ASSEMBLEA PLENARIA CGIE
Le relazioni del Governo e del Comitato di Presidenza
Mantica: “Lavorare contro il pericolo di una marginalizzazione
delle comunità e sul sogno di rappresentare tutti coloro che sono legati all’Italia
Carozza: “Realizzare una nuova Conferenza Nazionale dell’Emigrazione
per costruire una prospettiva e rispondere ai bisogni degli italiani nel mondo”
TORINO – La prima sessione pomeridiana dell’Assemblea plenaria del Cgie, in corso a Torino presso il centro incontri della Regione Piemonte, si è aperta con la relazione del sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica. “ Dal dibattito di stamattina – ha esordito Mantica – ho colto due indicazioni. Da un lato la paura che abbiamo tutti e cioè che le comunità italiane all’estero divengano un fatto residuale, non trovando alla fine una corretta rappresentanza delle loro istanze, dall’altro il sogno che è di tutti noi di trasformare questo sistema di rappresentanza degli italiani nel mondo in quello degli italiani del mondo: faccio riferimento alle comunità di origine italiana e italofone. Quindi io credo che dobbiamo lavorare contro il pericolo di una marginalizzazione delle comunità e sul sogno di rappresentare tutti coloro che sono legati all’Italia per origini o per motivi culturali, linguistici, professionali e di studio”.
Il sottosegretario si è poi soffermato sul disegno di legge di riforma di Comites e Cgie, che verrà discusso dall’Aula del Senato il 24 e 25 maggio, ricordando che la proposta di riforma potrà essere modificata anche nel corso della lettura alla Camera. “Io credo - ha spiegato Mantica - che questo disegno di legge risponda al bisogno fondamentale di rafforzare i Comites dandogli maggiore rappresentatività e consenso. In primo luogo i Comites vengono trasformati in circoscrizioni elettorali, in modo tale che anche dove non si raggiunga il quorum minimo di cittadini per la costituzione del Comitato tutti gli italiani potranno eleggere i loro rappresentanti che, nella percentuale dovuta, confluiranno in un Comites elettivo”.
Mantica ha poi espresso la convinzione che la riforma dei Comites non intenda penalizzare le associazioni, ma anzi miri ad allargare la base della rappresentanza, garantendo anche delle quote alla partecipazione dei giovani e delle donne e facendo pervenire nei Comitati una rappresentazione più significativa e rispondente alla comunità. Il sottosegretario ha segnalato altri due novità del disegno di legge Tofani: il rapporto stilato annualmente dai Comites sui bisogni delle nostre collettività e la copertura, da parte dei presidenti degli Intercomites e dei Comites, di gran parte dei posti del Cgie. Nella riforma vi sarà anche un tentativo di introdurre nuove garanzie volte a tutelare il voto per corrispondenza. Un’esperienza che, secondo Mantica, potrà essere utile in vista di una riflessione più approfondita su questa tematica..
Dopo aver ricordato che la consultazione referendaria degli italiani all’estero avrà un costo superiore a tutti i capitoli di spesa del Mae per i connazionali nel mondo, il sottosegretario ha evidenziato l’esigenza di trovare un luogo di coordinamento per le tante iniziative per i corregionali all’estero portate avanti da molte Regioni italiane. “Io credo – ha puntualizzato – che vi debba essere un momento di altissimo livello nel quale lo Stato, i Comites e le Regioni, che si occupano delle comunità italiane all’estero con le loro capacità di spesa ed intervento, si incontrino per parlare di programmi strategie e priorità. Un momento di ‘quadra’, che la proposta di riforma individua nel nuovo Cgie”.
Mantica ha sottolineato l’importanza del Cgie anche per quanto riguarda il rapporto con gli eletti all’estero, parlamentari che devono trovare un loro ruolo nella realtà di rappresentazione degli interessi italiani nel mondo, anche per evitare il rischio di rimanere limitati ai loro collegi.
Il
sottosegretario si è poi soffermato sulla mozione in discussione al Senato che
propone una moratoria di 12 mesi alla ristrutturazione della rete consolare. “
Il Governo – ha spiegato Mantica – darà questa moratoria, ad esclusione però delle
chiusure di sedi all’estero già deliberate su cui l’esecutivo non è in grado
di intervenire. La razionalizzazione della rete è necessaria ed abbiamo già attivato
60 sistemi informatici in 60 consolati, non ricevendo alcuna lamentela.
Ci siamo inoltre accorti – ha proseguito Mantica - che uno dei problemi è costituito
dalle sedi troppo vecchie e monumentali. Presto però a Londra inaugureremo il
nuovo consolato situato in un palazzo moderno di
Il segretario generale del Cgie Elio Carozza introducendo la relazione del Comitato di Presidenza, ha richiamato l’attenzione del governo “sui rischi che corre il nostro paese se si continuano ad indebolire e a ridimensionare le politiche per le nostre comunità all’estero” e sul fatto che “si ignora l’importanza di una presenza capillare nel mondo fatta di milioni di connazionali e in particolare di giovani generazioni che rappresentano un patrimonio prezioso”.
Dopo aver segnalato i tentativi effettuati dal Cgie per richiamare l’attenzione del Governo e del Parlamento sulla necessità di aprire una nuova fase di relazioni dell’Italia con le nostre comunità, Carozza ha ricordato come il Consiglio Generale - a seguito di un ampio confronto con i Comites e con il mondo associativo e dopo l’arrivo in Parlamento degli eletti della circoscrizione Estero - “abbia presentato una proposta di riforma dello stesso organismo destinata a una calibratura delle funzioni che tenesse conto della nuova presenza dei parlamentari. In quella proposta il Cgie ha espresso le ragioni della riforma e l’esigenza di ripensare in forma organica l’intero sistema di rappresentanza. Una proposta, basata sul principio della rappresentanza generale delle comunità italiane all’estero e di quelle d’origine.
In questi ultimi tre anni – ha precisato Carozza - ci siamo impegnati a spiegare le ragioni della proposta. Oggi constatiamo che il disegno di legge in discussione al Senato è lontanissimo dalle nostre attese, elimina la portata democratica della rappresentanza di base e assume il carattere di un inizio liquidatorio della stessa rappresentanza parlamentare. Una proposta di riforma, quella del senatore Tofani, che non raccoglie il consenso delle nostre comunità all’estero, delle sue rappresentanze istituzionali e rappresentative, cosi come non è sostenta da una larga condivisione delle forze politiche presenti in Parlamento. In realtà – ha aggiunto il segretario generale - emerge dalla discussione al Senato e dall’atteggiamento del nostro paese degli ultimi anni uno smantellamento delle politiche per le nostre comunità all’estero”.
“Bisogna
realizzare – ha concluso Carozza – una nuova Conferenza Nazionale dell’Emigrazione
, da porre in essere con le Regioni e attraverso un lavoro preparatorio
paese per paese, aperto al contribuito delle associazioni. Tutto questo va fatto
per costruire una nuova prospettiva e per rispondere ai bisogni italiani nel mondo”.
(Goffredo Morgia –