INFORM - N. 106 - 1 giugno 2011


ITALIANI ALL’ESTERO

Nell’ambito delle celebrazioni per il 150 anni dell’unità d’Italia

Presentato alla Farnesina il francobollo commemorativo dell’emigrazione italiana nel mondo

Mantica: “Un gesto simbolico e una piccola testimonianza che vogliamo dedicare alla nostra emigrazione”. Massolo: “Il riconoscimento emblematico dell’impegno della Farnesina, dettato dal cuore e dalla ragione, per gli italiani all’estero”

 

ROMA – E’ stato presentato alla Farnesina, presso la sala Aldo Moro, il francobollo commemorativo della storia dell’emigrazione italiana nel mondo, la cui emissione si inserisce nel quadro delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Il francobollo, del valore di € 0,60, riproduce il dipinto di Angiolo Tommasi, realizzato nel 1896, dal titolo “Gli Emigranti” e custodito nella Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma. La vignetta del francobollo, che verrà distribuito ai parlamentari di Camera e Senato, alle ambasciate, ai consolati, ai presidenti dei Comites e ai membri del Cgie, riporta in basso il logo del MEI, il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana.

Durante la presentazione il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, che ha fra le sue deleghe  le politiche per  le collettività italiane nel mondo, ha spiegato come questa iniziativa filatelica sia idealmente collegata al Museo nazionale dell’Emigrazione Italiana (MEI) che, dal  23 ottobre 2009, è ospitato presso il complesso museale del Vittoriano. Mantica, dopo aver ringraziato l’ente Poste Italiane per aver posto in essere l’idea Mae attraverso un’emissione filatelica di alta qualità, ha spiegato come questo francobollo rappresenti “una piccola testimonianza che noi vogliamo dedicare all’emigrazione italiana…Un gesto simbolico, ma allo stesso tempo storico, oltre che umano e politico” Mantica ha inoltre ricordato “il ruolo e l’apporto che l’emigrazione italiana nel mondo ha dato al processo di unificazione della nostra Italia. “Oggi, - ha aggiunto il sottosegretario - dopo 150 anni, molti discendenti degli  italiani all’estero hanno conquistato il successo nei paesi di residenza. Sono diventati importanti imprenditori e svolgono ormai un grande ruolo nelle società dove vivono. A riprova di ciò – ha proseguito - in questi giorni ho appreso che la ricostruzione di Ground Zero a New York sarà affidata a un impresa canadese di un costruttore di origine italiana. Una piccola soddisfazione che fa parte anche della storia… Cercheremo di diffondere questo francobollo- ha poi precisato Mantica – attraverso la nostra rete all’estero. Lo invieremo anche a tutti i parlamentari soprattutto per far conoscere il Museo dell’emigrazione. A questo proposito voglio segnalare che ieri il capo del Governo australiano ha vistato il MEI. Una cosa che mi ha fatto molto piacere”.

 “L’emigrazione italiana – ha ricordato il presidente della Commissione Filatelica  Angelo Di Stasi parlando a nome del ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani - ha rappresentato nel mondo uno dei caratteri più singolari della storia contemporanea del nostro paese. Gli italiani sono infatti stati, con 24 milioni di partenze, i protagonisti del più grande esodo migratorio della storia moderna.. Nonostante sia trascorso più di un secolo dagli esordi della diaspora italiana nel mondo – ha proseguito Di Stasi - numerosi elementi stanno ad indicare il perdurare di un senso di appartenenza etnico dei discendenti degli italiani nei confronti del paese d’origine”.Di Stasi ha poi evidenziato come il  Museo nazionale dell’Emigrazione Italiana “presenti in maniera eccellente le varie esperienze migratorie in scala regionale e locale, in un’ottica di unità nazionale”, e si proponga “come opportunità di riflessione sulla storia, l’attualità e il futuro dell’essere italiani”… Il francobollo – ha concluso Di Stasi - vuole sottolineare lo spirito di intraprendenza, le difficoltà e le amarezze che hanno caratterizzato l’emigrazione italiana”

