ITALIANI ALL’ESTERO
Da “Gente d'Italia”
del 31 maggio 2011, redazione
di Montevideo
17 anni, uruguayana di Paysandù, studierà
per due anni in Italia
Una borsa di studio a Duino e si avvera
il sogno di Maria
MONTEVIDEO - María Victoria Torrillas Pizzorno, ha 17 anni, ed è una delle vincitrici delle borse di studio che avranno la possibilità di frequentare il Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico (United World Colleges, UWC, in inglese), nella città di Duino. Maria ha ottenuto una borsa di studio che coprirà un biennio presso il collegio, quindi da settembre 2011, inizio lezioni, fino alla fine del secondo anno nel 2013; nonché gli ultimi due anni del liceo.
I Collegi del Mondo Unito, sono presieduti dalla Regina Noor della Giordania e dall’ex-presidente Sudafricano, Nelson Mandela. Riuniscono da ben 50 anni, studenti tra i 16 e i 18 anni provenienti da tutto il mondo con l’obiettivo di offrire un’educazione internazionale, dove i giovani si “specializzano” sui problemi politici e ambientali del mondo, compromettendosi con gli ideali di pace e giustizia.
Nel caso dell’Uruguay, una volta concluso il Collegio, gli alunni ricevono il titolo di “Bachiller Internacional” (il bachillerato in Uruguay, corrisponde alla maturità in Italia), reso valido dal Ministero di Educazione e Cultura Uruguayano.
Sei contenta di aver ottenuto la borsa di studio? E’ da molto che stai cercando di ottenerla e come hai l’hai saputo?
Contenta? Moltissimo! Sono tanto emozionata dell’opportunità che sto per avere, soprattutto perché l’Italia, insieme al Galles, è un Paese che mi piace tantissimo.
E’ dall’età di 12 anni che sto cercando informazioni per poter studiare all’estero. Il problema della mia famiglia però è il denaro, perciò cercavo borse di studio che mi aiutassero a mantenermi nell’istruzione all’estero. Della borsa per l’UWC l’ho saputo attraverso un’amica. Lei ha ottenuto questa borsa l’anno scorso ed ha già frequentato un anno nel Collegio, perciò me l’ha consigliato e da lì ho cercato ulteriori informazioni. Non è stato facile ottenerla, ho dovuto affrontare cinque tappe diverse, tra cui esami, dibattiti e anche un’intervista con una psicologa, la quale ci ha chiesto in quale posto ci sarebbe piaciuto andare e lì ho risposto: “Italia!”. Infatti le destinazioni sono diverse: Italia, Stati Uniti, Costa Rica, Olanda, Singapore e Galles. L’altro ragazzo dell’Uruguay che l’ha ottenuta andrà nel Galles.
Inoltre alla fine di ogni tappa ci dicevano: “Vi faremo sapere con una chiamata”, e io ero ansiosa... Non facevo che stare vicino al telefono, e dover aspettare le risposte era una tortura... In totale eravamo ottanta ragazzi, e io ho mandato il formulario tre giorni prima che scadesse la data dell’iscrizione. Ho conosciuto tanti amici e ogni volta che venivo a sapere che qualcuno non ce l’aveva fatta, ci stavo male, anche perché non sapevo se avrei continuato… Gli ultimi tre giorni sono stati un po’ tristi, perché avevano già chiamato tutti, tranne me. Invece quando ho saputo la notizia e’ stata una sensazione bellissima: saltavo per casa, parlavo da sola…. Anche il mio cane sembrava come impazzito al mio fianco, mamma era contentissima; però quella più emozionata è la nonna! Non la smette di raccontare a tutti della borsa di studio, anche se all’inizio era preoccupata: “Dove andrai? Come farai da sola?”. E poi, solo due settimane fa ho saputo che sarei andata in Italia. Morivo dalla gioia e subito siamo andate su Internet, con la nonna, per cercare dove fosse Duino e lei mi diceva: “Ricordati di chiamarmi spesso…” “Aspetta che cerchiamo bene l’indirizzo…” e “Oh no! Non so il prefisso come faccio a chiamarti?? Mi raccomando appena arrivi me lo dici” e cose così.
Insomma la nonna non sta più nella pelle …
Esatto! Forse è più emozionata di me! Ha pianto tantissimo quando abbiamo avuto la notizia, soprattutto sapendo che sarei andata in Italia. Sai la sua mamma, quindi la mia bisnonna e anche il bisnonno, erano italiani. E io sono la prima dopo quella generazione che attraversò l’Oceano Atlantico, che torna al Paese delle nostre radici. Per quello lei è tanto contenta!
E con la lingua come te la cavi? Sai parlare l’italiano? Ne conosci delle altre?
