FESTA DELLA REPUBBLICA ITALIANA
Da
“
E a Montevideo ha festeggiato anche Mujica
MONTEVIDEO - Una
giornata calda e assolata ha fatto da cornice alla Festa del 2 giugno che l’ambasciatore
italiano Andrea Massimo Leggeri ha celebrato nell’incantevole residenza di Pocitos.
Centinaia e centinaia gli ospiti a cominciare dal presidente della repubblica
orientale dell’Uruguay Josè Mujica, con ministri, ambasciatori e consoli,
personaggi di spicco dell’economia e della cultura italiana e uruguayana,
il Nunzio monsignor Pecorari,
Tutti a complimentarsi con l’ambasciatore Leggeri che per la prima volta ha aperto le porte di tutta la residenza – anche il giardino – per festeggiare il 2 giugno ed il 150.esimo anniversario della Repubblica.
Mujica ha ringraziato
il numero uno italiano per l’accoglienza ed è immediatamente entrato “in politica”
scusandosi per non essere andato a Roma, invitato dal Presidente Napolitano
“per impegni presi in precedenza – ha detto – ma ho inviato il segretario della
presidenza ambasciatore Breccia in mia vece…. Comunque voglio andare a Roma,
e quasi certamente ci andrò ad ottobre…dipenderà dal rilancio della ferrovia
in Uruguay. L;’utilizzo della strada ferrata per il nostro Paese è fondamentale
e di grande importanza per le infrastrutture ad essa legata. Le ferrovie uruguayane
saranno italiane o di un altro Paese, ma si faranno, e spero che comincino a
funzionare prima della fine del mio mandato, nel
Ha chiarito poi che la sua priorità sarebbe quella di riattivare il servizio di carico merci, per poi concentrarsi nello sviluppo dei treni per passeggeri; i quali, la maggior parte, sono stati sospesi nel 1987. Il precedente governo di Tabaré Vazquez, aveva comprato materiali ferroviari dall’Italia, principalmente vagoni, da poter riutilizzare.
Per quanto riguarda le inversioni, il Governo sta studiando di creare due entità: una pubblica e un’altra controllata dal diritto privato con capitali misti. Il presidente Mujica si è poi intrattenuto a lungo con il nostro direttore. “Voglio ringraziarti – gli ha detto – per il gran lavoro che stai facendo con il tuo giornale per la comunità italiana e italo-uruguayana che non aveva mai avuto un quotidiano tutto italiano… Un impegno costante e meritorio perché avvicina ancora di più il nostro piccolo Paese alla bella Italia, di cui discendiamo la gran parte di noi, me compreso.” Mujica ha poi voluto ringraziare l’ambasciatore Leggeri “per l’ottimo lavoro che sta svolgendo”.
Tutti contenti, insomma per questa bella festa, a cominciare da Per Pierina Suffia il 2 giugno lo ricorderà sempre, “perché è anche il mio compleanno!...” E Giovanni Andreoni: “Noi lottavamo per la democrazia e la libertà. Eravamo Garibaldini e proprio come Giuseppe, lottavamo per una Repubblica, per l’uguaglianza, per la libertà di parola e soprattutto per un’Italia unita!”
Per Giuseppe Bruzzone
(direttore della Dirox): “La libertà dell’Italia; di UNA sola Italia…” Raquel De Scalzi: “E’
Piergiorgio Boschiero:
“Un ritorno alle vecchie tradizioni… L’Italia in principio, era formata da Repubbliche.
I municipi erano repubbliche, perciò quel 2 giugno del 1946, gli italiani decisero
di tornare alle origini! Per fortuna…” Abelardo Garcia: “Rappresenta l’inizio
dell’Italia… Ma bisogna ricordare che l’Italia è nata prima qui, in Uruguay.
Infatti è qui che si sono uniti per la prima volta gli italiani, ed è stato
proprio il Governo di Montevideo a riconoscerli come tali. Sono commosso di
questo pre-italianismo, avvenuto nel mio Paese. Anche perché io sono italiano
per ragioni d’amore. O meglio, non esattamente italiano, bensì siciliano…” Per
il commendator Marino, napoletano purosangue il 2 Giugno “è sicuramente una
grande festa! Una dimostrazione di progresso, poiché l’Italia, da quella data
è cambiata completamente. E’ passata da un governo dittatoriale a uno repubblicano
e democratico. Sergio Sartori e Maria Elena Borzoni:”Si è creata un’Italia unita!
E’ impossibile aggiungere altro… Aldo Colla: “E’stata una data importante per
la nascita della Repubblica Italiana. Sessantacinque anni fa il popolo italiano
ha deciso di passare dalla Monarchia alla Repubblica, dimostrando uno spirito
d’uguaglianza, e creando uno Stato dove tutti sono uguali davanti alla legge. (Letizia Baz-La Gente d’Italia/