COMMISSIONE EUROPEA
“Le 12 Stelle”:editoriale di Matteo Fornara,
direttore Rappresentanza a Milano
Non solo immigrazione, ma anche sviluppo
tra UE e Paesi vicini
MILANO - Solo venti giorni dopo la presentazione del quadro strategico
sull'immigrazione, partono le prime proposte operative della Commissione,
non solo in materia di visti o asilo, ma anche sulle relazioni politiche e
strategiche dell'Unione europea con i Paesi vicini.
Il pacchetto di ieri sull'immigrazione lancia
le prime misure, cui seguirà una lunga serie di provvedimenti che saranno
approvati entro la fine dell'anno. Le relazioni con i Paesi del Sud del Mediterraneo
in materia di migrazione, mobilità e sicurezza punteranno a favorire la mobilità,
anche per soddisfare le esigenze del mercato del lavoro europeo. Il principio
generale sul quale le relazioni saranno basate è quello di condizionalità:
sostegno e aiuti in cambio del rispetto delle regole, il più rigoroso possibile.
Viene inoltre proposta la modifica del regolamento esistente sui visti, che
semplifica il quadro normativo e prevede, in situazioni di emergenza,
di ripristinare l'obbligo del visto per contrastare eventuali fenomeni di
immigrazione irregolare. Infine, la relazione annuale su immigrazione e asilo
contiene raccomandazioni per prevenire l'immigrazione irregolare, agevolare
quella regolare e sviluppare un sistema comune di asilo a livello europeo.
Inizia così a delinearsi quella che presto
sarà una vera e propria politica comune europea sull'immigrazione, basata
sui principi del Trattato di Lisbona: integrazione, condizionalità, rispetto
delle regole. In parallelo, oggi l'Unione ha presentato un piano nuovo e ambizioso
per le relazioni con i Paesi vicini, non soltanto quelli della regione mediterranea,
ma anche quelli ad Est, nell'ex Unione Sovietica. Vengono sostanzialmente
aumentate le risorse a disposizione, con più di 1,2 miliardi che vanno a integrare
i 5,7 miliardi già stanziati fino al 2013, e gli strumenti finanziari della
Banca europea per gli Investimenti e della BERD. Queste risorse andranno ovviamente
a sostenere il processo di democratizzazione in corso in molti Paesi, soprattutto
nel Nord Africa. Tra i maggiori beneficiari, il vasto mondo della società
civile che sta emergendo in quei Paesi, e le imprese che stanno nascendo o
che si devono consolidare, anche attraverso dei flussi commerciali rafforzati.
Sarà stimolata anche la mobilità di lavoratori, giovani e studenti nell'area
e con l'Unione.
La stabilità dell'area euro-mediterranea
si rafforza attraverso l'apertura reciproca e un solido partenariato: di alternative
non ce ne sono. È evidente che la crisi sta complicando la capacità di intervento,
anche da parte dell'Europa, ma non si può dire che l'UE non stia dando risposte
alle sfide attuali, che sono di portata epocale e di grande criticità, ma
anche cariche di elementi promettenti. (Matteo Fornara*-Newsletter “Le 12
Stelle” del 25 maggio/
*Direttore della Rappresentanza a Milano della Commissione
Europea