CAMERA DEI DEPUTATI
Richieste al governo iniziative urgenti per il corretto
svolgimento del Referendum all’estero
Un testo firmato da Di Biagio (Fli) e alcuni deputati
del Pd eletti all’estero verrà discusso nel corso del question time dell’8
giugno
ROMA – Aldo Di Biagio, deputato di Fli eletto nella ripartizione Europa, ha firmato un testo che domanda delucidazioni ed interventi in merito alle criticità sorte nelle dinamiche di esercizio del diritto di voto degli italiani residenti all’estero in occasione delle prossime consultazioni referendarie, emerse in particolare in seguito al pronunciamento della Corte di Cassazione sul quesito relativo alla costruzione di centrali nucleari in Italia, giudicato ammissibile seppur con l’introduzione di modifiche che tengano conto delle indicazioni contenute nel decreto legge Omnibus sulla medesima materia recentemente approvato.
Nel testo, sottoscritto anche da deputati del Pd eletti all’estero e che verrà discusso nel corso del question time previsto in Aula l’8 giugno prossimo, si domandano indicazioni sullo svolgimento del voto all’estero chiedendo garanzie per la legittima espressione del diritto di voto degli italiani residenti al di fuori dal territorio nazionale.
Una riformulazione che, “sebbene si configuri come meramente formale, comporta inevitabilmente la ristampa delle schede apportanti il quesito n. 3 sottoposto ai cittadini italiani in Patria il 12 e 13 giugno”, ma che è impossibile all’estero tenendo conto dei tempi necessari al voto per corrispondenza.
L’impossibilità di questa ristampa, “unita al problema dei plichi mai recapitati,- si legge nel testo sottoscritto da Di Biagio in cui si fa riferimento alle schede non arrivate a destinazione in quanto inviate a donne iscritte all’Aire, ma indicando sul plico il nome da nubili - rischia di pregiudicare non solo un diritto imprescindibile per i nostri connazionali, ma anche di inficiare il risultato referendario, compromettendone il raggiungimento del quorum”.
Al governo si
richiedono quindi delucidazioni sul procedimento, considerando anche il fatto
che “il 1° giugno
Nella richiesta
indirizzata al governo si ritiene quindi “auspicabile, in ragione del carattere
straordinario di quanto verificatosi in questi giorni sul versante della gestione
del terzo quesito referendario, che venisse mantenuta, per ragioni di opportunità
e di praticità, la formulazione originaria almeno oltre confine al fine di esorcizzare
ogni possibile invalidamento delle legittime preferenze espresse dai connazionali”.
Di Biagio e i firmatari della richiesta domandano quindi quali iniziative di
carattere urgente il governo intenda predisporre per garantire la legittima
espressione del diritto di voto all’estero, “eventualmente attraverso la salvaguardia
delle preferenze già espresse e la rettifica degli errori di procedura maturati
nelle dinamiche di trasmissione dei plichi elettorale presso i domicili dei
connazionali residenti oltre confine”. (