INFORM - N. 106 - 1 giugno 2011


REFERENDUM E ITALIANI ALL’ESTERO

Dopo il sì della Cassazione al referendum sul nucleare

I partiti di opposizione: Il Governo garantisca il voto ai connazionali all’estero

I responsabili per gli italiani all’estero: “Se non ci sono i tempi per nuove schede, considerare valido il vecchio quesito o non considerare il voto all’estero ai fini del quorum”

 

 ROMA - “Chiediamo che il Governo, dopo aver tentato inutilmente di impedire il pronunciamento di tutti gli italiani sul nucleare, ora faccia di tutto per tutelare l’uguaglianza dei cittadini e garantire il voto degli cittadini all’estero al referendum del 12 e 13 giugno prossimi”.

E’ quanto chiedono in una nota congiunta i responsabili italiani all’estero dei partiti di opposizione – Luca Cefisi (Psi), Aldo Di Biagio (Fli), Eugenio Marino (Pd), Ricardo Merlo (Maie-Udc), Niccolò Rinaldi (Idv), Guglielmo Zanetta (Sel) – dopo che la Corte di Cassazione, stamattina, ha stabilito che il referendum dovrà tenersi, ma ristampando le schede con il nuovo quesito.

“Il 25 maggio – continuano i responsabili di Psi, Fli, Pd, Maie-Udc, Idv e Sel – i Consolati italiani all’estero hanno concluso le spedizioni delle schede elettorali con il vecchio quesito e i nostri connazionali stanno già votando su quello”.

“Se le schede andranno invece ristampate con il nuovo quesito – prosegue la nota – non ci sono più i tempi tecnici per garantire stampa, spedizione e ritorno delle schede per il voto per corrispondenza dei circa tre milioni di cittadini italiani all’estero”.

“Se le cose stanno dunque così – evidenziano Cefisi, Di Biagio, Marino, Merlo, Rinaldi, Zanetta – significa che circa tre milioni di cittadini aventi diritto al voto ne saranno praticamente privati, causando da una parte una discriminazione tra italiani in Italia e italiani all’estero e dall’altra il mancato raggiungimento del quorum”.

“Sono Governo e maggioranza ad aver creato questo problema, dunque ora chiediamo che si facciano carico di risolverlo, garantendo il voto ai connazionali all’estero o, se davvero non ci sono i tempi, considerare valido per l’estero il vecchio quesito o, nel peggiore dei casi, non considerare il voto all’estero ai fini del conteggio del quorum”, concludono i responsabili italiani all’estero dei partiti di opposizione. (Inform)

 


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