ASSEMBLEA PLENARIA CGIE
La partecipazione degli italiani all’estero ai referendum
Agli interrogativi avanzati dal vice
TORINO – Si è soffermato sulla partecipazione dei connazionali all’estero al voto nel prossimo referendum Andrea Amaro, riferendo sui lavori della Commissione di nomina governativa di cui egli è presidente, nella mattinata conclusiva dell’assemblea plenaria del Cgie a Torino.
Amaro ha espresso preoccupazione per il ritardo nell’informazione relativa allo svolgimento della consultazione referendaria, un ritardo aggravato anche dall’incertezza sui quesiti che verranno sottoposti agli aventi diritto, dal momento che ancora si attende il pronunciamento della Cassazione sulla domanda relativa al ricorso all’energia nucleare in Italia. “La relazione di governo non ci ha dato elementi su questo punto, non sappiamo se è già stata avviata la stampa delle schede all’estero – prosegue il consigliere, evidenziando l’importanza di queste questioni “dal momento che il voto dei connazionali nel mondo concorre a fissare la soglia del quorum che renderà valido l’esito della consultazione”. I residenti all’estero sono inoltre chiamati ad esprimere il loro voto prima di coloro che in Italia si recheranno alle urne (il 12 e 13 giugno) e il timore di Amaro è “che questo Cgie si chiuda senza che si sia venuti a conoscenza di elementi in più” sulla questione.
Ribadendo la contrarietà
della Commissione da lui presieduta alla riforma Tofani riguardante gli organismi
di rappresentanza degli italiani all’estero, Amaro si dice “sorpreso” dell’ipotesi
di un incontro tra
Carla Zuppetti, direttore generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie del Mae, ha chiarito come la “macchina organizzativa” sia stata messa in moto in vista della consultazione referendaria subito dopo la pubblicazione del decreto relativo in Gazzetta Ufficiale, il 4 aprile scorso, e proceda su tutti i 4 quesiti, in attesa del pronunciamento della Cassazione.
Il direttore ha
confermato inoltre il via libera dato dal Mae alla stampa delle schede presso
le sedi all’estero, in anticipo rispetto al termine previsto del 17 maggio,
e l’avvio delle prime due fasi di informazione sulla consultazione (su siti
e organi di stampa e attraverso trasmissioni televisive, come alcune puntate
dedicate di “Sportello Italia” su