INFORM - N. 101 - 25 maggio 2011


SENATO DELLA REPUBBLICA

Riforma Comites e Cgie, le dichiarazioni di voto

Contrari Idv (Pedica), Maie (Giai), Pd (Tonini); favorevoli Ln (Filippi), Pdl (Bettamio) e Coesione nazionale-Io Sud (Palmizio)

 

ROMA – Il disegno di legge che riforma gli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero è stato approvato stamani al Senato al termine di una discussione generale avviata ieri in Aula.

Hanno dichiarato il parere favorevole al provvedimento, presentato dal relatore Oreste Tofani (Pdl), i gruppi del Pdl, Lega Nord e di Coesione Nazionale-Noi Sud, mentre si sono dichiarati contrari Italia dei Valori, il gruppo che include il Movimento Associativo Italiani all’’Estero e il Pd.

Per Idv ha espresso parere contrario al ddl Stefano Pedica, che ha ribadito la posizione su Comites e Cgie già espressa nel corso del dibattito generale, sottolineando come a suo avviso l’approvazione degli emendamenti non faccia altro che “aumentare la confusione” sulla materia, definendo l’esito della discussione come “un’ennesima occasione mancata”. “Il testo in esame è la dimostrazione di come questo non sia il modo per migliorare la rappresentanza e l’immagine stessa del nostro Paese e dei nostri concittadini all’estero. Ribadisco che sarebbe necessario ricominciare da capo con maggiore attenzione, con più diligenza, - ha affermato Pedica, - attraverso la predisposizione di un tavolo cui possano sedersi anche i rappresentanti di Cgie e Comites per giungere ad una soluzione condivisa e non imposta dall’alto” sul sistema di rappresentanza.

Dure critiche vengono espresse da Mirella Giai, eletta nella ripartizione America meridionale per il Maie, dichiarando la contrarietà del gruppo al provvedimento, di cui ha segnalato la lungaggine dei lavori parlamentari. “Oggi, a distanza di due anni dall’inizio della discussione, ci accingiamo ad approvare modifiche che regolano la vita di Comites e Cgie per renderli, a dire della maggioranza, più consoni ai tempi attuali. Tuttavia ritengo – dice la Giai – che questo ddl abbia stravolto completamente la struttura delle leggi riferite ai Comites e al Cgie e ciò mi ha spinto a ritirare tutti gli emendamenti a mia firma”. L’esponente del Maie giudica il provvedimento “non una riorganizzazione, ma una vera e propria disposizione”, che non condivide. Tra i punti critici segnalati, la riduzione del numero dei Comites “che a mio avviso – dice la Giai - creerebbe una frattura tra rappresentanza di base e territorio, con conseguente possibilità per ogni cittadino di non partecipare più realmente alla vita della comunità”. L’esponente del Maie parla anche di “inspiegabile penalizzazione del mondo associativo” e non capisce perché non siano più previsti “i pareri dei Comites, quando invece si chiedeva di intervenire per renderli quanto più incidenti”. Questo testo inoltre “entrerebbe in collisione con l’orientamento della grande maggioranza del Cgie e della quasi totalità dei Comites e accentuerebbe, in modo forse irreversibile, il distacco già evidente verso gli istituti di rappresentanza e le nostre collettività all’estero”. Anche l’ultimo rinvio in Commissione viene ricondotto ad un “intento del governo, con le sue continue e complicate azioni, di portare a termine la propria volontà scoraggiando così i nostri connazionali”. La Giai si augura dunque che alla Camera “l’argomento possa venire trattato con maggiore interesse e soprattutto con una più precisa e approfondita discussione”, ribadendo la “necessità di modificare le attuali leggi e non complicare e riscrivere le pagine che hanno permesso un importante processo di sviluppo alla partecipazione attiva da parte della collettività italiana nel mondo”.

Parere favorevole viene espresso invece per il gruppo Coesione nazionale-Io Sud da Elio Massimo Palmizio, che definisce il ddl “il miglior compromesso raggiungibile in quest’Aula e in Commissione affari esteri”, sottolineando l’introduzione in esso di “fattori estremamente importanti, come la certezza sul voto postale degli italiani all’estero tramite l’allegamento dei documenti e la firma del certificato elettorale”.

Favorevole anche il gruppo leghista con Alberto Filippi, che afferma: “non si è arrivati alla perfezione ma si è sicuramente andati nella giusta direzione” sulla materia.

Giorgio Tonini, pur ritenendo quella di questi due giorni “una buona pagina di lavoro parlamentare”, dichiara il parere contrario del Pd al ddl, precisando come quest’ultimo non sia “un provvedimento tra i tanti, ma un provvedimento che ha a che fare con regole e istituzioni importanti per la nostra democrazia come quelle che si occupano della partecipazione degli italiani all’estero, di quella comunità italiana che non è in Italia e che è una delle ricchezze importanti del nostro Paese”. Tra gli aspetti positivi della riforma, egli menziona “la certezza del voto e un impianto che cerca di essere innovativo del Consiglio generale, con l’ambizione di dargli nuovo respiro e nuovo ruolo”. Tuttavia permangono criticità come la soglia necessaria alla costituzione dei Comites, che Tonini ritiene troppo alta, mentre troppo bassa sarebbe la soglia per la partecipazione delle liste che concorrono alla sua elezione. “E’ previsto un solo Comites per circoscrizione, mentre avremmo preferito un’articolazione più ampia. Inoltre, mentre abbiamo condiviso la valorizzazione delle Regioni, non possiamo condividere la mortificazione e la sostanziale espulsione dagli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero di tutto quel mondo che fa riferimento all’associazionismo e ai patronati - prosegue Tonini, - con norme di incompatibilità sui Comites e con il rifiuto di prevedere almeno una rappresentanza senza diritto di voto di questi mondi nel Consiglio generale”.

Non condivide le critiche formulate dall’esponente democratico Giampaolo Bettamio (Pdl), che sottolinea come “con questo disegno di legge si sia fornita una prima sistemazione, anche provvisoria, a queste organizzazioni”, risolvendo alcuni punti critici, come la certezza del voto per corrispondenza, lungamente discussa in Commissione.

“E’ stato approvato in sostanza un buon provvedimento – afferma Bettamio, - una prima stesura di un regolamento giuridico di convenienza e opportunità politica, che potrà essere apprezzato dai nostri concittadini all’estero”. Avanzando la possibilità di effettuare ancora aggiustamenti nel corso dell’iter parlamentare, l’esponente del Pdl giudica quale “nodo fondamentale da risolvere, il ripensamento della legge che disciplina l’elezione dei nostri parlamentari all’estero”. “Un’idea che non riflette quella della maggioranza del gruppo cui appartengo – conclude Bettamio – ma su cui occorrerà tornare”. (V. P.- Inform)

 


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