MILITARI ITALIANI IN LIBANO
Cinque militari feriti rientrano in Italia
questa sera. Il sesto, ancora grave, resta ricoverato a Sidone
ROMA –“Il governo sta valutando da tempo
una razionalizzazione del nostro contingente in Libano che oggi è ancora il
più numeroso”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio
Il ministro ha fatto presente che “già abbiamo
ridotto il contingente di 250 uomini, ma ancora oggi la presenza di quasi
1700 uomini crediamo che sia eccessiva rispetto all'equilibrio delle altre
forze nazionali che partecipano al contingente”. Obiettivo di portare il numero
dei militari italiani “quantomeno ad un livello uguale a quello spagnolo,
che è di 1.000-1.100 uomini”
Riguardo all’attentato “oggi, in prima istanza,
si può escludere si sia trattato di un attacco deliberato contro il contingente
italiano” anche se, ha precisato, “è prematura qualsiasi ipotesi sulle finalità
e la matrice dell'attacco”. E’ più probabile, ha detto il ministro della Difesa,
che l’attentato fosse “contro Unifil in quanto forza
di stabilizzazione di pace e obiettivo da sempre di terroristi che vogliono
destabilizzare la situazione”. Il ministro ha riferito inoltre che cinque
dei sei militari feriti rientreranno in Italia questa sera, mentre “il sesto
rimane ricoverato a Sidone perché non è trasportabile.
Rimane in gravi condizioni con prognosi riservata”.