INFORM - N. 105 - 31 maggio 2011


LIBIA

Frattini a Bengasi incontra i vertici del Consiglio Transitorio Nazionale

Firmato un Memorandum d’intesa. Inaugurato il Consolato italiano

 

ROMA - Questa mattina il ministro degli Esteri Franco Frattini è volato a Bengasi dove ha incontrato i vertici del Consiglio Transitorio Nazionale libico. L’Italia è stata fra i primi paesi a riconoscere il Ctn. E’ stato firmato un memorandum d’intesa da centinaia di milioni di euro, che sfrutterà gli asset libici congelati in Italia. Frattini ha inoltre inaugurato i locali provvisori del nuovo Consolato generale italiano, insieme al vice capo del Cnt, Ali Al Isawi, e al console italiano Guido De Sanctis. La sede Consolato è all’ottavo piano del DàWah Al-Islamiya Vising, al centro di Bengasi.

La visita del ministro Frattini a Bengasi segue quella dell'alto rappresentante per la politica estera dell’UE, Catherine Ashton, e del ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski.

“Prendiamo l’impegno con Eni e Unicredit di provvedere ai bisogni della popolazione libica attraverso il Cnt con un'enorme quantità di benzina e un'enorme somma di denaro: centinaia di milioni di euro che sono necessari alla popolazione”, ha annunciato il ministro Frattini in una conferenza stampa con il vice capo del Cnt, Ali Al Isawi, dopo l'incontro avuto con il capo del Cnt Mustafa Abdel Jalil. Le operazioni, ha spiegato Frattini, saranno garantite dagli asset libici congelati in Italia.

Entrando nel dettaglio dell’accordo, il ministro degli Esteri ha spiegato:  “Le operazioni di credito per l'export saranno garantite attraverso la Sace. Abbiamo in Italia importanti asset che sono stati congelati dopo le sanzioni al regime di Gheddafi. Parliamo di miliardi di euro che non sono soldi del regime ma soldi del popolo libico e questi asset congelati possono rappresentare la garanzia per questi trasferimenti di soldi al popolo libico”.

Nel memorandum siglato da Frattini e Abdul Jalil, l'Italia e il Cnt si impegnano inoltre a favorire le condizioni necessarie alle forniture di prodotti petroliferi raffinati e non, a favorire le attività di controllo e verifica delle condizioni di sicurezza e di operatività delle installazioni petrolifere e di altre infrastrutture energetiche. Infine Italia e Cnt si impegnano ancora a valutare e predisporre insieme a soggetti pubblici e privati le condizioni necessarie a linee di credito finalizzate all'assistenza della popolazione e al riavvio delle attività economiche.

“Il prossimo passo - ha aggiunto Frattini - sarà la riunione del 9 giugno ad Abu Dhabi del Gruppo di Contatto per la concretizzazione dello scongelamento degli asset del regime del Gheddafi”, in favore del popolo libico. “In questo senso stiamo lavorando con la Commissione sanzioni dell'Onu per superare alcuni aspetti legali”, ha spiegato il ministro.

A Tripoli, intanto, si susseguono al defezioni al regime. Ieri a Roma l’ex ministro degli Esteri libico ed ex ambasciatore all'Onu, Abdel Rahamn Shalgam, ha presentato otto alti ufficiali scappati venerdì scorso, grazie anche all’intelligence italiana, ed ha reso noto che finora sono centoventi i soldati e ufficiali fuori dalla Libia. Secondo uno degli otto militari, al regime “non resta più del 20% delle sue capacità militari” e Gheddafi può ancora contare su “qualche centinaia di soldati, mentre il numero dei generali non supera le decine”, mentre tutte le telecomunicazioni tra le forze governative “sono interrotte”. (Inform)

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