INFORM - N. 106 - 1 giugno 2011


REFERENDUM E ITALIANI ALL’ESTERO

Sì della Cassazione al referendum sul nucleare ma con quesito riformulato

Laura Garavini (Pd): “Che ne sarà del voto degli italiani all’estero?”

 

ROMA - Che ne sarà del voto dei milioni di cittadini all’estero? Se lo chiede Laura Garavini, deputata eletta nella circoscrizione Europa, dopo che la Cassazione ha stabilito che il Governo non può impedire agli italiani di esprimersi sul nucleare. Ma il quesito sulla scheda deve venire riformulato in modo da tenere conto delle modifiche legislative approvate dal Governo qualche giorno fa - apposta per cercare di impedire il referendum sul nucleare. Le schede devono essere ristampate. Ma se i tempi sono stretti per l’andata alle urne degli italiani il 12 e il 13 giugno, il problema più grande si pone per gli italiani all’estero che stanno votando per corrispondenza proprio in questi giorni sulle schede originarie.

La deputata Pd sulla questione ha anche presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno. Ora la Cassazione è costretta a riparare i danni per garantire la democrazia. Ma gli italiani all’estero hanno già votato sulle vecchie schede e ora si chiedono sconcertati: che ne sarà dei nostri voti? L’auspicio è che la Corte suprema si esprima anche su questo punto, prevedendo la validità dei voti degli italiani all’estero dal momento che l’essenza del quesito è assolutamente invariata.

Concludendo Laura Garavini fa appello a tutti gli italiani nel mondo a continuare a votare quattro Sì, rinviando le schede ricevute per posta ai rispettivi Consolati. (Inform)

 


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