CAMERA DEI DEPUTATI
Riunito il Comitato permanente sugli Italiani all’Estero
Il vice presidente Fabio Porta (Pd): Riaprire il confronto
su riforma Comites e Cgie.
Definire e affrontare le vere priorità degli italiani nel mondo. Rivedere
la legge sul voto all’estero
ROMA – Alla Camera dei deputati si è riunito il Comitato permanente sugli Italiani all’estero. Intervenendo subito dopo l’introduzione del presidente Marco Zacchera (Pdl), il vice presidente Fabio Porta (Pd) ha esordito affrontando il tema della riforma degli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero.
“La riforma
dei Comites e del Cgie,
recentemente approvata al Senato, non è la principale preoccupazione dei nostri
connazionali all’estero - ha detto il deputato italo-brasiliano
Porta - Un adeguamento del sistema di rappresentanza è opportuno e necessario,
anche a seguito della presenza in Parlamento dei parlamentari eletti all’estero,
ma ciò si può fare a due condizioni: coinvolgendo pienamente e attivamente
in questa discussione tutti gli attori coinvolti e i protagonisti stessi del
mondo degli italiani all’estero; rafforzando quantitativamente e qualitativamente
questo sistema, ancora più importante oggi proprio a causa della nuova interlocuzione
costituita dai deputati e senatori eletti all’estero”. “L’iter della legge
al Senato, purtroppo – ha rilevato Porta - , non ha tenuto conto né dell’una
né dell’altra condizione, e ciò è testimoniato dalla travagliata e risicata
approvazione del provvedimento”. “Adesso
“Urge invece
– secondo il parlamentare eletto in America Meridionale – un lavoro serrato
ed urgente su tutta una serie di altre questioni che attendono da anni una
soluzione e che sarebbe utile affrontare in maniera unitaria tra i diversi
gruppi parlamentari. In primo luogo il problema del meccanismo di voto all’estero,
rispetto al quale il Partito Democratico ha presentato alla Camera e al Senato
una proposta di legge firmata dai suoi capigruppo e dal presidente e segretario
del partito”.“Non si tratta solo di arrivare ad una necessaria “soluzione
tecnica”: rendere efficiente e trasparente il voto all’estero vuole infatti
dire rafforzare l’immagine dell’Italia nel mondo nel nostro Paese e rafforzare
al tempo stesso la democrazia partecipativa all’interno delle nostre collettività
sparse in tutti i continenti; la rappresentanza politica – ha concluso l’on.
Porta - deve infatti essere difesa perché dal suo corretto funzionamento deriveranno
benefici in materia di risposte ai problemi degli italiani nel mondo”.(