INFORM - N. 99 - 23 maggio 2011
ASSEMBLEA PLENARIA CGIE
Le relazioni delle Commissioni tematiche concludono l’ultima
sessione di lavori
Gli interventi di Mario Tommasi, Franco Siddi, Antonio
Inchingoli, Carlo Erio, Maria Rosa Arona, Pasquale Nestico, di Anna Rüdenberg
per il Gruppo Donne e di Dino
Nardi per la rete consolare
TORINO – Le relazioni
delle Commissioni tematiche del Cgie hanno chiuso venerdì scorso l’ultima mattinata
di lavori dell’assemblea plenaria del Consiglio generale ospitata a Torino.
Un riepilogo delle problematiche più avvertite dalle collettività, che il Cgie
instancabilmente segnala sollecitando istituzioni e governo ad una presa di
posizione in merito.
Un invito a proseguire
l’impegno svolto negli ultimi anni è stato rivolto all’assemblea da Mario Tommasi,
presidente della Commissione Diritti civili, politici e partecipazione, che
ha ribadito la contrarietà di Commissione e Cgie alla proposta di riforma Tofani
degli organismi di rappresentanza “perché in essa non si tiene alcun conto –
ha detto - dei suggerimenti avanzati da tempo sul tema dal Consiglio generale”.
“Apprezzo le aperture qui annunciate da esponenti della maggioranza al governo,
mi auguro che siano reali e che non si tratti di demagogia – ha aggiunto Tommasi,
richiamando le proposte formulate in merito già nel luglio 2010, “proposte –
dice – su cui valuteremo la concreta apertura di un dialogo”. Tra le altre criticità
segnalate, l’aggiornamento delle anagrafi consolari, questione su cui gli stessi
comuni italiani vengono richiamati ad una maggiore solerzia e le chiusure già
attuate delle sedi consolari all’estero, rispetto a cui si ritiene debba intervenire
la moratoria in discussione al Senato.
Sulla riforma
Tofani intervengono anche Tommaso Conte (Germania) che richiama l’assemblea
a formulare una proposta che riguardi in particolare la composizione del Cgie,
mentre Ricardo Buttazzi (Argentina) lamenta con
veemenza le ingerenze della politica sul mondo degli italiani
all’estero. “Da quando sono al Cgie mi trovo costretto, mio malgrado, ad assistere
a tentativi di demolire gli italiani all’estero da parte di coloro che non fanno
parte di questa realtà, o non la conoscono – afferma. – Quando e da chi potremmo
dire di essere rappresentati veramente?”
Franco Siddi,
presidente della Commissione Informazione
e comunicazione, segnala le criticità del settore in attesa di una riforma “promessa
da anni ma che al momento resta lettera morta”, mentre l’informazione “subisce
una pesante ingerenza da parte dei pubblici poteri che ne limita la libertà
e la ricchezza delle espressioni”. Pesantemente in difficoltà anche la stampa
italiana all’estero, che ha subito l’anno scorso una decurtazione del 50% dei
contributi ad essa destinati, “decurtazione che è stata poi riveduta, ma nei
fatti - lamenta Siddi - le testate italiane all’estero stanno ancora aspettando
il reintegro dei fondi stabilito”. Siddi segnala come tale situazione non possa
non incidere pesantemente su un settore già in sofferenza, ripercuotendosi,
oltre che sui progetti editoriali, anche sulla condizione lavorativa di numerosi
giornalisti, e chiede al Mae “un intervento urgente per ripristinare la certezza
del diritto e fare in modo che i contributi legittimamente maturati siano assegnati”.
Una richiesta che la Direzione generale per
gli italiani all’estero e le politiche migratorie mostra di comprendere, pur
richiamando la competenza in merito del Dipartimento dell’editoria della Presidenza
del consiglio dei ministri. Grazie al confronto con la Commissione, il Cgie
ha provveduto inoltre ad inviare una lettera per sollecitare la puntuale informazione
dei connazionali all’estero sul referendum, affidata a Rai Parlamento, mentre
ulteriori sforzi sono stati compiuti per mettere a disposizione dei giornali
all’estero materiale e notizie delle principali agenzia di stampa nazionali.
Antonio Inchingoli,
presidente della Commissione Stato Regioni Province autonome e Cgie, ha ricordato
quanto sia prezioso il lavoro concordato con le Regioni per l’attuazione di
interventi destinati alle collettività all’estero. “E’ necessario riprendere
il lavoro per concretizzare gli impegni assunti nel documento finale dell’ultima
Conferenza Stato Regioni e Cgie – ha detto Inchingoli, confermando la disponibilità
della Commissione da lui presieduta a rinnovare i contatti con le Regioni e
le consulte delegate ai rapporti con i corregionali all’estero proprio per dare
effettivo seguito ai lavori della Conferenza.
