CGIE-DOCUMENTAZIONE
Assemblea Plenaria (Torino, 18-20 maggio 2011)
La relazione del prof. Pasquale Nestico,
presidente dell’VIII Commissione “Tutela Sanitaria”
I. Legge Finanziaria
L’assicurazione sanitaria per gli indigenti
italiani all`estero e` stata una delle conquiste ottenute dal CGIE come ha dichiarato
Elio Carozza Segretario Generale del CGIE. Tutto è
iniziato quando il Governo, tramite il MAE, sensibilizzato dal lavoro fatto
dal Gruppo di lavoro Sanità del CGIE prima seguito poi da quello della VIII
Commissione (Tutela Sanitaria) con l’apporto della II Commissione (Tutela Sociale)
ha promosso in America Latina interventi di copertura sanitaria attraverso la
stipula di polizze sanitarie. Recentemente questa conquista è stata messa in
discussione dai tagli effettuati al Capitolo di Spesa 3121 (Assistenza Diretta)
e 3105 (Assistenza Indiretta).
In tempi di austerità i tagli servono
ma non possono essere indiscriminati, soprattutto se penalizzano eccessivamente
le fasce più deboli delle nostre comunità.
I tagli degli ultimi 3 anni (2008-2011)
sono stati devastanti considerando che, inoltre, non hanno rappresentato delle
cifre rilevanti per il bilancio dell’intero paese. In particolare, onde contestualizzare
il tutto, per il 2008 sono stati stanziati per i capitoli di spesa per interventi
all’estero euro 58.526.797. Per il 2011 gli stanziamenti sono stati ridotti
a euro 29.651.544 (rappresentano lo 0,25% dei 12 miliardi di Finanza pubblica
per il 2011) per un taglio del 49%., mentre per l’Assistenza Diretta per il
2011 di 9.426.144 euro è pari allo 0,08% del totale della Finanza pubblica.
Dando uno sguardo al Bilancio Triennale
c’è la dimostrazione dei tagli fatti dalle Finanziaria dal 2008 al 2011. In
particolare, i contributi per l’Assistenza Diretta e Indiretta hanno subito
una fortissima e pesante decurtazione rispettivamente del 56% e 60%. Questi
capitoli sono stati i più penalizzati, dopo il capitolo 3122 (Spese per attività
informative e culturali). Non si può lesinare sui contributi per l’assistenza
sanitaria ma anche per la scuola, la lingua, l’informazione, l’associazionismo
perché queste misure non sono forme di assistenzialismo, ma iniziative necessarie
affinché l’Italia abbia peso ed un ruolo rilevante nel mondo.
Ci sono stati emendamenti, ordini del
giorno, interrogazioni parlamentare, presentati da varie forze politiche chiedendo,
finora invano, un’integrazione delle risorse per l’Assistenza Diretta e Indiretta
ai cittadini italiani residenti all’estero che si trovino in condizioni di accertato
bisogno. Questo fallimento è dovuto, forse, in parte al fatto che i 18
Parlamentari eletti all’estero non hanno peso politico nell’attuale Parlamento
italiano ma anche, e soprattutto, perché non hanno fatto quadrato. Non c’è una
squadra che prescinda dai colori politici onde unanimamente opporsi a questi tagli.
II. Decreto del Presidente della Repubblica
Con il DPR 54/2010 (1 gennaio 2010,
N.54) e’ stata introdotta la riforma del “Regolamento recante norme in materia
di autonomia gestionale e finanziaria delle rappresentanze diplomatiche e degli
Uffici consolari di I Categoria del Ministero degli Affari Esteri”.
Essenzialmente, con questo decreto,
andato in vigore a partire del 1°gennaio 2011, si cancella il capitolo 3121
(Assistenza Diretta) ed i fondi sono dirottati al nuovo capitolo 1613 (3121
& 3122) denominato: “Dotazioni finanziarie per le rappresentanze diplomatiche
ed Uffici consolari di 1° Categoria”. Questo capitolo non e` gestito dal
DGIT (Direzione Generale degli Italiani all’Estero) ma dalla DGAI (Direzione
Generale Affari Amministrativi). Il pericolo e` che cio` potrebbe consentire alla struttura burocratico-amministrativa
di recuperare i fondi tagliati al MAE dal Ministro degli Esteri con I cosiddetti
“tagli lineari”, a scapito dell’Assistenza Diretta e che ha subito invece “tagli
verticali” rischiando seriamente di dare un colpo fortissimo all’insieme delle
risposte socio-sanitarie già, oggi, peraltro, precarie ed inadeguate.
III. Richieste e Proposte sanitarie
Lo stato di salute dei cittadini italiani
indigenti, anche in molti paesi sviluppati di tradizionale e forte immigrazione
italiana, risulta spesso qualitativamente e quantitativamente inferiore di quello
degli autoctoni della stessa classe di età. Si pensa che questo e` forse dovuto,
in parte, al duro lavoro svolto e alla presenza di rischi cardiopolmonari come
il fumo.
Vi sono da un lato paesi in cui il
welfare e` maggiormente sviluppato, per cui i poveri riescono ad avere
aiuti economici e sostegni come case di cura, assistenza domiciliare e sanitaria
(Stati Uniti, Canada, Australia) e dall’altra parte ci sono nazioni in cui tutto
ciò non esiste o esiste in una maniera molto ridotta e sono lasciati in balia
del destino (vedi Sud Africa).
