FESTIVAL DELL’ECONOMIA
In
anteprima a Trento
L’inno alla libertà di Amartya Sen
Il premio Nobel lancia dal palco del teatro
Sociale di Trento il suo appello per
un modello economico dove gli individui possano esercitare realmente la libertà
di scelta
TRENTO - Parte
da lontano Amartya Sen, l’economista di origini indiane che nel
Perché il mercato, come ha sottolineato Tito Boeri responsabile scientifico del Festival dell’Economia, non si occupa di redistribuzione del reddito. Anzi, gli studi economici si sono concentrati finora – tranne eccezioni come Sen – più sul rapporto tra mercato e benessere che tra mercato e libertà.
“La povertà – ha ricordato il prof. Stefano Zamagni che è stato suo allievo ad Oxford - non è solo questione di risorse e reddito, ma anche mancanza di libertà. Sen ci ricorda un concetto di libertà come ‘capacità’. Non basta essere liberi di scegliere, ma occorre essere liberi di ‘poter’ scegliere”.
Temi cui Amartya Sen ha dedicato una vita, e che oggi vicino agli ottant’anni (è nato a Bengala nel 1933), ha rilanciato con energia ed entusiasmo davanti ad una platea attenta e numerosa al teatro Sociale di Trento. Invitato dalla cooperazione trentina a fare da “anteprima” al Festival dell’Economia che proprio di libertà economica si occuperà a partire da giovedì prossimo, Sen ha esposto il suo pensiero in una lectio magistralis che ha fornito molti spunti di riflessione.
“Libertà individuale e libertà economica sono complementari”, ha affermato l’economista. “ Un lavoro dignitoso, la copertura sanitaria, eccetera, hanno a che fare con la libertà economica. L'idea di libertà è correlata alla nostra libertà di decidere cosa vogliamo scegliere. Non basta il permesso di farlo, occorre essere nella capacità di farlo”.
Ma è sbagliato concettualmente chiedersi se la colpa è del capitalismo. “Dovremo chiederci piuttosto – ha affermato Sen - quale tipo di equilibrio dovremo perseguire tra stato e mercato. Non importa se va contro l’ideologia capitalista o socialista. Occorre riesaminare la questione della libertà economica. E focalizzarsi sulle persone, sull’importanza della vita che viene condotta dalle persone.
Quindi la domanda
che dobbiamo farci ha a che fare con la ricchezza o la povertà della vita umana”.
Il prof. Sen ha concluso dicendo che “la cosa principale non è limitare ma espandere
la libertà, dobbiamo liberare l'idea di libertà, non come permesso ma come scelta”.
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