Ci provo, lo sto imparando da quest’anno. E’ curioso, perché a marzo mi sono iscritta nel CLE (centro de lenguas extranjeras) perché volevo imparare l’italiano, ma non sapevo ancora nulla della borsa di studio. Ci vado due volte a settimana, un’ora e mezza ogni lezione; e dopo aver saputo del viaggio, sto anche facendo un corso intensivo di dieci ore la settimana su Internet! Insomma voglio imparare bene la lingua, però non so se ce la farò prima di settembre…
Tra l’altro, è vero che il Collegio ha un suo campus dove vivono i ragazzi, però ci viene inoltre affidata una famiglia, scelta dalla scuola, per stare nei giorni di vacanza per esempio, perché la scuola chiude. Perciò voglio approfittarne per esercitarmi. Credo il modo migliore per imparare una lingua, è stando a contatto direttamente con la stessa.
Sulle altre lingue conosco l’inglese e il portoghese. Il francese non riuscirò ad andare avanti a studiarlo, per ora, a causa del viaggio, mentre il tedesco lo leggo e lo capisco abbastanza bene, ho qualche difficoltà a parlarlo perché alcune parole le confondo con l’inglese.
Saranno due anni dove sicuramente vivrai un’ottima esperienza ed imparerai tante cose nuove. Cosa ti aspetti da questi studi? Pensi sia una buona opportunità?
Si, certamente lo è, e non voglio sprecarla. Voglio dare il massimo ed impegnarmi altrettanto. Questo per me non è “un semplice viaggio di svago, per farmi degli amici”. Insomma avere la maturità internazionale non è cosa da tutti i giorni, anche perché potrebbe servirmi per continuare a studiare all’estero o trovare un lavoro in un domani.
Inoltre è un’ottima possibilità, perché ho intenzione di continuare a studiare relazioni internazionali. M’interessano i conflitti che coinvolgono il mondo, perciò questa borsa è ottima anche per i miei studi futuri. Anche perché, magari tra due anni, decido si rimanere in Italia e studiare in qualche Università.
La considero un’ottima opportunità, anche per il fatto che, io vivo a Paysandú, all’interno del Paese, sono lontano dalla Capitale e quindi è ancora più difficile arrivare a un risultato del genere.
E sulle materie che affronterai, sai già quali saranno?
Ancora non molto, anche perché sto aspettando che si concludano tutte le pratiche necessarie, tra cui quella della cittadinanza. Infatti quando mi sono iscritta, sapevo che uno dei requisiti fosse quello di avere l’ascendenza, ma non della cittadinanza! Spero proprio che non salti il viaggio a causa di quello…
Comunque so che ci sono alcune aree di studio, come arte, lettere, diritto, biologia o matematica. Quella che più mi preoccupava al momento dell’esame era appunto matematica, non ho un buon rapporto con questa materia. Inoltre alcune materie vengono tenute in lingua inglese, e se non la conosci, ti preparano e ti fanno fare un corso prima del viaggio; anche se nel mio caso non è necessario.
Poi devi scegliere la prima lingua, per me sarebbe lo spagnolo, e l’opzione di una seconda, e a me piacerebbe l’italiano. Così approfitto ad imparare la lingua del Paese dove andrò, con l’aiuto anche della famiglia che mi ospiterà.
E’ il primo viaggio all’estero? Non sei un po’ spaventata? L’Italia è lontana…
All’estero no, sono già stata in Bolivia, in Brasile e alcune zone dell’Argentina. Però è la prima volta che prendo l’aereo! Ho sempre viaggiato in pullman. Non vedo l’ora!
Anche perché l’Italia l’immagino bellissima. Ho già guardato anche foto di dove si trova il Collegio e il campus ha dei paesaggi stupendi!
Paura? Per niente! Solo il fatto che è la prima volta che mi allontano dalla mamma, da mia sorella e dai nonni. E non ci sarò per le feste, ne ai compleanni. Però è anche vero che con la tecnologia di oggi; tra cellulari, telefoni e internet so che saranno comunque vicini. La nonna ha anche un cellulare migliore del mio! E poi so che saranno disponibile le ventiquattr’ore del giorno, sette giorni la settimana, nel caso avrò bisogno.
Una ragazza che
al parlare, si dimostra anche più matura della sua età. Nonostante sia giovanissima,
si dedica da sempre allo studio. Ha pochissimo tempo libero, lo trova “inutile”,
e l’estate la passa aiutando la zia in una scuola di ragazzi disabili. Una Victoria
che non sta più nella pelle, che non riesce a contenere la gioia e che ci confida
anche una piccola figura fatta in Ambasciata: “Stava seduto di fianco a me un
ragazzo sulla trentina. Gli ho offerto una gomma da masticare dicendogli che
le pratiche sono un po’ lente e abbastanza noiose. Vedevo che non rispondeva,
pensavo stesse aspettando il turno come me, invece poco dopo ho saputo che era
uno dei collaboratori dell’Ambasciata!”. “Però è stato gentilissimo! Non mi
ha guardata male, anzi ci stanno aiutando tantissimo, a me e alla mia famiglia.
E se tutto va per il verso giusto…”. (Leticia Baz-La Gente d’Italia/