REFERENDUM
SU NUCLEARE E ITALIANI ALL’ESTERO
Dopo la decisione della Corte Costituzionale che ha di
Interrogazioni al Governo dei parlamentari Pd Ceccanti e Realacci
ROMA – Oggi, all’unanimità,
In Senato Stefano Ceccanti
si rivolge al ministro dell’Interno Roberto Maroni chiedendo di sapere “quali
iniziative intenda assumere per assicurare che venga garantito il rispetto
della volontà degli elettori che si è espressa su un quesito diverso ma che
si presenta in
“E’ una questione urgente che deve trovare subito un’adeguata
risposta”, conclude Ceccanti.
“E’ bene che il Governo chiarisca subito e senza possibilità
di contese postume come intende comportarsi con il voto degli italiani all’estero.
Non ci risulta, infatti, che il Ministero dell’Interno abbia reso nota la
sua posizione ufficiale a questo proposito”, incalza a sua volta Ermete
Realacci che dalla Camera dei deputati si
rivolge al ministro dell’Interno Maroni e al ministro degli Esteri Frattini.
Realacci ricorda che “si è aperta la questione sul voto
dei 3,2 milioni di italiani residenti all'estero che si sono già espressi
sulle schede con il vecchio quesito e per i quali, come ha annunciato il Viminale,
non ci sono i tempi tecnici per stampare ed inviare all'estero le schede con
la nuova formulazione”. Inoltre, “ci risulta – aggiunge Realacci
- che al comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’ siano arrivate decine
di richieste di chiarimenti sulla necessità o meno di votare la scheda sul
nucleare contenuta nel plico ricevuto dal Consolato in attesa della pubblicazione
del nuovo quesito e che dal Viminale, nonostante le formali richieste inviate,
non siano arrivati chiarimenti”. “Non vorremmo – dice Realacci
- che proprio sul voto degli italiani all’estero si giocasse la soglia del
quorum”. (