MOVIMENTI POLITICI
Intervista
di Hgpres a Mariano Gazzola, presidente del Maie Argentina e membro del Cgie
“Referendum: nella nostra alleanza con
l’Udc c’è spazio per il dissenso”
BUENOS AIRES - Mariano Gazzola, giovane italoargentino, militante nell’associazionismo, presidente del MAIE Argentina, presidente del CAVA (Comitato Associazioni Venete in Argentina), Consigliere CGIE e membro Comites, nell’intervista rilasciata a Hgpress, parla della posizione del MAIE sui 4 Referendum del 12-13 giugno e dell’alleanza del MAIE con l’ UDC di Pier Ferdinando Casini.
Referendum
12-13 giugno, come voterà il MAIE?
Sui referendum
del 12 giugno ci siamo espressi molto
Ma l’UDC
alleata del MAIE invece si è espressa per il NO nei due quesiti sull’acqua e
ha dato libertà di voto nel quesito sul nucleare. Non le sembra una contraddizione?
In questo caso,
abbiamo una posizione differente da quanto ha di
In che
senso la rafforza?
Quando abbiamo stretto l’accordo con l’UDC, lo abbiamo fatto nel rispetto della nostra autonomia. Noi del MAIE rappresentiamo i cittadini residenti all’estero e abbiamo le nostre idee, siamo indipendenti nel voto anche in Aula. Fra MAIE e UDC c’è un’alleanza non un assorbimento. Inoltre, questo dimostra che all’interno dell’alleanza c’è spazio per il dissenso ed ognuno può ragionare con la propria testa.
Quale
sarà dunque la vostra posizione sui 4 quesiti referendari?
Il MAIE è per i 4 Sì. Ai due quesiti sull’acqua noi voteremo “Sì”, perché crediamo che la partecipazione dei privati nel servizio potrebbe portare allo sfruttamento delle risorse idriche, ad una potenziale speculazione finanziaria a danno dei cittadini.
L’acqua è un bene pubblico ed è allo stato che deve esserne lasciato il controllo sul consumo, sulla qualità e sulla fissazione delle relative tariffe. Crediamo che lo stato possa, e debba, migliorare la rete di distribuzione dell’acqua: nel farlo può però mantenere un prezzo controllato, nell’interesse generale di tutti. Un’impresa privata, invece, che logicamente e naturalmente opera con la necessità di un profitto, ad ogni investimento deve far corrispondere un utile.
Sul nucleare dobbiamo superare l’idea che solo questo sistema rappresenti il futuro per l’approvvigionamento energetico dell’Italia. Esistono molti studi che dimostrano che nessuno può sostenere che le centrali sono sicure al 100%. Inoltre, il nucleare è un sistema vecchio ed antieconomico: le spese per la gestione dei rifiuti, lo smantellamento e la decontaminazione delle centrali, infatti, sono enormi e generalmente vengono sostenute dai contribuenti; senza parlare del problema della scelta dei siti di stoccaggio e smaltimento delle scorie radioattive.
Il recente cambiamento
di indirizzo di un Paese come
Infine, l’ultimo
requisito, quello sul legittimo impedimento, ci trova concordi con la posizione
dell’UDC. Noi votiamo Sì perché crediamo fermamente nella Carta Costituzionale,
che all’art. 3 sancisce l’uguaglianza formale e sostanziale di tutti i cittadini
davanti alla legge. E’ un principio fondante e fondamentale del nostro stato
di diritto, che stabilisce che la legge non può introdurre discriminazioni di
alcun tipo sulla base del sesso, della razza, della lingua, della religione,
delle opinioni politiche e, nel caso in questione, delle condizioni personali
e sociali. (Maila Nuccilli-Hgpress/