RIFORMA
COMITES E CGIE
I deputati Pd eletti all’estero confermano l’opposizione già
espressa dal gruppo del Senato
Bucchino, Farina, Fedi, Garavini,
Narducci, Porta: “La riforma di Comites
e Cgie va profondamente cambiata”
ROMA – “Alla Camera il nostro impegno sarà fermissimo nel
cercare di assicurare una duplice condizione: prestare ascolto sulle scelte
di riforma alla voce e alle richieste dei Comites,
del CGIE e del mondo associativo e sindacale; fare in modo che il segno controriformistico
della legge appena approvata al Senato sia profondamente cambiato e si arrivi
a soluzioni costruttive e ampiamente condivise”. Lo assicurano i deputati
del Pd eletti nella circoscrizione Estero - Gino Bucchino, Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Franco Narducci, Fabio
Porta - che confermano “l’opposizione già espressa dal gruppo
del Senato” alla proposta di legge Tofani sulla
riforma degli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero.
“Non sono bastate – commentano i deputati - le voci di dissenso
provenienti da tutto il mondo dell’emigrazione e gli appelli al dialogo reiterati
fino alle ultime ore per indurre la maggioranza al Senato e il governo a desistere
dall’approvazione della cosiddetta riforma della rappresentanza degli italiani
all’estero. La minaccia che ne deriva per il sistema di rappresentanza costruito
nel corso di decenni di impegno democratico è seria, ma la ricomposizione
unitaria delle forze di minoranza, che hanno espresso concordemente il loro
no al provvedimento, rappresenta un elemento da non sottovalutare per il percorso
futuro del provvedimento.
La nostra posizione è stata
A causa di queste scelte – proseguono i deputati - e per l’atteggiamento
di totale chiusura che Governo e maggioranza hanno ostentatamente tenuto,
per la prima volta una legge di riforma della rappresentanza passa senza un
ampio sostegno, anzi con una maggioranza di una ventina di voti, inferiore
allo stesso schieramento maggioritario. Da questo atteggiamento politico e
dalla coerenza di queste soluzioni con la devastazione del sistema di intervento
pubblico verso le nostre comunità che si sta realizzando negli ultimi anni,
appare evidente la volontà di emarginare e di isolare la comunità italiana
nel mondo, che si tenta di ridurre a puro mercato commerciale di prodotti
nazionali”. “Alla Camera – ribadiscono - il nostro impegno sarà fermissimo”.
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