INFORM - N. 105 - 31 maggio 2011


MILITARI ITALIANI IN LIBANO

Informativa del ministro della Difesa alla Camera

La Russa: “Attentato non contro gli italiani. Governo valuta riduzione del nostro contingente”

Cinque militari feriti rientrano in Italia questa sera. Il sesto, ancora grave, resta ricoverato a Sidone

 

ROMA –“Il governo sta valutando da tempo una razionalizzazione del nostro contingente in Libano che oggi è ancora il più numeroso”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, riferendo alla Camera sugli attentati in Afghanistan e in Libano. La Russa ha spiegato che “non si tratta della volontà di ritirare il contingente” ma di modificare “la nostra presenza in termini quantitativi”.

Il ministro ha fatto presente che “già abbiamo ridotto il contingente di 250 uomini, ma ancora oggi la presenza di quasi 1700 uomini crediamo che sia eccessiva rispetto all'equilibrio delle altre forze nazionali che partecipano al contingente”. Obiettivo di portare il numero dei militari italiani “quantomeno ad un livello uguale a quello spagnolo, che è di 1.000-1.100 uomini”

La Russa sollecita le Nazioni Unite “a ricercare nuovi partner che possano intervenire a fianco degli italiani e degli spagnoli per mantenere lo stesso numero di personale impiegato nel contingente e sgravare il peso di quello italiano, superiore a quanto comporterebbe la situazione di equilibrio”.

Riguardo all’attentato “oggi, in prima istanza, si può escludere si sia trattato di un attacco deliberato contro il contingente italiano” anche se, ha precisato, “è prematura qualsiasi ipotesi sulle finalità e la matrice dell'attacco”. E’ più probabile, ha detto il ministro della Difesa, che l’attentato fosse “contro Unifil in quanto forza di stabilizzazione di pace e obiettivo da sempre di terroristi che vogliono destabilizzare la situazione”. Il ministro ha riferito inoltre che cinque dei sei militari feriti rientreranno in Italia questa sera, mentre “il sesto rimane ricoverato a Sidone perché non è trasportabile. Rimane in gravi condizioni con prognosi riservata”. La Russa non ha rivelato i nomi dei militari coinvolti “per evidenti motivi di tutela della privacy e della sicurezza”. (Inform)

 

 

 


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