 459/2001. Una modifica che, per il deputato, dovrebbe avere luogo prima della riforma degli organi di rappresentanza che non è prioritaria e viene vissuta con ostilità dalle comunità all’estero. “ In stretta connessione con ciò – ha aggiunto Fedi - vi è il problema di assicurare maggiore efficienza all’Aire per la quale il ministero degli Esteri dovrebbe stanziare maggiori risorse. Altre priorità sono rappresentate dalle questioni della cittadinanza, della sicurezza sociale e dal drammatico taglio delle risorse disponibili che rischia di aggravarsi con la manovra correttiva prevista nella seconda parte dell’anno in corso”. Per Fedi appare poi necessario un approfondimento sulla riorganizzazione della rete consolare per evitare che, allo scadere della moratoria di 12 mesi annunciata dal Governo, si proceda ad ulteriori chiusure sulla base di impostazioni di stampo “aziendalista”, prestando scarsa attenzione alle questioni politiche e alle esigenze di solidarietà.
Dal canto suo Laura Garavini (Pd), eletta nella ripartizione Europa, dopo aver sottolineato la propria contrarietà alla riforma degli organi di rappresentanza approvata dal Senato, ha evidenziato l’esigenza di rinnovare al più presto i Comites. Elezioni che, come segnalato dallo stesso sottosegretario Mantica, dovrebbero in ogni caso avere luogo entro il 2012.
“In primo luogo
– ha spiegato
In sede di replica
il presidente Zacchera ha espresso la propria condivisione con le riflessioni
esposte, a cominciare dalla richiesta di intensificarne il lavori dei Comitato.
Per quanto poi riguarda la riforma della legge n. 459 sul voto all’estero
Zacchera ha ricordato di averne sollecitato l’esame presso