INFORM - N. 101 - 25 maggio 2011


SENATO DELLA REPUBBLICA

Sì dell’Aula all’Odg che differisce di 12 mesi i provvedimenti di revisione della rete consolare non ancora formalmente deliberati

Respinta la mozione Micheloni che chiedeva il congelamento, sempre per un anno, della rete all’estero ma nella sua configurazione attuale

 

ROMA – Il Senato ha approvato l’ordine del giorno Bettamio che impegna il Governo a promuovere una moratoria volta a differire, per un periodo di 12 mesi, solamente i provvedimenti di revisione della rete consolare non ancora formalmente deliberati dal consiglio di amministrazione del ministero degli Esteri. In questo modo si consentirà lo svolgimento dell’indagine conoscitiva promossa dalla III Commissione del Senato sulla questione. Nell’ordine del Giorno si impegna altresì il Governo a realizzare la prima istallazione del sistema telematico per i servizi consolari a distanza anche presso il Consolato generale di Londra, affinché esso divenga il modello per il futuro assetto di tutte le sedi consolari. L’aula ha invece respinto la seconda formulazione della mozione Micheloni che chiedeva all’esecutivo di promuovere nell’immediato un differimento di 12 mesi del piano di ristrutturazione e razionalizzazione presentato dal ministero degli Esteri, congelando la rete consolare nella sua attuale situazione.

I dibattito si è aperto con l’intervento del senatore Claudio Micheloni, eletto con il Pd nella ripartizione Europa, che ha precisato di aver riformulato la mozione in esame accogliendo la richiesta, avanzata da un rappresentante del Gruppo della Lega Nord, di limitare la moratoria a 12 mesi invece dei 30 precedentemente richiesti. “Tuttavia, - ha aggiunto Micheloni - non possiamo accogliere, quanto proponeva il governo in merito ad una moratoria solo sulle decisioni future. Una moratoria vuol dire congelare lo stato della rete consolare fino alla conclusione dell’indagine conoscitiva promossa dal Parlamento. Un lavoro che portano avanti congiuntamente le Commissioni di Camera e Senato. Gianpaolo Bettamio (Pdl) ha invece parlato dell’ordine del giorno sottolineando come la questione non sia quella di congelare la rete all’estero, ma di valutare positivamente anche con approfondimenti successivi  i provvedimenti di revisione della rete consolare nel suo complesso, formalmente non ancora deliberati dal consiglio d'amministrazione del ministero degli Esteri. “Siamo del parere – ha proseguito Bettamio - che una moratoria di dodici mesi potrebbe comunque aiutare il lavoro che stiamo facendo, escludendo però ogni tipo di congelamento della rete consolare. In questo modo si potrebbe confermare la realizzazione della prima installazione del sistema telematico per i Servizi consolari a distanza anche presso il consolato generale di Londra e, soprattutto, tener conto dell’esito dell’indagine conoscitiva avviata dalle Commissioni Esteri delle due Camere”. In favore dell’Ordine del Giorno si è schierato anche Alberto Filippi della Lega Nord che ha sottolineato la necessità di tener conto dei provvedimenti di chiusura dei consolati già esecutivi, anche in considerazione dei tagli di spesa recati da tali misure. “Per questa ragione – ha spiegato Filippi - e nonostante le modifiche apportate, il Gruppo Lega Nord Padania non può dunque votare a favore della mozione Micheloni”.

