INFORM - N. 107 - 3 giugno 2011


CAMERA DEI DEPUTATI

Richieste al governo iniziative urgenti per il corretto svolgimento del Referendum all’estero

Un testo firmato da Di Biagio (Fli) e alcuni deputati del Pd eletti all’estero verrà discusso nel corso del question time dell’8 giugno

 

ROMA – Aldo Di Biagio, deputato di Fli eletto nella ripartizione Europa, ha firmato un testo che domanda delucidazioni ed interventi in merito alle criticità sorte nelle dinamiche di esercizio del diritto di voto degli italiani residenti all’estero in occasione delle  prossime consultazioni referendarie, emerse in particolare in seguito al pronunciamento della Corte di Cassazione sul quesito relativo alla costruzione di centrali nucleari in Italia, giudicato ammissibile seppur con l’introduzione di modifiche che tengano conto delle indicazioni contenute nel decreto legge Omnibus sulla medesima materia recentemente approvato.

Nel testo, sottoscritto anche da deputati del Pd eletti all’estero e che verrà discusso nel corso del question time previsto in Aula l’8 giugno prossimo, si domandano indicazioni sullo svolgimento del voto all’estero chiedendo garanzie per la legittima espressione del diritto di voto degli italiani residenti al di fuori dal territorio nazionale.

La Corte di Cassazione, accogliendo infatti l’istanza che domandava di trasferire i quesiti referendari sulle nuove norme relative al nucleare contenute nella legge 75/2011 (il decreto Omnibus, appunto), ha dichiarato ammissibile il terzo quesito referendario, che andrà però riformulato in quanto “la richiesta di abrogazione riguarderà le nuove norme sulla produzione di energia nucleare contenute nel provvedimento – si legge nel testo preparato per il question time.

Una riformulazione che, “sebbene si configuri come meramente formale, comporta inevitabilmente la ristampa delle schede apportanti il quesito n. 3 sottoposto ai cittadini italiani in Patria il 12 e 13 giugno”, ma che è impossibile all’estero tenendo conto dei tempi necessari al voto per corrispondenza.

L’impossibilità di questa ristampa, “unita al problema dei plichi mai recapitati,- si legge nel testo sottoscritto da Di Biagio in cui si fa riferimento alle schede non arrivate a destinazione in quanto inviate a donne iscritte all’Aire, ma indicando sul plico il nome da nubili -    rischia di pregiudicare non solo un diritto imprescindibile per i nostri connazionali, ma anche di inficiare il risultato referendario, compromettendone il raggiungimento del quorum”.

Al governo si richiedono quindi delucidazioni sul procedimento, considerando anche il fatto che “il 1° giugno la Farnesina ha comunicato alla rete diplomatico- consolare oltre confine  che, in attesa di direttive dal ministero dell’Interno, il procedimento «finora rimane invariato, pertanto l’elettore che non abbia ancora votato, qualora interessato, può esprimere il proprio voto anche sul quesito nucleare» - si legge nel testo di Di Biagio, recante le stesse disposizioni del Mae.

Nella richiesta indirizzata al governo si ritiene quindi “auspicabile, in ragione del carattere straordinario di quanto verificatosi in questi giorni sul versante della gestione del terzo quesito referendario, che venisse mantenuta, per ragioni di opportunità e di praticità, la formulazione originaria almeno oltre confine al fine di esorcizzare ogni possibile invalidamento delle legittime preferenze espresse dai connazionali”. Di Biagio e i firmatari della richiesta domandano quindi quali iniziative di carattere urgente il governo intenda predisporre per garantire la legittima espressione del diritto di voto all’estero, “eventualmente attraverso la salvaguardia delle preferenze già espresse e la rettifica degli errori di procedura maturati nelle dinamiche di trasmissione dei plichi elettorale presso i domicili dei connazionali residenti oltre confine”. (Inform)

 


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