LIBIA
Frattini a Bengasi incontra i vertici del
Consiglio Transitorio Nazionale
Firmato un Memorandum d’intesa. Inaugurato
il Consolato italiano
ROMA - Questa mattina il ministro degli Esteri
Franco Frattini è volato a Bengasi dove ha incontrato i vertici del Consiglio
Transitorio Nazionale libico. L’Italia è stata fra i primi paesi a riconoscere
il Ctn. E’ stato firmato un memorandum d’intesa
da centinaia di milioni di euro, che sfrutterà gli asset
libici congelati in Italia. Frattini ha inoltre inaugurato i locali provvisori
del nuovo Consolato generale italiano, insieme al vice capo del Cnt, Ali Al Isawi, e al console
italiano Guido De Sanctis. La sede Consolato è all’ottavo
piano del DàWah Al-Islamiya
Vising, al centro di Bengasi.
La visita del ministro Frattini a Bengasi
segue quella dell'alto rappresentante per la politica estera dell’UE, Catherine
Ashton, e del ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski.
“Prendiamo l’impegno con Eni e Unicredit
di provvedere ai bisogni della popolazione libica attraverso il Cnt con un'enorme quantità di benzina e un'enorme somma di
denaro: centinaia di milioni di euro che sono necessari alla popolazione”,
ha annunciato il ministro Frattini in una conferenza stampa con il vice capo
del Cnt, Ali Al Isawi, dopo l'incontro
avuto con il capo del Cnt Mustafa Abdel Jalil.
Le operazioni, ha spiegato Frattini, saranno garantite dagli asset libici congelati in Italia.
Entrando nel dettaglio dell’accordo, il ministro
degli Esteri ha spiegato: “Le operazioni di credito per l'export saranno
garantite attraverso
Nel memorandum siglato da Frattini e Abdul
Jalil, l'Italia e il Cnt
si impegnano inoltre a favorire le condizioni necessarie alle forniture di
prodotti petroliferi raffinati e non, a favorire le attività di controllo
e verifica delle condizioni di sicurezza e di operatività delle installazioni
petrolifere e di altre infrastrutture energetiche. Infine Italia e Cnt si impegnano ancora a valutare e predisporre insieme a
soggetti pubblici e privati le condizioni necessarie a linee di credito finalizzate
all'assistenza della popolazione e al riavvio delle attività economiche.
“Il prossimo passo - ha aggiunto Frattini
- sarà la riunione del 9 giugno ad Abu Dhabi del Gruppo di Contatto per la
concretizzazione dello scongelamento degli asset
del regime del Gheddafi”, in favore del popolo libico. “In questo senso stiamo
lavorando con
A Tripoli, intanto, si susseguono al defezioni
al regime. Ieri a Roma l’ex ministro degli Esteri libico ed ex ambasciatore
all'Onu, Abdel Rahamn
Shalgam, ha presentato otto alti ufficiali scappati
venerdì scorso, grazie anche all’intelligence italiana, ed ha reso noto che
finora sono centoventi i soldati e ufficiali fuori dalla Libia. Secondo uno
degli otto militari, al regime “non resta più del 20% delle sue capacità militari”
e Gheddafi può ancora contare su “qualche centinaia di soldati, mentre il
numero dei generali non supera le decine”, mentre tutte le telecomunicazioni
tra le forze governative “sono interrotte”. (