“Non è possibile accedere alla richiesta di congelare la rete consolare alla situazione attuale, - ha spiegato il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica - perché sono stati già adottati degli atti amministrativi su cui il Parlamento non può intervenire”. Mantica ha inoltre ricordato come il processo di razionalizzazione della rete consolare sia stato avviato nel 2009, con il pieno coinvolgimento del Parlamento e del Cgie. “Alla base della polemica politica – ha proseguito il sottosegretario - ci sono due diverse concezioni della razionalizzazione della rete consolare: quella del Governo improntata ad un’ottica riformista e quella delle opposizioni caratterizzata da una totale chiusura a ogni innovazione. Il processo in atto prevede infatti di trasferire alcune spese fisse in investimenti in informatica”. Mantica ha inoltre segnalato come analoghe revisioni della rete consolare siano state portate avanti anche da altri Paesi, senza quelle proteste, da parte delle relative cittadinanze, che invece si sono verificate nel caso italiano. Il sottosegretario ha inoltre evidenziato come si stia parlando di razionalizzazione della rete e non di semplici chiusure.  “Faccio presente – ha puntualizzato - che abbiamo chiuso tre consolati in Belgio, che è grande come il Lazio e che aveva cinque consolati. Stiamo chiudendo un consolato in Svizzera, che si trova a 40 chilometri da un altro consolato. Non abbiamo quindi operato su distanze di migliaia di chilometri o di ore di volo. O dunque si accetta il ragionamento della razionalizzazione e si misura l’efficienza dei servizi, oppure,  evidentemente, non ci sono spazi di mediazione. Alla luce di queste riflessioni Mantica ha espresso, a nome del Governo, parere contrario sulla mozione Micheloni ed ha accolto l’Ordine del giorno.  Dopo l’intervento del senatore Elio Massimo Palmizio (Io Sud) che ha annunciato il voto contrario del suo gruppo alla mozione Micheloni ed ha appoggiato l’Odg presentato da Bettamio, Stefano Pedica (Idv) si è detto favorevole alla moratoria e la congelamento della situazione attuale proposta da Micheloni. Per Pedica tale proposta ha lo scopo di addivenire ad un progetto condiviso di profonda riforma ed “è volta a rappresentare gli interessi dell’Italia nel mondo e a tutelare i cittadini italiani residenti all’estero, garantendo una rete di servizi consolari funzionale ed efficiente. In molti casi, - prosegue Pedica - l’organizzazione e la presentazione degli uffici di rappresentanza all’estero può condizionare la promozione delle politiche turistiche verso l’Italia, mentre il piano di ristrutturazione proposto dal Governo, prevedendo la chiusura di sedi importanti, rischia di peggiorare considerevolmente la funzionalità della rete consolare, già in forte difficoltà”.

Anche Mirella Giai (Maie) ha segnalato l’appoggio del suo gruppo alla mozione Micheloni. La senatrice, eletta nella ripartizione America Meridionale, ha ricordato come  la rete consolare svolga un ruolo fondamentale tra le comunità italiane residenti all’estero, garantendo loro servizi amministrativi, e promuovendone lo sviluppo economico, culturale e scientifico. “La rete diplomatico-consolare italiana – ha affermato la Giai - primeggia tra quelle degli altri Paesi europei, ma a tale estensione non corrisponde un’adeguata dotazione di risorse umane, che andrebbe dunque implementata, anche ricorrendo, con la necessaria ponderazione, a personale a contratto”.

Segnaliamo infine l’intervento del senatore del Pdl Raffaele Fantetti, eletto nella ripartizione Europa, che ha illustrato le ragioni del voto contrario del Pdl alla mozione Micheloni. “Il problema della ristrutturazione della rete consolare – ha spiegato Fantetti - è molto sentito dalle comunità italiane nel mondo, perché è proprio attraverso di essa che vengono mantenuti stretti legami con la madrepatria. Vi è tuttavia tra gli italiani all’estero la consapevolezza dell’esigenza di una sua razionalizzazione dovuta alla riduzione della spesa pubblica, resa necessaria dalla crisi economica. Peraltro, non credendo nell’onnipresenza dello Stato i cui costi gravano sui contribuenti, il Popolo della Libertà non ritiene di basare il proprio giudizio su considerazioni di ordine quantitativo, ma sulla qualità dei servizi resi. Inoltre, - ha concluso Fantettti - qualsiasi ipotesi di ristrutturazione della rete consolare sarebbe vana se si limitasse agli aspetti logistici e all’apertura e chiusura di sedi, senza prevedere la valorizzazione della dignità e della carriera del personale impiegato. (Inform)

 


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