INFORM - N. 105 - 31 maggio 2011


PARTITI

Eugenio Marino (Pd) sulle dimissioni di Esteban Caselli da responsabile del Pdl per gli italiani nel mondo

“Questo Governo e il suo Primo ministro non hanno alcun interesse verso gli italiani all’estero”

 

ROMA – “Non ho parole. Faccio difficoltà a riempire il foglio bianco che ho davanti dopo aver letto le motivazioni delle dimissioni del senatore Caselli da responsabile per gli italiani nel mondo del Pdl e dal suo gruppo al Senato. Ma mi sforzo, poiché quella lettera dimostra ciò che dico e scrivo da un anno a questa parte: la maggioranza, il Pdl, questo Governo e il suo Primo ministro non hanno alcun interesse verso gli italiani all’estero”. Inizia così la riflessione del responsabile del Pd per gli Italiani nel Mondo Eugenio Marino sulla lettera in cui senatore Esteban Caselli ha annunciato l’abbandono del suo incarico nel Pdl.

“Quando il senatore Caselli venne nominato responsabile e successivamente annunciò i famosi 10 milioni di euro, - ricorda Marino - scrissi che si trattava delle solite false promesse di Berlusconi, che tra l’altro arrivavano con una tempistica particolare: il vicino e critico voto di fiducia, lasciando intendere chiaramente che l’intento di quella nomina e della promessa dei 10 milioni aveva come unico scopo quello di mantenere il voto di Caselli al Senato. Oggi scopriamo che Berlusconi era andato oltre: aveva promesso al senador persino un incarico da sottosegretario”.  

Marino, dopo aver ricordato le molte dichiarazioni di ammirazione nei confronti di Berlusconi fatte da Caselli in questi anni, ipotizza come il sentore del Pdl  possa o aver peccato di ingenuità nei confronti del Premier o, aver lasciato il Pdl per la disillusione conseguente alla mancata nomina a sottosegretario. Il responsabile del Pd per gli Italiani nel Mondo si sofferma poi sulla proposta avanzata da Caselli di creare, alla Camera e al Senato, un gruppo dei parlamentari eletti all’estero definendola “una trovata anche un po’ vecchia.

Tra l’altro, - prosegue Marino sottolineando la necessità anche da parte degli eletti all’estero della maggioranza di voti in Aula dettati dal buon senso e coerenti nei confronti delle problematiche delle nostre comunità nel mondo - faccio notare al senatore Caselli che, per difendere gli interessi degli italiani all’estero, le basta votare in Aula in linea con la sua affermazione della difesa degli interessi degli italiani all’estero. E le faccio qualche esempio semplice e banale: quando si tagliano le risorse sull’assistenza, sulla diffusione di lingua e cultura, sulla stampa italiana all’estero, basta votare ‘no’ come facevano gli eletti del Pd all’estero, mentre lei votava ‘si’. Quando si decide di chiudere i consolati, basta votare ‘no’ come facevano gli eletti del Pd eletti all’estero, mentre lei votava ‘si’. Non c’è bisogno, dunque, di un Gruppo degli eletti all’estero”. (Inform)

 


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