La nostra Commissione pensa che a questo
punto siamo arrivati ad una svolta e chiede:
- Che il CGIE si impegni ad una iniziativa di monitoraggio sulle sfide socio-sanitarie
sullo stato della sicurezza sociale degli italiani nel mondo, coinvolgendo le
reti socio-assistenziali e di rappresentanza sui territori.
- Che il CDP su impegni ad individuare, con le Commissioni II (Tutela Sociale)
e VIII (Tutela Sanitaria) e Gruppo Donne, le opportune modalità e risorse per
avviare questo percorso attraverso anche i momenti delle prossime riunioni delle
Commissioni Continentali da concludersi con un seminario da realizzarsi possibilmente
entro il 2011.
Questo impegno dobbiamo pretenderlo.
Noi crediamo che è la priorità delle priorità per il CGIE di seriamente e profondamente
affrontare questa tematica. La Commissione chiede che da questo CdP/CGIE esca con chiarezza questo impegno. Non è questioni
di soldi ma di politica. Se c’è la volontà politica si può trovare una
soluzione a questo tema scottante soprattutto se coinvolgiamo le reti del mondo
associativo.
L’agire della Commissione è stato finora
conformista ed educato nel chiedere dati sul sistema socio-sanitario, anche
per sapere la tipologia dello sforzo. Non li abbiamo ottenuti.
Adesso noi abbiamo l’obbligo istituzionale
di cambiare strada; abbiamo la necessità di usare una tipologia che varia da
continente a continente perché essa cambia secondo il welfare e le stratificazioni
sociali locali. Pertanto, proponiamo di:
-
Mandare una
lettera al MAE, Consolati, Parlamentari, CGIE, Comites,
Patronati ed al mondo dell’associazionismo, per avere uno “screening” sulla
situazione socio-sanitaria dei nostri indigenti connazionali all’estero, sulla
tipologia delle offerte socio-sanitarie. Si vuole sapere dove e quanti sono.
Pertanto, non possiamo che rivolgerci a chi nelle comunità sono ricchezze ineludibili
ed irrinunciabili onde affrontare i problemi sociali e sanitari delle nostre
comunità.
-
Impegnarsi
a creare un formulario che verrà mandato a tutte le forze di rappresentanza
delle comunità all’estero, per avere un risultato anche se parziale ma concreto
per le diverse prospettive territoriali in occasione delle prossime Assemblee
Plenarie del CGIE.
-
La Commissione
ritiene necessario tener conto di eventuali mutamenti di welfare avvenuti in
alcuni paesi dove sono cambiate alcune condizioni socio-sanitarie e che magari
hanno cambiato il fabbisogno dei nostri concittadini.
Tutto ciò può sembrare una cosa ambiziosa
da fare ma la Commissione è convinta che ciò non sia vero, perché può essere
fatto a costo zero oppure con una minima spesa da parte del CGIE. Necessita
quindi attivare una ricognizione senza la quale non si può fare una valutazione
sul fabbisogno socio-sanitario, sugli ospedali italiani e all’estero, sulla
tipologia e modalità dei tagli. Estero, sulla tipologia e modalità dei tagli
senza la quale non si può fare una valutazione sul fabbisogno socio-sanitario.
E' chiaro che i dati numerici degli indigenti dei consolati sono marginali e
superficiali e debbano essere approfonditi.
IV. Si chiede, inoltre, a codesta Assemblea
del CGIE
- Di aiutare la VIII Commissione (Tutela
Sanitaria) a conoscere le realtà delle vostre aree di appartenenza e di introdurre
il settore dell’Assistenza Sanitaria nei propri “Piani Paese”.
- Di chiedere alle rispettive Ambasciate
l’elenco e i testi degli accordi sanitari bilaterali esistenti tra l’Italia
e gli altri Paesi. Bisognerebbe analizzare attentamente e verificare quanto
e come il diritto alla salute del cittadino italiano all’estero è al centro
di questi accordi.
- Di favorire, dove c’è bisogno, il potenziamento
di personale bilingue nelle strutture di assistenza socio-sanitaria sensibilizzando
i governi locali perché sarebbe troppo oneroso per il governo italiano; di attuare
un monitoraggio a livello nazionale e statale dello stato socio-economico-demografico
e di salute degli anziani, disaggregati per genere.
- Di approvare un ulteriore Ordine del
Giorno con il quale si chiede ancora una volta, che vengano reintegrate, tutte
o in parte, le cifre decurtate per l`Assistenza Diretta ed Indiretta, soprattutto,
in considerazione del fatto che siamo di fronte a cittadini italiani indigenti,
un gruppo fragile e a rischio.
- Di chiedere, che ci sia un attento
ed accurato monitoraggio sulla destinazione dei fondi allocati nel nuovo Capitolo
1613 affinché il 96% ed il 4% delle risorse così poste vengano utilizzate rispettivamente
per Assistenza Diretta e “Dotazioni finanziarie per la rete”. Specificamente,
per il 2011 euro 9.426.144 (96.34%) vengano usate per l`Assistenza Diretta ed
euro 358.560 (3.66%) per la rete consolare.
Colleghe e colleghi, concludo reiterando
che questi sono i veri problemi delle nostre comunità all’estero.
Ed ecco che voglio ripetere la frase
di Franklin D. Roosevelt (Presidente degli Stati Uniti), quando disse: “Le dimensioni
del nostro progresso non si misurano aumentando l’abbondanza di coloro che hanno
già molto; è invece misurata provvedendo abbastanza per coloro che hanno già
troppo poco”.
Grazie per l`ascolto. (Pasquale Nestico, Presidente VIII Commissione “Tutela Sanitaria”)
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