CAMERA DEI DEPUTATI
Discussa in Aula la mozione Narducci sui rapporti fra
Italia e Svizzera e sulla situazione fiscale dei lavoratori frontalieri italiani
Previsto per oggi pomeriggio l’intervento del rappresentante
del governo.
Narducci: “Definire tempestivamente un quadro normativo certo a tutela dei lavoratori
frontalieri”
ROMA – Si è aperta ieri alla Camera la discussione
sulla mozione Narducci relativa rapporti fra Italia e Svizzera che si sofferma
in maniera particolare sul problema delle doppie imposizioni e sulle questioni
relative alle imposte sul reddito e sul patrimonio. Il dibattito in Aula dovrebbe
concludersi nella seduta pomeridiana di oggi. Nella mozione, che è appoggiata
in toto dalle strutture sindacali dei lavoratori frontalieri italiani in Svizzera,
si chiede al governo “ di intraprendere i necessari passi diplomatici per riallacciare
il dialogo con il Governo svizzero, nell’intento di promuovere e tutelare
gli interessi dell’Italia, e di convocare un tavolo di concertazione per definire
al più presto un percorso negoziale sulla nuova convenzione fiscale, per evitare
la doppia imposizione sul reddito e sulla sostanza, formulando e discutendo
in quella sede le legittime richieste d’interesse del nostro Paese”. La mozione
impegna l’esecutivo “a non lasciar nell’incertezza i 55 mila frontalieri italiani
occupati in Svizzera, tutelando il loro diritto al pari trattamento salariale
rispetto ai colleghi svizzeri e stranieri residenti”. Si chiede altresì sia
di reagire politicamente alle affermazioni del leader della Lega dei Ticinesi,
che ha parlato del licenziamento dei 13.500 frontalieri italiani, sia la piena
applicazione “della Convenzione del 9 marzo 1976 stipulata con
Nel corso del
dibattito il primo firmatario della mozione all’ordine del giorno Franco Narducci
(Pd) ha espresso seria preoccupazione sia per il progressivo deterioramento
delle relazioni bilaterali tra Italia e Svizzera, per quanto riguarda le questioni
fiscali e contributive dei lavoratori frontalieri italiani, sia per il rischio
che possano essere messe in atto nella Confederazione Elvetica deleterie ridefinizioni
della normativa riguardante questo settore. Narducci, dopo aver sottolineato
che l’attuale esecutivo rischia di compromettere i rapporti con un rilevante
partner economico e commerciale come
Anche Maurizio
Fugatti della Lega Nord, che ha illustrato la mozione Reguzzoni, ha rilevato
come permangano irrisolte alcune criticità nei rapporti tra Italia e Svizzera,
con particolare riferimento alle doppie imposizioni fiscali cui sono soggetti
i lavoratori frontalieri dei due Paesi, nonostante i numerosi accordi raggiunti
a livello comunitario su questa questione. Fugatti ha inoltre chiesto al Governo
di assumere opportune iniziative, anche diplomatiche, affinché si instauri un
proficuo dialogo con la controparte elvetica per affrontare le tematiche ancora
in sospeso e tutelare i numerosi lavoratori italiani. Dal canto suo Cosmo Ventucci
(Pdl), nell’illustrare la sua mozione sulla materia, ha segnalato sia
il volume e la rilevanza del fatturato prodotto dai lavoratori frontalieri in
Svizzera, sia gli attacchi xenofobi di cui i nostri connazionali sono
stati fatti oggetto. Ventucci ha anche precisato come tali atteggiamenti non
appartengano all’identità del popolo elvetico. Il deputato del Pdl ha poi ricordato
le misure adottate dal Governo per contrastare la crisi finanziaria e l’evasione
fiscale ed ha chiesto all’esecutivo di attivarsi per ridiscutere le questioni
connesse all’inserimento della Svizzera nella lista dei cosiddetti paradisi
fiscali. Auspicato inoltre il riavvio dei negoziati sulle tematiche fiscali
inerenti i lavoratori frontalieri, al fine di stipulare una nuova convenzione
che eviti le doppie imposizioni sul reddito. Sergio Michele
Piffari (IdV)
ha invece annunciato di voler sottoscrivere la mozione Narducci, in quanto sollecita
un intervento del Governo a tutela dei numerosi lavoratori frontalieri italiani
impiegati nella Confederazione elvetica ed ingiustamente sottoposti ad una doppia
imposizione fiscale. Piffari inoltre ricordato come all’origine di tale situazione
vi sia il problema dell’inserimento della Svizzera nella cosiddetta lista grigia
redatta dell’OCSE e concernente la trasparenza finanziaria dei vari Stati. Il
deputato dell’Italia dei Valori ha infine auspicato un intervento tempestivo
sulla problematica che, attraverso il dialogo tra i due Paesi, consenta di individuare
soluzioni ispirate al buon senso. (