IMMIGRAZIONE
Il 10 giugno l’incontro con l’assessore all’immigrazione
della Regione Sicilia Andrea Piraino per discutere di una nuove legge regionale
Il presidente dell’Istituto Italiano Fernando Santi,
Luciano Luciani favorevole all’istituzione di Consulta regionale per i cittadini
immigrati che possa contribuire alla stesura della legge
PALERMO – E’ prevista per venerdì 10 giugno alle ore 16 presso l’assessorato alla Famiglia, alle Politiche sociali e al Lavoro della Regione Sicilia (via Trinacria 34/36), una riunione con Andrea Piraino, assessore regionale all’immigrazione, in cui verranno discusse le proposte che il Forum per l’immigrazione locale ha avanzato sull’emergenza migranti, sulla Consulta per l’integrazione degli immigrati e sui contenuti di una nuova legge regionale in materia.
Pippo Cipriani coordinatore nazionale dell’Istituto Italiano Fernando Santi, parla della necessità di una legge regionale che tuteli rifugiati e richiedenti asilo e promuova politiche per l’accoglienza e l’integrazione, quali “l’istituzione di un albo dei mediatori culturali insieme ad indicazioni relative al diritto all’abitazione, al lavoro, all’istruzione, anche universitaria, alla formazione professionale, alla promozione di attività autonome e imprenditoriali, l’accesso ai servizi socio-sanitari e assistenziali, adeguate politiche abitative, politiche alla partecipazione alla vita pubblica negli enti locali e, in ultimo, la costituzione della Consulta regionale per gli immigrati”.
“Il governo regionale – prosegue Cipriani - deve velocemente varare una legislazione adeguata per poter lavorare concretamente e garantire un corretto svolgimento della vita civile, vista l’assenza ad oggi di una legge regionale sul’immigrazione”. Ribadita da Cipriani anche la necessità di “revisionare la legislazione in materia di siciliani nel mondo”.
“È giusto che a Palermo il tema delle nuove cittadinanze sia un tema fondante per la città del domani. Palermo dovrà saper affrontare il percorso dell’integrazione non in maniera emergenziale – afferma Rosario Filoramo, consigliere comunale e rappresentante della UISP, – ma in modo da valorizzare al meglio l’apporto delle nuove culture per la società locale”.
Luciano Luciani, presidente dell’Istituto Italiano Fernando Santi e consultore regionale per l’emigrazione e l’immigrazione, afferma di apprezzare l’impegno dimostrato da Piraino e orientato a formulare una legge organica regionale per i migranti. “In preparazione occorre con un articolo unico creare una Consulta regionale per i cittadini immigrati in Sicilia che possa contribuire alla stesura della legge stessa. Ritornando alle questioni generali - afferma Luciani - è insopportabile che bambini che nascono nella nostra terra debbano attendere oltre 18 anni per acquisire la cittadinanza. Lo ius sanguinis risulta oggi assolutamente inadeguato alle esigenze delle nuove cittadinanze e andrebbe certamente contemperato con una espansione dello ius soli. Stiamo facendo crescere giovani immigrati in Italia senza riconoscere, all’atto della nascita in Italia, l’immediato diritto di cittadinanza, decisivo per sentirsi parte integrante della Nazione”.
“Il ragionamento
da fare sulla cittadinanza italiana, sia in sede politica che legislativa, deve
essere unico per gli italiani all’estero e per le comunità immigrate – prosegue
il presidente dell’Istituto Italiano Fernando Santi. - Anche in materia di cittadinanza
occorre trovare il coraggio di affermare che il diritto di sangue, ai fini del
riconoscimento della cittadinanza italiana, può essere fatto valere sino alla
seconda generazione di nati all’estero. Il riconoscimento della cittadinanza
a distanza di generazioni tra loro lontane può diventare occasione per possibili
strumentalizzazioni per lavorare o viaggiare in altri Paesi europei e per appesantire
il nostro precario welfare. L’attuale legislazione sulla cittadinanza italiana
costituisce certamente un ostacolo per avviare un provvedimento di legge che
assicuri l’assegno sociale ai cittadini all’estero in possesso della cittadinanza
italiana. Anche per questo – conclude Luciani - va rafforzato il principio dello
ius soli per i nati in Italia, alla stregua degli altri Paesi che tutelano
e riconoscono la cittadinanza a chi nasce sul loro territorio”. (