ESULI
Forum Giovani ANVGD, a Rimini le seconde
e terze generazioni per il futuro del ricordo
ROMA - Si è aperto venerdì 20 maggio ed è proseguito nelle giornate di sabato 21 e domenica 22 il Forum dei giovani discendenti degli esuli giuliani e dalmati convocato a Rimini per un rinnovato confronto sui temi della conservazione e della divulgazione della storia ereditata dalla prima generazione. L’invito dei promotori del Forum è stato accolto da giovani giunti numerosi da ben 12 Regioni italiane (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Molise e Puglia) animati dal vivo interesse per un impegno che li coinvolga e li renda testimoni a loro volta.
Il primo appuntamento, la mattina di sabato 21, “Portatori di identità” con i saluti e gli interventi del vice presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD) Marino Segnan, del delegato ANVGD per il mondo giovanile Pietro Cerlienco e dello storico Guglielmo Salotti. Ma la giornata è entrata nel vivo nel pomeriggio, con l’incontro “Comunicare, confrontarsi, costruire: il nostro futuro è adesso”, nel corso del quale sono intervenuti i giovani presenti.. Un intermezzo di forte impatto emotivo è venuto dal collegamento audio video via Skype con Herat, in Afganistan, dove opera Filippo Odair Marcato Guimaraes, iscritto al Comitato provinciale ANVGD di Padova.
Il segretario nazionale Fabio Rocchi ha presentato il programma del Triangolare del Ricordo, in calendario a Roma il prossimo 21 settembre allo Stadio dei Marmi, che vedrà scendere in campo, per la prima volta dopo l’esodo, le storiche squadre del Grion Pola, della Fiumana e del Dalmazia, nelle quali giocheranno i giovani discendenti degli esuli. Patrizia C. Hansen ha illustrato quanto il Gruppo di lavoro sul confine orientale istituito presso il MIUR ha conseguito in ormai due anni di incontri tra le associazioni degli esuli e i vertici del dicastero in relazione all’insegnamento della storia giuliana e dalmata nelle scuole italiane e al suo corretto inserimento nei libri di testo.
Sono quindi intervenuti molti dei giovani presenti. Quasi tutti si sono pronunciati a favore del dialogo e dell’interazione con le comunità italiane d’oltre confine, con le quali è indispensabile immaginare iniziative convergenti nel nome della conservazione della cultura e della lingua italiane nei territori oggi a sovranità slovena e croata, soprattutto in considerazione dei radicali mutamenti storici degli ultimi decenni e dell’avvento, anche in quelle comunità, di seconde e terze generazioni estranee agli eventi più tragici del passato.
Dedicata ad un
bilancio conclusivo la sessione di domenica mattina. Al vice presidente Segnan
il compito di commentare e rilanciare le proposte pervenute, una delle quali
è di convocare il Forum Giovani