INFORM - N. 99 - 23 maggio 2011


ASSEMBLEA PLENARIA CGIE

La partecipazione degli italiani all’estero ai referendum

Agli interrogativi avanzati dal vice segretario Andrea Amaro in merito ad una adeguata preparazione della consultazione referendaria all’estero risponde il direttore generale del Mae per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie Carla Zuppetti

 

TORINO – Si è soffermato sulla partecipazione dei connazionali all’estero al voto nel prossimo referendum Andrea Amaro, riferendo sui lavori della Commissione di nomina governativa di cui egli è presidente, nella mattinata conclusiva dell’assemblea plenaria del Cgie a Torino.

Amaro ha espresso preoccupazione per il ritardo nell’informazione relativa allo svolgimento della consultazione referendaria, un ritardo aggravato anche dall’incertezza sui quesiti che verranno sottoposti agli aventi diritto, dal momento che ancora si attende il pronunciamento della Cassazione sulla domanda relativa al ricorso all’energia nucleare in Italia. “La relazione di governo non ci ha dato elementi su questo punto, non sappiamo se è già stata avviata la stampa delle schede all’estero – prosegue il consigliere, evidenziando l’importanza di queste questioni “dal momento che il voto dei connazionali nel mondo concorre a fissare la soglia del quorum che renderà valido l’esito della consultazione”. I residenti all’estero sono inoltre chiamati ad esprimere il loro voto prima di coloro che in Italia si recheranno alle urne (il 12 e 13 giugno) e il timore di Amaro è “che questo Cgie si chiuda senza che si sia venuti a conoscenza di elementi in più” sulla questione.

Ribadendo la contrarietà della Commissione da lui presieduta alla riforma Tofani riguardante gli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero, Amaro si dice “sorpreso” dell’ipotesi di un incontro tra la VI Commissione tematica Stato, Regioni, Province autonome e Cgie e il presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero del Senato, Giuseppe Firrarello, annunciato per discutere del testo della riforma. Ritiene infatti che la questione riguardi tutto il Cgie, anche se, nel corso dei lavori, l’ipotesi di un tale incontro viene smentita da Antonio Inchingoli, presidente della VI Commissione. “Credo sia in atto su questo punto una manovra che punta a sfilacciare il confronto con il Cgie, sino a renderlo caricaturale – ammonisce Amaro, ribadendo la necessità di ridiscutere e riformulare il ddl, prima di un suo passaggio in Aula.

Carla Zuppetti, direttore generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie del Mae, ha chiarito come la “macchina organizzativa” sia stata messa in moto in vista della consultazione referendaria subito dopo la pubblicazione del decreto relativo in Gazzetta Ufficiale, il 4 aprile scorso, e proceda su tutti i 4 quesiti, in attesa del pronunciamento della Cassazione.

Il direttore ha confermato inoltre il via libera dato dal Mae alla stampa delle schede presso le sedi all’estero, in anticipo rispetto al termine previsto del 17 maggio, e l’avvio delle prime due fasi di informazione sulla consultazione (su siti e organi di stampa e attraverso trasmissioni televisive, come alcune puntate dedicate di “Sportello Italia” su Rai International). Ha ricordato che l’invio delle schede con i plichi elettorali dovrà essere completato entro il 25 maggio (coloro che non dovessero ricevere il materiale, dovranno richiederlo alla sede consolare di appartenenza entro il 29 maggio), mentre le schede con il voto dovranno pervenire entro le ore 16 del 9 giugno, per il trasporto a Roma il 12. “Gli aventi diritto al voto all’estero sono 3.385.387 – segnala Carla Zuppetti, – un 8% in più rispetto al 2009, e 147 sono i Paesi con cui si sono stabiliti accordi per consentire il voto, per una percentuale del 99,08% sul totale degli elettori. Qualora con sentenza della Cassazione si dovesse riformulare il quesito sul nucleare, si procederà al rinvio della scheda, se invece lo stesso quesito dovesse essere eliminato dalla consultazione referendaria, le schede relative ad esso, una volta giunte in Italia, non verranno scrutinate”. Il direttore ha inoltre quantificato la disponibilità dei fondi destinati alla consultazione: “secondo un primo calcolo si tratta di 22 milioni di euro, la maggior parte destinati alla stampa delle schede e una percentuale di essi che va dal 5 al 10% dedicata all’informazione”. Per evitare lungaggini, le risorse sono state attinte da fondi in giacenza presso i consolati. (Viviana Pansa – Inform)

 


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