ITALIANI ALL’ESTERO
Nell’ambito
delle celebrazioni per il 150 anni dell’unità d’Italia
Presentato alla Farnesina il francobollo commemorativo
dell’emigrazione italiana nel mondo
Mantica: “Un gesto simbolico e una piccola testimonianza
che vogliamo dedicare alla nostra emigrazione”. Massolo:
“Il riconoscimento emblematico dell’impegno della Farnesina, dettato dal cuore
e dalla ragione, per gli italiani all’estero”
ROMA – E’ stato presentato alla Farnesina, presso la sala Aldo Moro, il francobollo commemorativo della storia dell’emigrazione italiana nel mondo, la cui emissione si inserisce nel quadro delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Il francobollo, del valore di € 0,60, riproduce il dipinto di Angiolo Tommasi, realizzato nel 1896, dal titolo “Gli Emigranti” e custodito nella Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma. La vignetta del francobollo, che verrà distribuito ai parlamentari di Camera e Senato, alle ambasciate, ai consolati, ai presidenti dei Comites e ai membri del Cgie, riporta in basso il logo del MEI, il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana.
Durante la presentazione il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, che ha fra le sue deleghe le politiche per le collettività italiane nel mondo, ha spiegato come questa iniziativa filatelica sia idealmente collegata al Museo nazionale dell’Emigrazione Italiana (MEI) che, dal 23 ottobre 2009, è ospitato presso il complesso museale del Vittoriano. Mantica, dopo aver ringraziato l’ente Poste Italiane per aver posto in essere l’idea Mae attraverso un’emissione filatelica di alta qualità, ha spiegato come questo francobollo rappresenti “una piccola testimonianza che noi vogliamo dedicare all’emigrazione italiana…Un gesto simbolico, ma allo stesso tempo storico, oltre che umano e politico” Mantica ha inoltre ricordato “il ruolo e l’apporto che l’emigrazione italiana nel mondo ha dato al processo di unificazione della nostra Italia. “Oggi, - ha aggiunto il sottosegretario - dopo 150 anni, molti discendenti degli italiani all’estero hanno conquistato il successo nei paesi di residenza. Sono diventati importanti imprenditori e svolgono ormai un grande ruolo nelle società dove vivono. A riprova di ciò – ha proseguito - in questi giorni ho appreso che la ricostruzione di Ground Zero a New York sarà affidata a un impresa canadese di un costruttore di origine italiana. Una piccola soddisfazione che fa parte anche della storia… Cercheremo di diffondere questo francobollo- ha poi precisato Mantica – attraverso la nostra rete all’estero. Lo invieremo anche a tutti i parlamentari soprattutto per far conoscere il Museo dell’emigrazione. A questo proposito voglio segnalare che ieri il capo del Governo australiano ha vistato il MEI. Una cosa che mi ha fatto molto piacere”.
“L’emigrazione italiana – ha ricordato il presidente della Commissione Filatelica Angelo Di Stasi parlando a nome del ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani - ha rappresentato nel mondo uno dei caratteri più singolari della storia contemporanea del nostro paese. Gli italiani sono infatti stati, con 24 milioni di partenze, i protagonisti del più grande esodo migratorio della storia moderna.. Nonostante sia trascorso più di un secolo dagli esordi della diaspora italiana nel mondo – ha proseguito Di Stasi - numerosi elementi stanno ad indicare il perdurare di un senso di appartenenza etnico dei discendenti degli italiani nei confronti del paese d’origine”.Di Stasi ha poi evidenziato come il Museo nazionale dell’Emigrazione Italiana “presenti in maniera eccellente le varie esperienze migratorie in scala regionale e locale, in un’ottica di unità nazionale”, e si proponga “come opportunità di riflessione sulla storia, l’attualità e il futuro dell’essere italiani”… Il francobollo – ha concluso Di Stasi - vuole sottolineare lo spirito di intraprendenza, le difficoltà e le amarezze che hanno caratterizzato l’emigrazione italiana”
Dal canto suo
Marisa Giannini, responsabile Filatelia di Poste Italiane, ha sottolineato
come la storia dell’emigrazione italiana rappresenti “un bagaglio memoriale
fatto di storie vissute, di laceranti separazioni, di rotture di un equilibrio
faticosamente raggiunto, di intenso dolore, di paura dell’ignoto, di
solitudine e di abbandono che poi diventa assimilazione alla nuova cultura,
integrazione e rimodellamento della propria identità”.
Il segretario
generale del ministero degli Esteri Giampiero Massolo,
concludendo la serie degli interventi, ha spiegato come questa iniziativa
filatelica appaia significativa sia perché viene posta in essere nell’anno
in cui si festeggia il 150° dell’Unità d’Italia, una ricorrenza che ci fa
riflettere su quei valori che formano la nazione e ci danno identità, sia
perché “riconosce in modo emblematico lo sforzo organizzativo fornito dal
Mae per le celebrazioni di questo 150° e per la realizzazione
del Museo dell’Emigrazione Italiana…. Questo momento
è importante – ha aggiunto Massolo – anche
perché rappresenta, in modo emblematico, il riconoscimento dell’impegno della
Farnesina per gli italiani all’estero”. Un impegno che, per il segretario
generale, è dettato dal “cuore” e dalla “ragione”, in quanto i nostri connazionali
nel mondo “sono una risorsa ed un veicolo eccezionale di promozione
del paese. Un esempio, spesso fatto di storie di successo, che va valorizzato,
non solo a livello politico, ma anche nell’attività quotidiana dell’amministrazione”.
Per Massolo il francobollo è inoltre un significativo
esempio di sinergia fra varie componenti del sistema Paese. “Il ministero
degli Esteri in questi anni – ha spiegato il segretario generale sottoloineando
la disponibilità ad andare avanti in questa direzione - si è avvicinato
al proprio bacino di utenza ed ha offerto quello che gestisce, cioè la rete
diplomatica- consolare all’estero, agli altri soggetti del sistema paese interessati
a sostenere la promozione nel mondo dell’Italia. Qui abbiamo un buon esempio
di una sinergia fra il Mae, il ministero per lo
Sviluppo Economico e Poste italiane… Un tempo –
ha concluso Massolo - gli emigranti vedevano la rete all’estero come un
qualcosa di inaccessibile, invece adesso la rete è fra la gente, per i connazionali
e per le aziende”. (Goffredo Morgia-