INFORM - N. 111 - 9 giugno 2011


CAMERA DEI DEPUTATI

Il dibattito al Comitato permanente sugli Italiani all’estero

Si è parlato della plenaria del Cgie di Torino, della riforma degli organi di rappresentanza e del voto referendario all’estero. Proposta l’audizione del sottosegretario Mantica. Gli interventi del presidente Zacchera e dei deputati del Pd Porta, Fedi e Garavini

 

ROMA – La riunione di ieri del Comitato permanente per gli Italiani all’estero della Camera si è aperta con le comunicazioni del presidente Marco Zacchera sull’assemblea plenaria del Cgie che ha avuto luogo a Torino dal 18 al 20 maggio scorso. Zacchera, dopo aver ricordato il suo indirizzo di saluto davanti al Consiglio Generale in cui ha segnalato la scarsa attenzione della politica verso le problematiche degli italiani all’estero, ha illustrato i vari Ordini del giorno approvati dal Cgie che riguardano la competenza del Comitato e della Commissione Affari Esteri. In questi Odg il Consiglio Generale auspica in primo luogo l’introduzione dell’indicizzazione al costo della vita della franchigia di 8.000 euro prevista dal Testo unico per le imposte sui redditi per i redditi da lavoro dipendente dei lavoratori transfrontalieri. Dal Cgie viene poi espressa, in un altro Odg, fraterna solidarietà al popolo tunisino, che ha intrapreso un percorso di democratizzazione, chiedendo al Governo italiano di rafforzare il suo impegno in aiuti umanitari e sostegno allo sviluppo economico del Paese, e alla comunità italiana residente in Tunisia, di contribuire al rafforzamento del processo di evoluzione democratica e allo sviluppo socio-economico del Paese.

Il Consiglio Generale conferma inoltre, in un apposito Odg, il giudizio totalmente negativo sull’intero impianto del disegno di legge sulla riorganizzazione dei Comites e del Cgie, approvato dal Senato e assegnato alla Commissione Esteri della Camera, in quanto questa riforma non tiene in alcun conto delle indicazioni e dei suggerimenti avanzati dagli organismi di rappresentanza degli italiani nel mondo e dalle associazioni dell’emigrazione. Dal Cgie viene pertanto richiesta l’istituzione di un tavolo di concertazione nell’intento di pervenire ad una proposta che sia in grado di soddisfare le aspettative e i bisogni delle comunità italiane all’estero. Il Consiglio Generale esprime poi, con un ulteriore Odg, profonda preoccupazione per la ristrutturazione della rete consolare, anche alla luce delle dichiarazioni del sottosegretario Mantica relative al fatto che una moratoria di 12 mesi sulle chiusure di sedi consolari può applicarsi solo per eventuali nuove decisioni. Il Cgie, oltre a richiedere il ripristino dei capitoli di bilancio relativi all’assistenza diretta ed indiretta per gli italiani all’estero, propone poi l’indizione, ad undici anni di distanza dalla prima, di una Seconda Conferenza degli Italiani nel Mondo.

Dopo le comunicazioni del presidente Zacchera, il deputato del Pd Fabio Porta, eletto nella ripartizione America Meridionale, ha sottolineato la netta contrarietà del mondo dell’associazionismo al disegno di riforma di Comites e Cgie approvato dal Senato. Una posizione critica che, secondo Porta, è dovuta sia dall’insufficiente ascolto dato alle opinioni dei diretti interessati, sia all’impostazione generale della riforma che indebolisce gli organismi attualmente esistenti, senza effettuare la necessaria integrazione con la rappresentanza parlamentare. “Credo sia necessaria – ha aggiunto Porta - una pausa prima di passare all’esame del provvedimento alla Camera in modo da poter effettuare quell’approfondimento non eseguito dal Senato e cercare di elaborare un testo condiviso anche sulla base delle proposte  finora presentate alla Camera. In questa azione – ha proseguito il deputato del Pd - il Comitato può sicuramente esercitare un’azione di supporto nei confronti della Commissione Esteri a cui il provvedimento è stato assegnato”. Da Porta è stata anche auspicata la costituzione di un gruppo di lavoro che, alla luce delle irregolarità emerse anche in questa tornata referendaria all’estero, riformi prima della fine della legislatura, la legge n. 459 del 2001 che regolamenta il voto degli italiani nel mondo.  Per Porta una difesa ad oltranza della legislazione esistente, viste le attuali inefficienze, potrebbe infatti screditare l’intero impianto del voto degli italiani all'estero, con il rischio di una sua eliminazione.

