INTERVENTI
Dino Nardi (Uim/Cgie): Referendum, ancora polemica sul
voto all’estero
ZURIGO – Con la rovente questione del referendum sul nucleare (dopo il Decreto Omnibus, dopo la sentenza della Corte di Cassazione ed in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale), ancora una volta il voto all’estero è nel mirino polemico della politica e dei media italiani. Infatti, ancora una volta, le disfunzioni dello Stato (governo, parlamento, ecc.) si vogliono far ricadere su noi emigrati, su noi italiani all’estero.
Da un lato abbiamo un rappresentante del governo italiano, il Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri Senatore Alfredo Mantica, che, dopo essersi già pronunciato in tal senso nel Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, in una sua recente intervista ritorna a mettere in dubbio ed a criticare la possibilità che gli italiani all’estero siano interessati ai quesiti referendari del 12 e 13 giugno prossimi auspicando, quindi, implicitamente, una modifica della legge sul voto all’estero che ci privi di questo diritto: oggi per i referendum e domani, magari, per lo stesso voto politico. Dall’altro lato, per superare l’inghippo della modifica del quesito sul nucleare nella scheda del referendum, sembra che si stia prendendo in considerazione la possibilità di non tener conto del voto per corrispondenza degli elettori all’estero (anche per l’implicazione che ha sul quorum) essendo inimmaginabile il reinvio dei plichi elettorali a tutti gli elettori iscritti all’AIRE, vista la ristrettezza di tempo ed i costi, ed anche tenendo conto che, ormai, in tantissimi di noi abbiamo già votato e spedito le schede elettorali ai Consolati italiani di riferimento.
Mi chiedo, come molti altri emigrati, se sia mai possibile che nel nostro Paese si debba sempre aspettare l’ultimo momento per porre ed affrontare le questioni: in questo caso la modifica legislativa sul nucleare. Non si potrebbe fissare dei termini temporali per iniziative legislative di questo tipo, sapendo che potrebbero creare dei grossi problemi per la scadenza referendaria? Evidentemente no, perché altrimenti anche l’Italia sarebbe un Paese normale come molti dei Paesi nei quali noi emigrati viviamo!
In ogni caso
nell’attesa che ciò avvenga, da parte nostra, come elettori italiani all’estero,
pur in assenza di una dovuta informazione istituzionale mirata agli elettori
residenti nella Circoscrizione Estero, dimostreremo il nostro interesse di
partecipazione alla vita democratica dell’Italia votando comunque, e con un
bel SI, per tutti e quattro i referendum e indipendentemente da quella che
sarà la decisione che prenderà
*Coordinatore
Europa della Uim e consigliere Cgie.