Un resoconto delle
problematiche segnalate dalle collettività all’estero in seguito alla messa
in atto del piano di riorganizzazione delle rete diplomatico-consolare è stato
presentato da Dino Nardi,
che lamenta “l’impoverimento quantitativo e qualitativo della rete, processo
di cui registriamo una preoccupante impennata negli ultimi anni”. Nardi ricorda
le manifestazioni di protesta che hanno accompagnato i provvedimenti di riorganizzazione,
segnalando come le nuove tecnologie non possano garantire tutti i servizi all’utenza,
specie se si pensa alla fascia di popolazione più anziana, che non ha familiarità
con internet. Per questo egli ribadisce la necessità di privilegiare comunque
la presenza delle sedi sul territorio, l’adozione di soluzioni come quella del
funzionario itinerante, il potenziamento della rete dei corrispondenti consolari
e degli uffici consolari onorari, il coinvolgimento dei Comites nella ricerca
di soluzioni alle problematiche riscontrate e l’attuazione della convenzione
tra Mae e patronati.
Sulla necessità
di non disperdere il lavoro fatto per promuove la partecipazione dei giovani
alle attività associative e negli organismi di rappresentanza degli italiani
all’estero ritorna Carlo Erio, presidente della Commissione Nuove migrazioni
e generazioni nuove, che segnala come lo stesso associazionismo risulti vitale
anche per l’aggregazione delle giovani generazioni. “A partire dalla Prima Conferenza
dei Giovani italiani
nel mondo, sempre più ragazzi hanno deciso di riunirsi in gruppi,
creando una rete di partecipazione che richiede da parte nostra la costruzione
di un dialogo concreto – ha detto Erio. – I giovani italiani non dimenticano
la loro identità, ma ora attendono solo che si tenda loro una mano perché possano
rinsaldare adesso il legame con la terra di origine, senza attendere che siano
invece i loro figli o nipoti a farlo”.
Maria Rosa Arona
e Pasquale Nestico, rispettivamente presidenti della Commissione Sicurezza e
tutela sociale e di quella per la Tutela sanitaria, hanno illustrato le difficoltà
di assistenza diretta e indiretta che in particolare i tagli di risorse hanno
determinato a danno delle fasce più deboli delle collettività italiane all’estero.
La prima si è soffermata in particolare sulle difficoltà lamentate dai pensionati
italiani per l’accertamento dell’esistenza in vita richiesto dall’Inps presso
gli sportelli Wester Union, problematiche esposte nel corso della plenaria anche
a funzionari dell’Inps presenti. Nestico ha espresso preoccupazione per la crescente
riduzione dell’intervento italiano nel supporto all’assistenza sanitaria dei
connazionali all’estero. “Abbiamo più volte chiesto ai nostri parlamentari di
ripristinare gli stanziamenti destinati a questi capitoli di spesa – ha detto
– ma non otterremo risultati sino a che tutti gli eletti all’estero non faranno
quadrato sulla questione”. Insieme ai due presidenti di Commissione, Roberto
Volpini (Acli) e Gianfranco Gazzola (Svizzera) hanno chiesto all’assemblea di
mettere in campo iniziative utili a condurre un monitoraggio delle esigenze
assistenziali dei cittadini italiani all’estero, sino a giungere all’organizzazione
di una conferenza sullo stato sociale degli italiani all’estero entro la fine
del 2011. Un’iniziativa appoggiata anche dal Gruppo donne del Cgie, coordinato
da Anna Pompei Rüdenberg. Quest’ultima ha relazionato sull’importanza di questa
componente fondamentale dell’emigrazione italiana, spesso trascurata, veicolo
di trasmissione dell’identità e dei valori alle nuove generazioni di connazionali,
oltre che di conservazione e trasmissione della lingua italiana. Una componente
di cui sono stati anche forniti elementi utili per comprendere il livello di
integrazione raggiunto nei Paesi di accoglienza. Dati che hanno consentito per
contrasto di evidenziare criticità ancora presenti nel grado di partecipazione
femminile alla vita politica e sociale del nostro Paese. Per evitare un ulteriore
prolungamento dei lavori oltre i tempi, il presidente della Commissione Formazione,
impresa, lavoro e cooperazione,
Franco Santellocco, ha rinviato la lettura della sua relazione. (Viviana Pansa
– Inform)