SENATO DELLA REPUBBLICA
Sì dell’Aula all’Odg che differisce
di 12 mesi i provvedimenti di revisione della rete consolare non ancora formalmente
deliberati
Respinta la mozione Micheloni
che chiedeva il congelamento, sempre per un anno, della rete all’estero ma
nella sua configurazione attuale
ROMA – Il Senato ha approvato l’ordine del giorno Bettamio che impegna il Governo a promuovere una moratoria volta a differire, per un periodo di 12 mesi, solamente i provvedimenti di revisione della rete consolare non ancora formalmente deliberati dal consiglio di amministrazione del ministero degli Esteri. In questo modo si consentirà lo svolgimento dell’indagine conoscitiva promossa dalla III Commissione del Senato sulla questione. Nell’ordine del Giorno si impegna altresì il Governo a realizzare la prima istallazione del sistema telematico per i servizi consolari a distanza anche presso il Consolato generale di Londra, affinché esso divenga il modello per il futuro assetto di tutte le sedi consolari. L’aula ha invece respinto la seconda formulazione della mozione Micheloni che chiedeva all’esecutivo di promuovere nell’immediato un differimento di 12 mesi del piano di ristrutturazione e razionalizzazione presentato dal ministero degli Esteri, congelando la rete consolare nella sua attuale situazione.
I dibattito si è aperto con l’intervento del senatore Claudio Micheloni, eletto con il Pd nella ripartizione Europa, che ha precisato di aver riformulato la mozione in esame accogliendo la richiesta, avanzata da un rappresentante del Gruppo della Lega Nord, di limitare la moratoria a 12 mesi invece dei 30 precedentemente richiesti. “Tuttavia, - ha aggiunto Micheloni - non possiamo accogliere, quanto proponeva il governo in merito ad una moratoria solo sulle decisioni future. Una moratoria vuol dire congelare lo stato della rete consolare fino alla conclusione dell’indagine conoscitiva promossa dal Parlamento. Un lavoro che portano avanti congiuntamente le Commissioni di Camera e Senato. Gianpaolo Bettamio (Pdl) ha invece parlato dell’ordine del giorno sottolineando come la questione non sia quella di congelare la rete all’estero, ma di valutare positivamente anche con approfondimenti successivi i provvedimenti di revisione della rete consolare nel suo complesso, formalmente non ancora deliberati dal consiglio d'amministrazione del ministero degli Esteri. “Siamo del parere – ha proseguito Bettamio - che una moratoria di dodici mesi potrebbe comunque aiutare il lavoro che stiamo facendo, escludendo però ogni tipo di congelamento della rete consolare. In questo modo si potrebbe confermare la realizzazione della prima installazione del sistema telematico per i Servizi consolari a distanza anche presso il consolato generale di Londra e, soprattutto, tener conto dell’esito dell’indagine conoscitiva avviata dalle Commissioni Esteri delle due Camere”. In favore dell’Ordine del Giorno si è schierato anche Alberto Filippi della Lega Nord che ha sottolineato la necessità di tener conto dei provvedimenti di chiusura dei consolati già esecutivi, anche in considerazione dei tagli di spesa recati da tali misure. “Per questa ragione – ha spiegato Filippi - e nonostante le modifiche apportate, il Gruppo Lega Nord Padania non può dunque votare a favore della mozione Micheloni”.
“Non è possibile
accedere alla richiesta di congelare la rete consolare alla situazione attuale,
- ha spiegato il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica - perché sono
stati già adottati degli atti amministrativi su cui il Parlamento non può
intervenire”. Mantica ha inoltre ricordato come il processo di razionalizzazione
della rete consolare sia stato avviato nel 2009, con il pieno coinvolgimento
del Parlamento e del Cgie. “Alla base della polemica
politica – ha proseguito il sottosegretario - ci sono due diverse concezioni
della razionalizzazione della rete consolare: quella del Governo improntata
ad un’ottica riformista e quella delle opposizioni caratterizzata da una totale
chiusura a ogni innovazione. Il processo in atto prevede infatti di trasferire
alcune spese fisse in investimenti in informatica”. Mantica ha inoltre segnalato
come analoghe revisioni della rete consolare siano state portate avanti anche
da altri Paesi, senza quelle proteste, da parte delle relative cittadinanze,
che invece si sono verificate nel caso italiano. Il sottosegretario ha inoltre
evidenziato come si stia parlando di razionalizzazione della rete e non di
semplici chiusure. “Faccio presente – ha puntualizzato - che abbiamo
chiuso tre consolati in Belgio, che è grande come il Lazio e che aveva cinque
consolati. Stiamo chiudendo un consolato in Svizzera, che si trova a
Anche Mirella
Giai (Maie) ha segnalato l’appoggio del suo gruppo alla mozione
Micheloni. La senatrice, eletta nella ripartizione
America Meridionale, ha ricordato come la rete consolare svolga un ruolo
fondamentale tra le comunità italiane residenti all’estero, garantendo loro
servizi amministrativi, e promuovendone lo sviluppo economico, culturale e
scientifico. “La rete diplomatico-consolare italiana – ha affermato
Segnaliamo infine
l’intervento del senatore del Pdl Raffaele Fantetti, eletto nella ripartizione Europa, che ha illustrato
le ragioni del voto contrario del Pdl alla mozione
Micheloni. “Il problema della ristrutturazione della
rete consolare – ha spiegato Fantetti - è molto
sentito dalle comunità italiane nel mondo, perché è proprio attraverso di
essa che vengono mantenuti stretti legami con la madrepatria. Vi è tuttavia
tra gli italiani all’estero la consapevolezza dell’esigenza di una sua razionalizzazione
dovuta alla riduzione della spesa pubblica, resa necessaria dalla crisi economica.
Peraltro, non credendo nell’onnipresenza dello Stato i cui costi gravano sui
contribuenti, il Popolo della Libertà non ritiene di basare il proprio giudizio
su considerazioni di ordine quantitativo, ma sulla qualità dei servizi resi.
Inoltre, - ha concluso Fantettti - qualsiasi ipotesi
di ristrutturazione della rete consolare sarebbe vana se si limitasse agli
aspetti logistici e all’apertura e chiusura di sedi, senza prevedere la valorizzazione
della dignità e della carriera del personale impiegato. (