REFERENDUM E
ITALIANI ALL’ESTERO
Sì della Cassazione al referendum sul nucleare ma con
quesito riformulato
Laura Garavini (Pd): “Che ne
sarà del voto degli italiani all’estero?”
ROMA - Che ne sarà del voto dei milioni di cittadini all’estero? Se lo
chiede Laura Garavini, deputata eletta nella circoscrizione
Europa, dopo che la Cassazione ha stabilito che il Governo non può impedire
agli italiani di esprimersi sul nucleare. Ma il quesito sulla scheda deve
venire riformulato in modo da tenere conto delle modifiche legislative approvate
dal Governo qualche giorno fa - apposta per cercare di impedire il referendum
sul nucleare. Le schede devono essere ristampate. Ma se i tempi sono stretti
per l’andata alle urne degli italiani il 12 e il 13 giugno, il problema più
grande si pone per gli italiani all’estero che stanno votando per corrispondenza
proprio in questi giorni sulle schede originarie.
La deputata Pd sulla questione ha anche presentato un’interrogazione parlamentare
al ministro dell’Interno. Ora la Cassazione è costretta
a riparare i danni per garantire la democrazia. Ma gli italiani all’estero
hanno già votato sulle vecchie schede e ora si chiedono sconcertati: che ne
sarà dei nostri voti? L’auspicio è che la Corte suprema si esprima anche su questo punto,
prevedendo la validità dei voti degli italiani all’estero dal momento che
l’essenza del quesito è assolutamente invariata.
Concludendo Laura Garavini fa appello a tutti
gli italiani nel mondo a continuare a votare quattro Sì, rinviando le schede
ricevute per posta ai rispettivi Consolati. (Inform)
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