CAMERA DEI DEPUTATI
Question Time
Il ministro Vito risponde a di Di
Biagio (Fli) sulle criticità del voto referendario
dei nostri connazionali nel mondo
“Impossibile procedere ad una nuova stampa delle schede
sul nucleare per gli elettori all’estero. Per i voti già espressi la decisione
resta riservata all’ufficio per la circoscrizione Estero della Corte d’appello
di Roma”
ROMA – Aldo Di Biagio, deputato di Fli eletto nella ripartizione Europa, ha illustrato oggi in Aula, nel corso del Question Time, una richiesta di chiarimenti sulle criticità sorte nelle dinamiche di esercizio del diritto di voto degli italiani residenti all’estero in occasione delle prossime consultazioni referendarie, emerse in particolare in seguito al pronunciamento della Corte di Cassazione sul quesito relativo alla costruzione di centrali nucleari in Italia, giudicato ammissibile seppur con l’introduzione di modifiche che tengano conto delle indicazioni contenute nel decreto legge Omnibus sulla medesima materia recentemente approvato. Modifiche che per l’estero sono apparse subito difficilmente apportabili attraverso la ristampa delle schede come sta avvenendo in Italia sia per mancanza di tempo, sia perché i nostri connazionali nel mondo stanno già votando.
Alla luce di questa situazione nella domanda di chiarimenti al governo, sottoscritta anche dai deputati del Pd Garavini, Fedi e Narducci, si chiedendo garanzie per la legittima espressione del diritto di voto degli italiani residenti al di fuori dal territorio nazionale e si auspica, in ragione del carattere straordinario di quanto verificatosi in questi giorni sul versante della gestione del terzo quesito referendario sul nucleare, il mantenimento, per ragioni di opportunità e di praticità, della formulazione originaria oltre confine al fine di esorcizzare ogni possibile invalidamento delle legittime preferenze espresse dai connazionali. Di Biagio e i firmatari della richiesta chiedono infine l’eventuale “salvaguardia delle preferenze già espresse e la rettifica degli errori di procedura maturati nelle dinamiche di trasmissione dei plichi elettorale presso i domicili dei connazionali residenti oltre confine”.
Il ministro
per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, rispondendo a nome del Governo
ha precisato come, sulla base degli elementi forniti dal ministero dell’Interno
a seguito della sentenza della Corte costituzionale che ha confermato
l’ammissibilità del referendum in materia di energia nucleare,al momento siano
in corso di stampa e distribuzione in tutto il Paese le schede referendarie
di colore grigio nella nuova formulazione del quesito sul nucleare. Per quanto
riguarda invece il suffragio degli italiani all’estero, le cui schede votate
dovranno pervenire ai consolati entro le ore 16, ora locale, di domani 9 giugno
per poi essere spedite in Italia per lo scrutinio, il ministro Vito ha precisato
come, alla luce dei tempi previsti per il voto per corrispondenza, il ministero
dell’Interno abbia constatato l’impossibilità di “procedere ad una nuova
stampa e distribuzione agli elettori residenti all’estero delle schede con
il nuovo quesito sull’energia nucleare. In merito ai voti già espressi dagli
elettori italiani residenti all’estero – ha proseguito il ministro - il ministero
dell’interno fa presente che ogni decisione resta riservata agli uffici competenti
per legge”, ovvero l’ufficio centrale per la circoscrizione estero presso
“Per quanto riguarda, poi, l’inconveniente tecnico che ha determinato la restituzione dello 0,8 per cento dei circa 485.000 plichi inviati in Germania, - ha proseguito Vito - il ministero degli Esteri fa sapere di essere immediatamente intervenuto dando puntuali istruzioni ai consolati interessati per risolvere il problema. I plichi restituiti dalle poste tedesche sono stati quindi prontamente registrati in un apposito elenco e, dopo la sostituzione della busta esterna e l’apposizione del corretto cognome del coniuge delle elettrici, sono stati nuovamente recapitati alle destinatarie in tempo utile per la restituzione entro il termine del 9 giugno. Al ministero degli esteri – ha concluso il ministro - non risulta che problematiche analoghe siano emerse in Belgio e in Australia.
In sede di replica
Di Biagio ha spiegato come, di fronte a questa situazione “circa 4 milioni
di nostri connazionali iscritti all’Aire, nonché cittadini temporaneamente
all’estero, si sentono piuttosto confusi, molti non sapevano che fine avrebbero
potuto fare le loro preferenze già espresse per il referendum. In questo,
però, bisogna dire che anche il sistema di comunicazione della nostra rete
consolare oltre confine è stato poco efficiente... In nessun Paese democratico
moderno – ha proseguito Di Biagio - si verifica quanto discusso oggi”. Il
parlamentare del Fli ha poi sottolineato come in
pratica tutto questo configuri un “annullamento del voto all’estero che umilia
i nostri connazionali”. “E’opportuno – ha aggiunto Di Biagio - che non si
sacrifichi mai, in nessuna occasione, il diritto cogente dei nostri connazionali
in nome di tempi ristretti o errori amministrativi. Tutto questo è incostituzionale”.
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