INFORM - N. 110 - 8 giugno 2011


CAMERA DEI DEPUTATI

Riunito il Comitato permanente sugli Italiani all’Estero

Il vice presidente Fabio Porta (Pd): Riaprire il confronto su riforma Comites e Cgie. Definire e affrontare le vere priorità degli italiani nel mondo. Rivedere la legge sul voto all’estero

 

ROMA – Alla Camera dei deputati si è riunito il Comitato permanente sugli Italiani all’estero. Intervenendo subito dopo l’introduzione del presidente Marco Zacchera (Pdl), il vice presidente Fabio Porta (Pd) ha esordito affrontando il tema della riforma degli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero.

“La riforma dei Comites e del Cgie, recentemente approvata al Senato, non è la principale preoccupazione dei nostri connazionali all’estero - ha detto il deputato italo-brasiliano Porta - Un adeguamento del sistema di rappresentanza è opportuno e necessario, anche a seguito della presenza in Parlamento dei parlamentari eletti all’estero, ma ciò si può fare a due condizioni: coinvolgendo pienamente e attivamente in questa discussione tutti gli attori coinvolti e i protagonisti stessi del mondo degli italiani all’estero; rafforzando quantitativamente e qualitativamente questo sistema, ancora più importante oggi proprio a causa della nuova interlocuzione costituita dai deputati e senatori eletti all’estero”. “L’iter della legge al Senato, purtroppo – ha rilevato Porta - , non ha tenuto conto né dell’una né dell’altra condizione, e ciò è testimoniato dalla travagliata e risicata approvazione del provvedimento”. “Adesso la Camera – ha aggiunto - ha la possibilità di porre rimedio a tale situazione, a partire dall’avvio di una “pausa attiva” di riflessione e confronto dentro e fuori dal Parlamento su questi temi”.

“Urge invece – secondo il parlamentare eletto in America Meridionale – un lavoro serrato ed urgente su tutta una serie di altre questioni che attendono da anni una soluzione e che sarebbe utile affrontare in maniera unitaria tra i diversi gruppi parlamentari. In primo luogo il problema del meccanismo di voto all’estero, rispetto al quale il Partito Democratico ha presentato alla Camera e al Senato una proposta di legge firmata dai suoi capigruppo e dal presidente e segretario del partito”.“Non si tratta solo di arrivare ad una necessaria “soluzione tecnica”: rendere efficiente e trasparente il voto all’estero vuole infatti dire rafforzare l’immagine dell’Italia nel mondo nel nostro Paese e rafforzare al tempo stesso la democrazia partecipativa all’interno delle nostre collettività sparse in tutti i continenti; la rappresentanza politica – ha concluso l’on. Porta - deve infatti essere difesa perché dal suo corretto funzionamento deriveranno benefici in materia di risposte ai problemi degli italiani nel mondo”.(Inform)

 


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