INFORM - N. 107 - 3 giugno 2011


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Da “Tribuna Italiana”

Non solo 150... L’Unità nella cultura

 

BUENOS AIRES - E' già uscita "italiargentina", la elegante rivista culturale edita ogni anno a Buenos Aires da Italpress e Tribuna Italiana, con le firme di prestigiose personalità del mondo della cultura, della politica e dell'economia. Nell'editoriale il suo direttore Dante Ruscica, presenta gli articoli e offre una interessante riflessione sull'interesse degli argentini su quel che avviene in Italia, specialmente in quest'anno in cui si celebrano i 150 anni dell'Unità.

Ecco l'articolo di Ruscica:

“La famiglia che procede da voi non vi faccia mai dimenticare quella dalla quale procedete”. Semplice, lineare e al tempo stesso dal tono morale nobile ed impegnato: è un pensiero, un consiglio tratto dai “Doveri dell’Uomo” di Giuseppe Mazzini. E pare suggerire principalmente il civilissimo dovere di trasmettere e spiegare ai discendenti la nostra storia, le esperienze assimilate, raccontare -in una parola- da dove veniamo. Un imperativo morale ancora piú impegnativo quando i nostri discendenti nascono sotto altri cieli e si formano ad una diversa scuola…

Tutto questo torna a mente nella ricorrenza del 150º anniversario dell’Unitá d’Italia che celebriamo qui, in terra argentina, ed è ai nostri amici, parenti e discendenti argentini ai quali vogliamo dire di che si tratta: agli stessi che di tanto in tanto –nel quotidiano divenire- sono soliti chiederci, a volte con affanno, ¿Qué pasa en Italia?, specialmente quando certi corrispondenti di giornali usano toni da Anno Mille nelle loro informazioni sul nostro Paese...

In queste settimane il perentorio ¿Qué pasa en Italia? riguarda spesso proprio l’evento storico che si celebra dal 17 marzo in qua, che si unisce alla festa del 2 Giugno -anniversario della Repubblica- e motiva anche l’uscita di questo numero speciale.

E nello sguardo di chi pone la domanda si scopre sovente questo interrogativo non sempre confessato: “Come mai, solo 150 anni”? Interrogativo e assillo meritevoli di adeguate ed esaurienti risposte che speriamo siano agevolmente dedotte dai servizi che pubblichiamo nella seconda parte della rivista, specificamente dedicata al Risorgimento italiano, largamente illustrato da esperti di rilievo. In tali articoli non manca certamente il riferimento al fatto che l’origine e l’esistenza della nazione italiana rimonta a ben oltre questi 150 anni, consolidata da una millenaria cultura.

Al riguardo, ci preme segnalare anzitutto, il servizio sui discorsi pronunciati dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano sull’anniversario, unendoci alla riconoscenza di quanti ne hanno apprezzato il tono. Egli infatti, con forte ed alto impegno, ha saputo trasformare questa celebrazione in un momento non soltanto di omaggio all’Unitá concretatasi un secolo e mezzo addietro, ma anche –saggiamente- in un attivo ed appassionato richiamo alla necessaria ed indispensabile unitá nazionale dei giorni nostri.

Grazie, quindi, al Capo dello Stato per questa sua nobile lezione da autentico Magister Italiae, il cui monito noi dall’estero –chissà perchè- pretendiamo di interpretare meglio e più degli altri...

***

Rispetto all’evento dell’Unità, non mancano naturalmente, in questa nostra pubblicazione, note e riferimenti anche a celebrazioni e iniziative realizzate qui in Argentina, a cominciare dai commenti che l’ambasciatore Guido La Tella ha firmato lo scorso 17 marzo in diversi quotidiani locali, sottolineando il valore della storica ricorrenza, celebrata da noi nel contesto della particolarissima vicenda dei rapporti che ci uniscono all’Argentina. Rilevante, senza dubbio, la testimonianza di appartenenza alla stessa tradizione culturale portata fin qui con la statua del “Doriforo”, iniziativa di grande impatto, come s’è visto dall’accoglienza che ha suscitato.

Sullo stesso tema nella nostra rivista figurano esaurienti servizi firmati da esperti come Giuliana Dal Piaz, direttore dell’Istituto italiano di Cultura, Livio Zanotti, studioso e giornalista di grande esperienza professionale, il prof. Claudio Morandi, preside della scuola italiana Cristoforo Colombo ed altri, che ringraziamo della generosa collaborazione. Riportiamo inoltre, con vera devozione, articoli di raro valore del maestro di giornalismo Giovanni Ansaldo, scritti nel 1961, in occasione del centenario, quando -pochi anni prima della morte- era ancora direttore de Il Mattino di Napoli.

***

Tutto questo - per tornare alla citazione mazziniana dell’inizio - nel tentativo di un doveroso contributo alla diffusione, tra i nostri discendenti de habla castellana, di una delle pagine fondamentali (forse “la” pagina) della nostra storia. Purtroppo -difficile non dirlo- in Italia non tutti hanno dimostrato la compostezza che merita la celebrazione del Risorgimento, motivando e forse giustificando, l’apprensione e il tono di chi ci chiede ¿Qué pasa en Italia?

“Pasa”, cioè, avviene che non manca in questa circostanza chi ritiene di dover caricare sul Risorgimento il peso di tutte le congiunture di storia e di politica che hanno qualificato in questi centocinquant’anni fino ai giorni nostri, il faticoso divenire della Nazione.

Ma tutto questo -vale ripeterlo e diffonderlo- non può in alcun modo alterare la valutazione di un processo che onora e rende glorioso il Pantheon della storia grande del nostro Paese: quel passaggio fondamentale che scosse e unì gli animi nell’impegno di vivere le “Giornate del nostro riscatto”, incoraggiando un infinito stuolo di giovani di quegli anni a sacrificare la propria vita, morendo con l’appassionato grido di Viva l’Italia! L’Italia finalmente Unita. (Dante Ruscica-italiargentina/TribunaItaliana)

Inform

 


Vai a: