ASSEMBLEA PLENARIA CGIE
Il saluto del neo sindaco di Torino Piero Fassino
“E’ necessario che l’Italia valorizzi le collettività
italiane all’estero nella loro qualità di risorsa straordinaria per il Paese
di origine”
TORINO – Il neo eletto sindaco di Torino, Piero Fassino,
alla vigilia del suo insediamento ufficiale alla guida della città, è intervenuto
oggi pomeriggio all’assemblea plenaria del Cgie
per rivolgere un saluto ai partecipanti e ringraziare il Consiglio di aver
scelto Torino per lo svolgimento dei suoi lavori.
Una scelta che coinvolge la città in un momento importante,
in cui Torino celebra il 150° anniversario dell’Unità nazionale, “con una
forza, un entusiasmo e una partecipazione di cittadini che credo non
abbia eguali in altre parti d’Italia” ha affermato il primo cittadino.
“Il mio augurio è che la città vi accolga nel modo migliore”
ha aggiunto Fassino, anticipando agli ospiti una Torino “molto diversa da
come la immaginate, molto più complessa. Non solo città industriale, ma centro
di servizi finanziari, importante polo universitario con 100 mila studenti,
sui suoi 900 mila abitanti, che hanno a disposizione due atenei di eccellenza”.
Torino è anche “grande capitale della cultura”, ha detto il neo primo cittadino
citando, tra le iniziative attuali più rilevanti, la mostra dedicata ai 150
anni dell’Unità d’Italia alle Officine Grandi Riparazioni in città, e
“Sono lieto di essere al Cgie
perché, tra i ruoli di governo che ho assunto in passato, ho avuto anche la
responsabilità dei rapporti con le collettività residenti all’estero. Il Cgie ha rappresentato in quella fase proprio uno dei miei
interlocutori privilegiati” ha detto Fassino ricordando così una sua esperienza
“molto ricca anche a livello umano, oltre che politico”.
“Torino e il Piemonte sono poi terra di grande emigrazione,
prima che immigrazione” ha aggiunto il primo cittadino richiamando l’esistenza
di numerose collettività di piemontesi residenti alll’estero, che hanno mantenuto “legami profondi con la terra
di origine”, legami che anche con la sua amministrazione si propone di consolidare.
Fassino, proprio in virtù di questa doppia circostanza, si è detto “assolutamente
sensibile alla necessità che l’Italia e le sue istituzioni, sia a livello
centrale che locale, sappiano valorizzare appieno le collettività italiane
nella loro qualità di risorsa straordinaria per il Paese di origine”. Piero
Fassino si è detto inoltre certo che “sia stata superata quella visione dei
connazionali emigrati quale problema nazionale: tutti avvertono nella globalizzazione
quanto le collettività siano invece un ponte straordinario di relazione tra
il nostro Paese e il mondo. Il nostro compito è lavorare affinché questo ruolo
di collegamento venga sempre più consolidato – ha aggiunto - Due sono i nostri
obiettivi, che richiedono un impegno costante: battersi perché i cittadini
italiani non discendenti residenti all’estero siano pienamente integrati nei
Paesi di accoglienza, senza subire alcuna forma di emarginazione o di pregiudizio;
fare in modo che ogni cittadino italiano o suo discendete possa vivere la
propria identità culturale italiana in piena libertà” Due finalità che Fassino
ritiene essere “complementari” e al cui servizio è necessario predisporre
“tutti gli strumenti necessari”. “Occorre battersi per una politica più attenta
nei confronti dei nostri connazionali, una politica meno avara” ha ribadito,
indicando come positivo il fatto che negli ultimi anni anche gli enti locali
abbiano rivolto la loro attenzione ai concittadini residenti fuori dal loro
territorio. Fassino si augura che questo tipo di relazione non resti “episodica
e folcloristica”, ma acquisti piuttosto “costanza e completezza”. (