INFORM - N. 97 - 19 maggio 2011

 


ASSEMBLEA PLENARIA CGIE

Il dibattito della prima sessione pomeridiana

L’intervento del direttore generale dell’Inps Mauro Nori e la mozione di censura al consigliere  Luciano Neri (Pd) per lo scontro con il sottosegretario Mantica

 

ROMA – Dopo le relazioni ufficiali il dibattito della prima giornata del Cgie è stato caratterizzato dall’intervento del direttore generale dell’Inps Mauro Nori che, affrontando le problematiche connesse all’accertamento sull’esistenza in vita dei nostri connazionali all’estero, ha spiegato come il principale problema sia quello della comunicazione fra l’ente previdenziale e i pensionati italiani all’estero. “Le operazioni dell’accertamento dell’esistenza in vita – ha puntualizzato Nori - sono fondamentali per il riconoscimento per i nostri connazionali all’estero. in ogni caso se le comunicazioni bancarie non  fossero arrivate  ai diretti interessati vi sarà tutta la nostra disponibilità a dare ai nostri pensionati la possibilità di dimostrare il loro titolo per poter continuare a percepire la pensione”. Dopo aver dato assicurazioni che si cercheranno nuove forme di controllo per l’esistenza in vita, Nori ha annunciato la sottoscrizione da parte dell’Inps di un nuovo contratto per il pagamento delle pensioni all’estero con la City Bank, e l’avvio della campagna RED per il 2011 con la sospensione delle prestazioni previdenziali per quei soggetti all’estero che non hanno dichiarato i redditi del 2006, 2007 e 2008.  A partire dal secondo semestre 2011 le domande di pensione e di ricostruzione previdenziale dovranno inoltre essere inviate all’Inps per via telematica.  Le domande cartacee saranno comunque accettate fino alla metà del 2012. 

Marco Zacchera (Pdl),  presidente del Comitato per gli Italiani all’estero della Camera, ha sottolineato come, a fronte di un velocissimo cambiamento delle comunità italiane all’estero, In Italia la sensibilità verso le nostre comunità nel mondo sia diminuita. “Il riconoscimento del pieno esercizio del diritto di voto – ha aggiunto Zacchera – forse è arrivato fuori tempo massimo”. 

“Il disegno di legge Tofani – ha affermato il senatore Stefano Pedica (Idv) – non deve passare neanche al Senato in quanto provocherebbe una situazione di stallo. Io ho chiesto con un mio disegno di legge l’azzeramento del Cgie. Allora forse è meglio bocciare l’attuale proposta Tofani ed affrontare il problema dell’azzeramento per sedersi ad un tavolo e guardare al futuro con un’altra ottica .

“Prima di intervenire sul sistema di rappresentanza – ha osservato il vice segretario generale per l’America Latina Francisco Nardelli dopo aver espresso la propria contrarietà alla bozza Tofani - bisognerebbe capire quali rapporti vuole l’Italia con gli italiani all’estero. Cambiamo la rappresentanza una volta acquisito un preciso disegno politico.”

Dopo aver precisato che l’emigrazione tradizionale non è finita, anche il vice segretario generale per i Paesi Anglofoni Silvana Mangione ha sottolineato l’esigenza di bloccare la proposta Tofani,  per arrivare ad una soluzione normativa che tenga conto della futura riforma del Parlamento italiano. La Mangione ha anche auspicato la difesa dei diritti di cittadinanza degli italiani all’estero fatti di prerogative fondamentali, come ad esempio la partecipazione ai referendum.

Dal canto suo il consigliere di nomina governativa Gian Luigi Ferretti si è detto amareggiato e preoccupato per queste proposte di riforme non condivise. “Nel fare la riforma – ha suggerito Ferretti -  si prendano in  considerazione i sistemi di rappresentanza esteri, come ad esempio quello francese. Abolite le provincie in Italia – ha aggiunto - e non depotenziate la rappresentanza italiana all’estero.”

A questo punto del dibattito segnaliamo un duro scontro fra il consigliere di nomina governativa Luciano Neri (Pd) e il sottosegretario agli Esteri Mantica che in quel momento stava lasciando la sala. Un vero è proprio parapiglia che, a seguire, ha portato all’approvazione da parte del Cgie - con 54 voti favorevoli, 9 contrari e due astenuti - di una mozione di censura nei confronti dello stesso Neri.

