ITALIANI NEL MONDO
Dal
Messaggero di sant’Antonio, giugno 2011
La «Capitale culturale del Canada per il
2011» festeggia una storia multietnica
Vancouver, anniversari a gogò
150° dell'unità d'Italia, 125° della città di Vancouver, 100° della stampa italiana, la ricorrenza dello sbarco di Caboto celebrato da un recital. E giugno è l'Italian Heritage Month
VANCOUVER - Celebrare per festeggiare, per ricordare, per riflettere sul significato di eventi della nostra vita e della nostra storia. Tutti noi siamo legati al tempo che segna le scadenze del divenire. Passato, presente e futuro servono a ricordare l’importanza ma anche la provvisorietà del nostro cammino terreno. È consolante, e imprime forza alla speranza, poter festeggiare eventi e scadenze particolarmente importanti non solo della vita personale, familiare, comunitaria, ma anche legate al patriottismo. Per noi italocanadesi questo sarà un anno ricchissimo: le celebrazioni si accavalleranno e si sommeranno tra loro, offrendoci l’opportunità di gioire uniti nel ricordo affettuoso della patria natale e nel sentito attaccamento alla patria d’accoglienza e di vita. Il
150° anniversario
dell’unità d’Italia e il 125° compleanno della città di Vancouver non riguardano
solo due date, ma rappresentano il culmine di storie antiche di uomini e di
popolazioni che attraverso sogni e sacrifici, speranza e impegno concreto hanno
saputo realizzare ciò di cui noi godiamo oggi. Potrà piacerci o meno, ma c’è
sempre la possibilità di migliorare, di aggiungere agli sforzi comuni il nostro
personale contributo di cittadini responsabili, grati per il clima di democrazia
e di libertà purtroppo precluso, ancora oggi, a tanti popoli del mondo. Il 17
marzo 1861, quando fu solennemente proclamata l’unificazione dell’Italia, la
città di Vancouver non era ancora nata. Era un piccolo villaggio di nativi –
i Coast Salish People – ai quali si stavano aggiungendo cercatori d’oro provenienti
dalla California, mercanti di pelli scesi dal nord, esploratori arrivati dal
mare e avventurieri in cerca di fortuna. Esisteva tuttavia, fin dal 1858,
Venticinque anni dopo l’unificazione italiana, quando la città di Vancouver venne incorporata, contava circa mille abitanti. Era il 6 aprile 1886: il centro era costituito da un saloon aperto nel giro di ventiquattr’ore dal leggendario Gassy Jack, il capitano inglese John Deighton, primo europeo giunto qui. Una statua rimane, a memoria del padre fondatore della città, nel punto esatto in cui nacque Gastown quando Deighton vi si stabilì dopo aver risalito il fiume Fraser a bordo di una canoa carica delle sue poche cose, e di un enorme barile di whiskey destinato ai futuri clienti. (*) Cinque anni dopo, i residenti erano diventati già 13.709, e tra loro c’era anche il primo italiano, Angelo Calori, un veneto che, proveniente dalla California, avrebbe fatto costruire, qualche anno dopo, a Gastown, l’Hotel Europa, una parte importante di Heritage Vancouver. Calori è ricordato nei documenti ufficiali della storia cittadina, così com’è ricordato tra i pionieri il fondatore, un secolo fa, della Tosi & Company: un antico spaccio di alimentari tutt’oggi gestito dall’erede Angelo Tosi, nel quartiere di Chinatown, e definito recentemente dal quotidiano Vancouver Sun: «A Heritage classic, run by a classic».
Nel 1911 gli abitanti
di Vancouver erano diventati 120.847, e si erano moltiplicati in modo esponenziale
nel corso degli ultimi cento anni, fino a diventare gli oltre due milioni della
odierna Vancouver metropolitana. «Se non si sa da dove si viene, non si sa dove
si va» ha ripetuto Roberto Benigni commentando in modo splendido l’inno nazionale
in occasione delle solenni celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia. Un
doppio invito per noi italocanadesi della costa del Pacifico.
Una solenne celebrazione
del 150° dell’unità d’Italia ha avuto luogo il 17 marzo scorso presso il Centro
culturale italiano, dov’era convenuta una folla festante di italocanadesi, alla
presenza di autorità diplomatiche, politiche e amministrative. E nello stesso
Centro sono attualmente in corso i programmi dell’ «Italian Heritage Month»:
cinque settimane dedicate rispettivamente alla celebrazione della Repubblica,
all’arte, all’architettura e al design, a cibi e vini, a musica teatro e danza,
e al cinema italiano. Nel corso della quarta settimana di eventi, il 24 giugno,
ricorrenza annuale di san Giovanni Battista e data dello sbarco di Giovanni
Caboto in Canada, nel 1497, va in scena il recital Caboto tra storia e leggenda,
interpretato dall’attore italiano Giuliano Esperati, con il Coro di studenti
di italiano delle locali università, la regia di Roberto Albertazzi e la collaborazione
del gruppo teatrale I Commedianti. Da ricordare, inoltre – anche se non ci saranno
celebrazioni ufficiali e non si effettuerà l’auspicata mostra – il centenario
della stampa di lingua italiana prodotta a Vancouver. Dal 1911, quand’è nato
il periodico L’Italia del Canada (**), al 2011, quando comunicazione e informazione
da locali sono diventate globali grazie alla rivoluzione telematica, ci impegnano
su nuovi percorsi; mai rinunciando, tuttavia, a quanto dettato dall’etica professionale
e dal rispetto per le persone e per la loro storia. (Anna Maria Zampieri Pan-Il
Messaggero di sant’Antonio, edizione italiana per l’estero/
(*) cfr. Gassy Jack http://www.venturevancouver.com/gassy-jack-statue-gastown-vancouver#ixzz1JEbRStxw
(**)
Pagine italiane, Messaggero Giu-Luglio 2009 e http://www.aise.it/italiani-nel-mondo/comunita/74838-1911-2011-la-stampa-di-lingua-italiana-nel-far-west-canadese-di-anna-m-zampieri-pan.html