Dal canto suo Marisa Giannini, responsabile Filatelia di Poste Italiane, ha sottolineato come la storia dell’emigrazione italiana rappresenti “un bagaglio memoriale fatto di storie vissute, di laceranti separazioni, di rotture di un equilibrio faticosamente raggiunto, di intenso dolore, di paura dell’ignoto,  di solitudine e di abbandono che  poi diventa assimilazione alla nuova cultura, integrazione e rimodellamento della propria identità”. La Giannini ha precisato come il MEI rappresenti “ un riconoscimento postumo ai milioni di italiani che furono costretti a lasciare la madre patria. Una grande istituzione a cui lo Stato italiano tributa oggi un francobollo, tirato in due milioni e mezzo di esemplari”. La Giannini ha anche ricordato come, rispetto al fenomeno delle emigrazioni, la posta abbia svolto un ruolo fondamentale per milioni di emigrati che, attraverso i rapporti epistolari hanno potuto continuare,  a tenere vivo il legame con la loro terra,con la propria sfera affettiva ed amicale. “Straordinaria – ha aggiunto la Giannini - è stata la funzione assolta dal francobollo che non solo ha reso possibile l’invio della corrispondenza, ma ha anche suscitato l’attenzione dei nostri connazionali verso il proprio paese d’origine. Con le sue illustrazioni in miniatura il francobollo ha contribuito ad alimentare la nostalgia umana e ha aiutato il ricordo a sopravvivere alla lontananza, come testimonia la fedeltà degli italiani all’estero verso la filatelia che non ha smesso di interessarsi a loro. Penso al 30,70 lire del 4 novembre 1964 per il pellegrinaggio a Roma degli ex combattenti residenti all’estero, al 60 lire del 30 giugno del 1975 per l’emigrazione italiana nel mondo, ai 52 centesimi dell’8 agosto 2002 per gli italiani nel mondo e ai 62 centesimi del 3 aprile 2006 per il primo voto dei cittadini italiani all’estero”.  

Il segretario generale del ministero degli Esteri Giampiero Massolo, concludendo la serie degli interventi,  ha spiegato come questa iniziativa filatelica appaia significativa sia perché viene posta in essere nell’anno in cui si festeggia il 150° dell’Unità d’Italia, una ricorrenza che ci fa riflettere su quei valori che formano la nazione e ci danno identità, sia perché “riconosce in modo emblematico lo sforzo organizzativo fornito dal Mae per le celebrazioni di questo 150° e per la realizzazione del Museo dell’Emigrazione Italiana…. Questo momento è importante –  ha aggiunto Massolo – anche perché rappresenta, in modo emblematico, il riconoscimento dell’impegno della Farnesina per gli italiani all’estero”. Un impegno che, per il segretario generale, è dettato dal “cuore” e dalla “ragione”, in quanto i nostri connazionali nel mondo  “sono una risorsa ed un veicolo eccezionale di promozione del paese. Un esempio, spesso fatto di storie di successo, che va valorizzato, non solo a livello politico, ma anche nell’attività quotidiana dell’amministrazione”. Per Massolo il francobollo è inoltre un significativo esempio di sinergia fra varie componenti del sistema Paese. “Il ministero degli Esteri in questi anni – ha spiegato il segretario generale sottoloineando la disponibilità ad andare avanti in questa direzione -  si è avvicinato al proprio bacino di utenza ed ha offerto quello che gestisce, cioè la rete diplomatica- consolare all’estero, agli altri soggetti del sistema paese interessati a sostenere la promozione nel mondo dell’Italia. Qui abbiamo un buon esempio di una sinergia fra il Mae, il ministero per lo Sviluppo Economico e Poste italiane… Un tempo – ha concluso Massolo - gli emigranti vedevano la rete all’estero come un qualcosa di inaccessibile, invece adesso la rete è fra la gente, per i connazionali e per le aziende”. (Goffredo Morgia- Inform)


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