“Il Consiglio – si legge nel testo - censura il comportamento del consigliere Luciano Neri deplorando il fatto che le dichiarazioni fatte dal diretto interessato abbiano provocato scontri del tutti estranei alla necessità di mantenere la più larga unità del Cgie e un dialogo più sereno e corretto possibile con il Governo ed il Parlamento italiano”.

Alla ripresa del dibattito è intervenuto il consigliere Antonio Inchingoli (Mcl), secondo il quale la riforma Tofani non rappresenta gli interessi delle nostre comunità. Egli ha auspicato una sospensione dell’iter del testo in Senato volta a consentire la revisione della proposta di legge. Dopo le parole di Alberto Bertali (Gran Bretagna) che ha chiesto il confronto intorno ad un tavolo per discutere a viso aperto il programma di chiusura dei consolati, Mariano Gazzola (Argentina) ha posto l’esigenza di difendere all’interno del Cgie, in un momento così difficile, il settore degli italiani all’estero, lasciando da parte le posizioni ideologiche. Gazzola ha anche porto i saluti dei parlamentari del Maie Merlo e Giai e si è detto non soddisfatto della proposta Tofani in quanto portatrice solo di confusione.

“Noi vogliamo una riforma, - ha avvertito Claudio Pozzetti (Frontalieri Cgil) ma non la controriforma. Con questa proposta i frontalieri non avrebbero inoltre più rappresentanza all’interno del Cgie. Dobbiamo affermare con forza – ha aggiunto - che l’elezione dei parlamentari della circoscrizione Estero non ha eliminato la necessità di una rappresentanza generale degli italiani nel mondo”.

Segnaliamo inoltre gli interventi di Primo Siena (Cile), che ha auspicato nel nome della cultura e delle radici la celebrazione il 14 settembre del Giorno dell’Emigrato, e di Riccardo Pinna (Sudafrica) che ha parlato dei problemi nel Paese di residenza legati alla soppressione della sede consolare, nonché delle difficoltà incontrate per il riscatto delle pensioni italiane ed ha chiesto al governo aiuti per gli italiani che vogliono tornare in patria.

“La rete dei giornali italiani all’estero - ha affermato il presidente della Prima Commissione Franco Siddi - ha fatto crescere la cultura dei diritti.  Oggi questa stampa è mortificata da un disegno politico che non  fa gli interessi generali dell’Italia. Chiedo al Mae di intervenire , affinché i milioni rimessi in bilancio per la stampa italiana all’estero smettano di essere circondati da mistero”.

Dopo l’intervento di Carlo Consiglio (Canada) che si è soffermato sulle difficoltà incontrate dai nostri anziani all’estero coinvolti nell’accertamento dell’esistenza in vita, un’iniziativa che di fatto ha bypassato i patronati, Tommaso Conte, componente del Comitato di Presidenza per l’Europa e il Nord Africa, ha spiegato come l’emigrazione italiana in Germania non sia finita, ma anzi tenda ad aumentare; anche a suo giudizio la conquista del pieno esercizio del voto all’estero rischia di essere arrivata tardi. Bruno Capalbi (Francia) ha invece evidenziato le difficoltà incontrate dai 13 Comites in Francia a causa nei ritardi nell’erogazione dei contributi e l’esigenza di rendere più semplici e comprensibili le comunicazioni previdenziali per i nostri connazionali.

“Siamo favorevoli – ha spiegato Maria Rosa Arona, presidente della II Commissione – alla certificazione dell’esistenza in vita, ma non con queste modalità che non prevedono nemmeno l’invio di informazioni preventive ai patronati. Molte comunicazioni non sono inoltre arrivate ai nostri pensionati”. “Siamo alla fine di un ciclo – ha commentato Lorenzo Losi, vice segretario generale per l’Europa e l’Africa del Nord - bisogna quindi prefigurare il futuro della rappresentanza degli italiani all’estero. Dico dunque sì alla proposta di Pedica di azzerarci per promuovere una riflessione rapida”.

E’ intervenuto infine il direttore generale del Mae per gli Italiani all’estero Carla Zuppetti che ha messo a disposizione dei consiglieri un documento con tutte le informazioni acquisite, nel corso della riunione con i dirigenti dell’Inps, dalla Commissione Sicurezza e Tutela Sociale, riguardanti la verifica dell’esistenza in vita dei nostri connazionali all’estero. (Goffredo Morgia - Inform)

 


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