INFORM - N. 109 - 7 giugno 2011


REFERENDUM SU NUCLEARE E ITALIANI ALL’ESTERO

Dopo la decisione della Corte Costituzionale che ha dichiarato ammissibile il nuovo quesito

Interrogazioni al Governo dei parlamentari Pd Ceccanti e Realacci

 

ROMA – Oggi, all’unanimità, la Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il nuovo quesito referendario sul nucleare, così come riformulato dalla Cassazione il 30 maggio scorso, dopo le modifiche contenute nel dl “omnibus”. Dopo il via libera della Consulta dal Pd arrivano interrogazioni parlamentari al Governo riguardo al voto degli italiani residenti all’estero.     

In Senato  Stefano Ceccanti si rivolge al ministro dell’Interno Roberto Maroni chiedendo di sapere “quali iniziative intenda assumere per assicurare che venga garantito il rispetto della volontà degli elettori che si è espressa su un quesito diverso ma che si presenta in chiara continuità di indirizzo con quello successivamente aggiornato”. Spiega il sen.Ceccanti: “Prima della sentenza della Consulta, erano nel frattempo iniziate le operazioni di voto per i cittadini italiani all’estero, ma sul quesito precedente. Essendo ovviamente impossibile inviare all'estero nuove schede col testo aggiornato in tempo per le operazioni di voto di domenica e lunedì e non essendo palesemente praticabile nessun’altra alternativa, chiedo al ministro Maroni cosa intenda fare per assicurare che venga garantito il rispetto della volontà degli elettori che si è espressa su un quesito diverso ma che si presenta in chiara continuità di indirizzo con quello sucessivamente aggiornato”.

“E’ una questione urgente che deve trovare subito un’adeguata risposta”, conclude Ceccanti.

“E’ bene che il Governo chiarisca subito e senza possibilità di contese postume come intende comportarsi con il voto degli italiani all’estero. Non ci risulta, infatti, che il Ministero dell’Interno abbia reso nota la sua posizione ufficiale a questo proposito”, incalza a sua volta  Ermete Realacci  che dalla Camera dei deputati si rivolge al ministro dell’Interno Maroni e al ministro degli Esteri Frattini.

Realacci ricorda  che “si è aperta la questione sul voto dei 3,2 milioni di italiani residenti all'estero che si sono già espressi sulle schede con il vecchio quesito e per i quali, come ha annunciato il Viminale, non ci sono i tempi tecnici per stampare ed inviare all'estero le schede con la nuova formulazione”. Inoltre, “ci risulta – aggiunge Realacci - che al comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’ siano arrivate decine di richieste di chiarimenti sulla necessità o meno di votare la scheda sul nucleare contenuta nel plico ricevuto dal Consolato in attesa della pubblicazione del nuovo quesito e che dal Viminale, nonostante le formali richieste inviate, non siano arrivati chiarimenti”. “Non vorremmo – dice Realacci - che proprio sul voto degli italiani all’estero si giocasse la soglia del quorum”. (Inform)

 


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