ASSEMBLEA PLENARIA CGIE
Gli interventi dei parlamentari presenti all’ultima mattinata
di lavori
Gianni Farina, Laura Garavini, Franco Narducci e Fabio
Porta sulle politiche per gli italiani all’estero. Annunciata “battaglia”
alla Camera per la modifica del ddl “Tofani” sulla riforma di Comites e Cgie
TORINO – I parlamentari eletti all’estero per il Partito democratico Gianni Farina, Laura Garavini, Franco Narducci (ripartizione Europa) e Fabio Porta (ripartizione America meridionale) sono interventi oggi nell’ultima mattinata di lavori dell’assemblea plenaria del Cgie a Torino.
Il richiamo ad una maggior attenzione nei confronti dei connazionali all’estero e un’analisi delle questioni più urgenti su cui si sono concentrati anche i lavori della plenaria – riforma di Comites e Cgie in primis – hanno costituito i punti salienti delle loro riflessioni.
Un riforma
“che non rientra nelle priorità delle nostre collettività all’estero - ha
affermato Farina, ricordando la recente modifica normativa che ha già coinvolto
i Comites nel
Laura Garavini
esprime invece “sgomento” per i contenuti della relazione del sottosegretario
al Mae Alfredo Mantica e per l’atteggiamento dimostrato da quest’ultimo: “si
cerca di mettere gli uni contro gli altri parlamentari e Cgie, Comites e Cgie,
organismi di rappresentanza e italiani all’estero, mentre – dice - negli ultimi
mesi ciò che è emerso è stata piuttosto la compattezza di tutte queste realtà
nell’esprimere contrarietà alla proposta di legge Tofani”. Una contrarietà
appoggiata anche dal Pd nel corso del convegno organizzato alcune settimane
fa in occasione di un’iniziativa organizzata per il 150° anniversario dell’Unità
d’Italia. Secondo
Laura Garavini conclude il suo intervento ricordando la legge sugli incentivi fiscali elaborata per favorire il rientro in Italia di giovani professionisti e ricercatori, “una legge proposta dal Pd ma accolta favorevolmente da tutte le componenti del Parlamento e che spero possa trovare avere anche nei lavori del Cgie lo spazio di visibilità che merita”.
Fabio Porta
esprime il suo apprezzamento per i lavori della plenaria: “sono qui dal primo
giorno e sono contento dell’analisi dettagliata che vi ho sentito fare sulla
storia dell’emigrazione e delle collettività italiane all’estero, una vicenda
che poco si conosce, anche nel Parlamento italiano – ha aggiunto Porta, auspicando
un sostegno bipartisan anche alla proposta di legge da lui presentata
per introdurre lo studio dell’emigrazione nelle scuole come materia di studio.
Porta si dice contrario al testo di riforma Tofani, che definisce “un disegno
di normalizzazione e chiusura del capitolo degli italiani all’estero, coerente
con le idee già espresse da Mantica in precedenti occasioni”. “Si pensa erroneamente
che i parlamentari eletti all’estero possano risolvere da soli e miracolosamente
tutti i problemi”, mentre ciascun livello di rappresentanza, per Porta, ha
un preciso compito e significato. “Abbiamo formulato a questa proposta di
legge critiche precise a cui non sono state date però risposte altrettanto
precise – aggiunge il parlamentare democratico. – Riteniamo infatti che essa
non incoraggi la partecipazione dei giovani, disperdendo il potenziale messo
in moto con
Anche Franco
Narducci ribadisce l’importanza del Cgie, “palestra nella quale ho capito
la grande realtà degli italiani all’estero”, richiamando i tempi in cui gli
esponenti delle più diverse estrazioni politiche vi si trovavano per discutere
e “trovare la coesione necessaria a proporre un qualsiasi progetto che coinvolgesse
le nostre comunità”. Per Narducci questo è lo spazio che il Cgie deve poter
recuperare, “per continuare ad avere potere negoziale e la dignità di rappresentare
le nostre collettività nel mondo”. “In un contesto economico già molto difficile,
i connazionali si trovano a scontare anche la disattenzione del governo nei
loro confronti – prosegue Narducci, citando tra le problematiche in campo,
la riorganizzazione della rete consolare. “Mi sono impegnato affinché l’indagine
sulla razionalizzazione fosse di Camera e Senato insieme e ribadisco come
non sia essenziale mantenere la presenza di consolati generali all’estero,
quanto garantire servizi di prossimità ai connazionali – prosegue, mentre
ripercorre i passi che hanno prodotto il rinvio del rinnovo di Comites e Cgie.
“Tutto è nato con un ordine del giorno di Marco Zacchera, presidente del Comitato
per le questioni degli italiani all’estero della Camera, che propose di destinare
i soldi necessari alle elezioni ai corsi di lingua italiana all’estero – afferma
Narducci, ribadendo in questo modo le responsabilità della maggioranza al
governo su questioni così a lungo dibattute nello stesso Cgie. “Il Consiglio
è intervenuto tantissime volte sulla riforma del sistema di rappresentanza,
ma a mio avviso sarebbe stato più utile se i 18 parlamentari eletti all’estero
fossero stati chiamati ad intervenire su una proposta di riforma che provenisse
dall’interno del Cgie – conclude Narducci, ribadendo anche da parte sua l’impegno
alla Camera per apportare modifiche alla riforma Tofani che possano recuperare
i suggerimenti e le proposte più volte formulati dal Consiglio generale. (Viviana
Pansa –