Anche Marco Fedi, eletto con il Pd nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, ha sottolineato l’esigenza di procedere con rapidità alla riforma della legge 459/2001. Una modifica che, per il deputato, dovrebbe avere luogo prima della riforma degli organi di rappresentanza che non è prioritaria e viene vissuta con ostilità dalle comunità all’estero. “ In stretta connessione con ciò – ha aggiunto Fedi - vi è il problema di assicurare maggiore efficienza all’Aire per la quale il ministero degli Esteri dovrebbe stanziare maggiori risorse. Altre priorità sono rappresentate dalle questioni della cittadinanza, della sicurezza sociale e dal drammatico taglio delle risorse disponibili che rischia di aggravarsi con la manovra correttiva prevista nella seconda parte dell’anno in corso”. Per Fedi appare poi necessario un approfondimento sulla riorganizzazione della rete consolare per evitare che, allo scadere della moratoria di 12 mesi annunciata dal Governo, si proceda ad ulteriori chiusure sulla base di impostazioni di stampo “aziendalista”, prestando scarsa attenzione alle questioni politiche e alle esigenze di solidarietà.

Dal canto suo Laura Garavini (Pd), eletta nella ripartizione Europa, dopo aver sottolineato la propria contrarietà alla riforma degli organi di rappresentanza approvata dal Senato, ha evidenziato l’esigenza  di rinnovare al più presto i Comites. Elezioni che, come segnalato dallo stesso sottosegretario Mantica, dovrebbero in ogni caso avere luogo entro il 2012.

La Garavini ha inoltre auspicato un ritmo più regolare delle riunioni del Comitato, un organismo che rappresenta un contenitore istituzionale per le esigenze delle nostre collettività all’estero, e ha segnalato alcuni problemi specifici riguardanti il regolare svolgimento dell’esercizio del diritto di voto all’estero in occasione dei referendum.

“In primo luogo – ha spiegato la Garavini - vi è il problema della modifica del quesito sul nucleare che è intervenuta dopo che all’estero erano già iniziate le operazioni di voto. In Germania inoltre si stanno verificando grossi problemi nell’invio dei plichi agli aventi diritto, specie nel caso di italiane coniugate con cittadini tedeschi. Altre difficoltà sono connesse all’errato assemblaggio dei plichi stessi che non contengono tutto il materiale corretto. Irregolarità che rischiano di avere importanti ripercussioni sul raggiungimento del quorum. La deputata del Pd ha infine segnalato le difficoltà incontrate da molti Comites nel proseguire nella propria attività a causa del ritardo nell’invio da parte del ministero degli Esteri dei finanziamenti dovuti.

In sede di replica il presidente Zacchera ha espresso la propria condivisione con le riflessioni esposte, a cominciare dalla richiesta di intensificarne il lavori dei Comitato. Per quanto poi riguarda la  riforma della legge n. 459 sul voto all’estero Zacchera ha ricordato di averne sollecitato l’esame presso la I Commissione. Il presidente ha anche auspicato la creazione di un “vademecum” per il voto all’estero che possa agevolare l’opera di contrasto alle irregolarità più gravi, anche senza modifiche alla legislazione vigente.  Il presidente ha inoltre proposto l’audizione del sottosegretario agli Esteri Mantica al fine di comprendere meglio il punto di vista del Governo sulla riforma della rappresentanza. Una modifica, che a suo giudizio, appare soprattutto dettata da esigenze di risparmio. Zacchera ha infine richiamato l’attenzione sul fatto che le procedure per lo svolgimento dei referendum all’estero, nonostante tutte le difficoltà segnalate, abbiano un costo praticamente identico, 26 milioni contro 27, all’ammontare complessivo delle risorse pubbliche destinate ai nostri connazionali all’estero. (G. M. - Inform)

 


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