REFERENDUM E ITALIANI ALL’ESTERO
Dalla
“Voce d’Italia” di Caracas
Nuove schede sul nucleare, a rischio il
voto all’estero?
CARACAS - Con la decisione della Corte di Cassazione sul referendum sul nucleare e la conseguente ristampa delle schede elettorali con il nuovo quesito è a rischio il voto di oltre 3 milioni di italiani all’estero e quindi il quorum. Lo denuncia l’opposizione in una nota, in cui si chiede “che il Governo, dopo aver tentato inutilmente di impedire il pronunciamento di tutti gli italiani sul nucleare, ora faccia di tutto per tutelare l’uguaglianza dei cittadini e garantire il voto degli italiani all’estero al referendum di giugno”.
Per i cittadini italiani in Italia non c’è nessun problema: le schede non sono ancora state stampate e saranno quindi compilate con la nuova formulazione del quesito. Ma che fine faranno i voti degli italiani all’Estero che stanno già votando sulle vecchie schede, consegnate dal 24 maggio?
Per Enzo Balboni, docente di diritto pubblico all’Università Cattolica di Milano, “non si può invalidare un procedimento democratico” e quindi dovrebbero essere validi i voti dati dagli italiani all’Estero, ma per Francesco Rigano, ordinario di Diritto Costituzionale all’Università di Pavia, “essendo mutato il quesito dal punto di vista formale, i voti all’estero sono dati inutilmente e ragione li vorrebbe non validi”.
Se i voti dei cittadini italiani fuori dai confini non venissero conteggiati, ci sarebbero evidenti ripercussioni sul quorum. Un referendum abrogativo come quello di giugno, infatti, non è valido se non si reca alle urne almeno il 50% + 1 degli aventi diritto al voto. Ora la patata bollente è in mano al Ministero dell’Interno che deve decidere quale strada scegliere per risolvere il pasticcio.
Nel frattempo,