INFORM - N. 109 - 7 giugno 2011


CAMERA DEI DEPUTATI

Discussa in Aula la mozione Narducci sui rapporti fra Italia e Svizzera e sulla situazione fiscale dei lavoratori frontalieri italiani

Previsto per oggi pomeriggio l’intervento del rappresentante del governo.

Narducci: “Definire tempestivamente un quadro normativo certo a tutela dei lavoratori frontalieri”

 

ROMA – Si è aperta ieri alla Camera la discussione sulla mozione Narducci relativa rapporti fra Italia e Svizzera che si sofferma in maniera particolare sul problema delle doppie imposizioni e sulle questioni relative alle imposte sul reddito e sul patrimonio. Il dibattito in Aula dovrebbe concludersi nella seduta pomeridiana di oggi. Nella mozione, che è appoggiata in toto dalle strutture sindacali dei lavoratori frontalieri italiani in Svizzera, si chiede al governo “ di intraprendere i necessari passi diplomatici per riallacciare il dialogo con il Governo svizzero,  nell’intento di promuovere e tutelare gli interessi dell’Italia, e di convocare un tavolo di concertazione per definire al più presto un percorso negoziale sulla nuova convenzione fiscale, per evitare la doppia imposizione sul reddito e sulla sostanza, formulando e discutendo in quella sede le legittime richieste d’interesse del nostro Paese”. La mozione impegna l’esecutivo “a non lasciar nell’incertezza i 55 mila frontalieri italiani occupati in Svizzera, tutelando il loro diritto al pari trattamento salariale rispetto ai colleghi svizzeri e stranieri residenti”. Si chiede altresì sia di reagire politicamente alle affermazioni del leader della Lega dei Ticinesi, che ha parlato del licenziamento dei 13.500 frontalieri italiani, sia la piena applicazione “della Convenzione del 9 marzo 1976 stipulata con la Confederazione elvetica per evitare le doppie imposizioni e per regolare talune altre questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio, un atto fondamentale per mantenere invariata la quota delle trattenute fiscali retrocesse dalla Confederazione elvetica ai comuni italiani compresi nella linea di demarcazione di 20 chilometri dal confine italo-svizzero”. La Camera ha anche discusso in maniera congiunta le mozioni Reguzzoni, Galletti, e Ventucci che affrontavano la medesima materia.

Nel corso del dibattito il primo firmatario della mozione all’ordine del giorno Franco Narducci (Pd) ha espresso seria preoccupazione sia per il progressivo deterioramento delle relazioni bilaterali tra Italia e Svizzera, per quanto riguarda le questioni fiscali e contributive dei lavoratori frontalieri italiani, sia per il rischio che possano essere messe in atto nella Confederazione Elvetica deleterie ridefinizioni della normativa riguardante questo settore. Narducci, dopo aver sottolineato che l’attuale esecutivo rischia di compromettere i rapporti con un rilevante partner economico e commerciale come la Svizzera, ha criticato l’atteggiamento di chiusura dal ministero dell’Economia e delle Finanze nei confronti della riapertura dei negoziati sulle questioni fiscali bilaterali, anche alla luce del mutato approccio delle autorità elvetiche sulla materia avvenuto negli ultimi anni. Segnalati dal deputato del Pd, eletto nella ripartizione Europa, anche i recenti attacchi xenofobi  che hanno avuto come oboiettivo i nostri frontalieri. Da Narducci è stata quindi evidenziata la necessità che il Governo riavvii al più presto i negoziati per l’aggiornamento dei trattati bilaterali già stipulati, anche al fine di definire tempestivamente un quadro normativo certo a tutela dei lavoratori frontalieri. Una materia, quest’ultima,  su cui il gruppo del Pd ha già presentato una specifica proposta di legge.

Anche Maurizio Fugatti della Lega Nord, che ha illustrato la mozione Reguzzoni, ha rilevato come permangano irrisolte alcune criticità nei rapporti tra Italia e Svizzera, con particolare riferimento alle doppie imposizioni fiscali cui sono soggetti i lavoratori frontalieri dei due Paesi, nonostante i numerosi accordi raggiunti a livello comunitario su questa questione. Fugatti ha inoltre chiesto al Governo di assumere opportune iniziative, anche diplomatiche, affinché si instauri un proficuo dialogo con la controparte elvetica per affrontare le tematiche ancora in sospeso e tutelare i numerosi lavoratori italiani. Dal canto suo Cosmo Ventucci (Pdl), nell’illustrare la sua mozione sulla materia, ha segnalato  sia il volume e la rilevanza del fatturato prodotto dai lavoratori frontalieri in Svizzera, sia gli attacchi xenofobi  di cui i nostri connazionali sono stati fatti oggetto. Ventucci ha anche precisato come tali atteggiamenti non appartengano all’identità del popolo elvetico. Il deputato del Pdl ha poi ricordato le misure adottate dal Governo per contrastare la crisi finanziaria e l’evasione fiscale ed ha chiesto all’esecutivo di attivarsi per ridiscutere le questioni connesse all’inserimento della Svizzera nella lista dei cosiddetti paradisi fiscali. Auspicato inoltre il riavvio dei negoziati sulle tematiche fiscali inerenti i lavoratori frontalieri, al fine di stipulare una nuova convenzione che eviti le doppie imposizioni sul reddito. Sergio Michele Piffari (IdV) ha invece annunciato di voler sottoscrivere la mozione Narducci, in quanto sollecita un intervento del Governo a tutela dei numerosi lavoratori frontalieri italiani impiegati nella Confederazione elvetica ed ingiustamente sottoposti ad una doppia imposizione fiscale. Piffari inoltre ricordato come all’origine di tale situazione vi sia il problema dell’inserimento della Svizzera nella cosiddetta lista grigia redatta dell’OCSE e concernente la trasparenza finanziaria dei vari Stati. Il deputato dell’Italia dei Valori ha infine auspicato un intervento tempestivo sulla problematica che, attraverso il dialogo tra i due Paesi, consenta di individuare soluzioni ispirate al buon senso. (Inform)

 


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