INFORM - N. 110 - 8 giugno 2011


ITALIANI ALL’ESTERO

Omaggio del Senato Argentino all’Immigrante Italiano

Durante la cerimonia hanno parlato il senatore argentino di San Juan Cesar Ambrosio Gioja e il Console generale d’Italia a Buenos Aires Giuseppe Scognamiglio

 

BUENOS AIRES - Giovedì scorso il Senato argentino ha reso omaggio alla collettività italiana in occasione della Giornata dell’Immigrante Italiano in Argentina. La cerimonia ha avuto luogo nel Salone delle Province del Palazzo del Congresso.

Presenti il Console generale d’Italia a Buenos Aires, Giuseppe Scognamiglio, il deputato Ricardo Merlo, la senatrice Mirella Giai, la presidente del Comites di Buenos Aires Graciela Laino, la presidente ella FEDIBA e vicepresidente di FEDITALIA Pina Mainieri, l’addetto agli Affari Sociali dell’Ambasciata d’Italia Marcello Apicella, il Direttore dell’Istituto italiano di cultura Giuliana dal Piaz, tra gli altri. Presenti anche consiglieri del Comites e dirigenti di associazioni e federazioni italiane. Inoltre sono stati letti saluti di adesione del Vicepresidente della Nazione Julio Cobos e del senatore Carlos Alberto Reutemann.

Dopo che sono stati cantati gli inni nazionali argentino e italiano, è stato proiettato un filmato che ha brevemente raccontato la storia dell’immigrazione italiana al Plata, che ha provocato alcune lacrime e tanti ricordi.

Quindi ha parlato il senatore argentino per San Juan Cesar Ambrosio Gioja, promotore dell’iniziativa, il quale ha dapprima salutato la collettività per i 150 anni dell’Unità d’Italia, anniversario seguito alle celebrazioni del Bicentenario argentino, due anniversari che sono festeggiati nel quadro di un rilancio dei rapporti tra l’Argentina e l’Italia - ha fatto notare il sen. Gioja - che in questi giorni si concretizza nella partecipazione della presidente Cristina Kirchner alle celebrazioni del 2 giugno e con le sue riunioni con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Gioja ha poi ricordato che le relazioni di cooperazione tra i due paesi, si avviarono già nel XIX secolo, con l’invito della Repubblica Argentina a popolare il paese, come è scritto nella sua Costituzione, al tempo che ha sottolineato l’enorme vocazione di lavoro e la grande capacità per dirigere degli immigrati italiani lungo la storia argentina.

Infine, in riferimento alla sua provincia, ha messo in risalto il grande contributo dato dagli emigrati italiani all’industria vitivinicola di San Juan, citando tra gli altri i Borbora, i Graffigna e i Pulenta.

Dopo le applaudite presentazioni dell’Orchestra giovanile da Camera del Congresso Nazionale, diretta dal maestro Rolando Piaggi e dei cantanti Mario Farías, Denisa Ferreira e Fernando Tadioni, ha parlato il dott. Giuseppe Scognamiglio.

Dopo aver ringraziato il Senato per l’omaggio, ha precisato che l’immigrazione italiana in Argentina non cominciò nella seconda metà del XIX secolo, ma molto prima, ricordando rapidamente i nomi di alcuni che fecero la storia argentina, prima ancora che l’Argentina fosse nata, partendo da Sebastiano Caboto (navigatore ed esploratore del Rio de la Plata) fino ai numerosi genovesi e napoletani che accompagnarono Pedro de Mendoza.

Ha poi citato Manuel Belgrano, “primo di molti illustri italo-argentini”, la cui data di nascita è stata scelta dal parlamento argentino per manifestare la riconoscenza del Paese verso gli emigrati italiani che col loro enorme sacrificio contribuirono allo sviluppo argentino.

Ha anche citato Juan José Castelli, uno degli ideologi della Rivoluzione del 1810 e l’ex presidente Bartolomé Mitre “primo storico dello stesso Belgrano, primo traduttore allo spagnolo della Divina Commedia e fondatore del quotidiano “La Nación” ed ha ricordato che sia Sarmiento che Avellaneda furono tra coloro che promossero l’immigrazione italiana moderna.

Infine il Console generale ha manifestato che questa cerimonia non è soltanto per guardare al passato ed essere riconoscenti, ma per vedere quanto abbiamo in comune e costruire un futuro degno del nostro passato, dato che l’Italia è da sempre in Argentina e continuerà ad esserlo per sempre.”  (Mario Esteban Basti-Tribuna Italiana/Inform)

 


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