PARTITI
Eugenio Marino (Pd) sulle dimissioni di Esteban Caselli
da responsabile del Pdl per gli italiani nel mondo
“Questo Governo e il suo Primo ministro non hanno alcun
interesse verso gli italiani all’estero”
ROMA – “Non ho parole. Faccio difficoltà a riempire il foglio bianco che ho davanti dopo aver letto le motivazioni delle dimissioni del senatore Caselli da responsabile per gli italiani nel mondo del Pdl e dal suo gruppo al Senato. Ma mi sforzo, poiché quella lettera dimostra ciò che dico e scrivo da un anno a questa parte: la maggioranza, il Pdl, questo Governo e il suo Primo ministro non hanno alcun interesse verso gli italiani all’estero”. Inizia così la riflessione del responsabile del Pd per gli Italiani nel Mondo Eugenio Marino sulla lettera in cui senatore Esteban Caselli ha annunciato l’abbandono del suo incarico nel Pdl.
“Quando il senatore
Caselli venne nominato responsabile e successivamente annunciò i famosi 10 milioni
di euro, - ricorda Marino - scrissi che si trattava delle solite false promesse
di Berlusconi, che tra l’altro arrivavano con una tempistica particolare: il
vicino e critico voto di fiducia, lasciando intendere
Marino, dopo aver
ricordato le molte di
Tra l’altro, -
prosegue Marino sottolineando la necessità anche da parte degli eletti all’estero
della maggioranza di voti in Aula dettati dal buon senso e coerenti nei confronti
delle problematiche delle nostre comunità nel mondo - faccio notare al senatore
Caselli che, per difendere gli interessi degli italiani all’estero, le basta
votare in Aula in linea con la sua affermazione della difesa degli interessi
degli italiani all’estero. E le faccio qualche esempio semplice e banale: quando
si tagliano le risorse sull’assistenza, sulla diffusione di lingua e cultura,
sulla stampa italiana all’estero, basta votare ‘no’ come facevano gli eletti
del Pd all’estero, mentre lei votava ‘si’. Quando si decide di chiudere i consolati,
basta votare ‘no’ come facevano gli eletti del Pd eletti all’estero, mentre
lei votava ‘si’. Non c’è bisogno, dunque, di un Gruppo degli eletti all’estero”.
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