SINDACATI
Lagamba (Sei Ugl): Il Consiglio di Stato tutela il lavoratore immigrato se il datore non si presenta per la definizione della procedura di sanatoria
ROMA - “E’ un successo del sindacato che conferma le capacità professionali dei nostri esperti che quotidianamente assistono i cittadini stranieri che si rivolgono agli sportelli del Sei Ugl per sbrigare una pratica, segnalare un problema e per risolvere i tanti problemi che possono sorgere nei rapporti con il datore di lavoro o la pubblica amministrazione”. La dichiarazione è del presidente nazionale del Sei Ugl, Luciano Lagamba, che commenta una recente decisione del Consiglio di Stato.
Accogliendo un ricorso in appello degli avvocati Salvatore Muccio e Sofia Pasquino contro l’ordinanza cautelare numero 00044/2011 del Tar del Lazio-Roma, il Consiglio di Stato ha deciso a favore dei lavoratori extracomunitari per le questioni che si pongono quando il datore di lavoro che ha presentato domanda di emersione da lavoro irregolare ai sensi della legge 102/2009 non si presenta presso gli uffici competenti per la definizione della procedura di sanatoria.
“Il Consiglio di Stato – spiega Lagamba – ha stabilito il principio secondo cui gli sportelli unici dell’immigrazione e le questure di competenza non possono archiviare le relative procedure nelle quali il solo lavoratore extracomunitario abbia dimostrato interesse, avendo adito le vie legali. Le stesse procedure di sanatoria devono, quindi, essere definite positivamente almeno per lo stesso cittadino straniero con il rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione, vista l’anticipata interruzione del rapporto di lavoro. Se così non fosse, si determinerebbe un vero e proprio diritto potestativo del lavoro a che il lavoratore extracomunitario possa o meno ottenere il permesso, cosa non ammissibile nel nostro ordinamento che vieta una situazione di mera soggezione del lavoratore al volere del datore di lavoro”.
“Vorrei – conclude il sindacalista - ringraziare i nostri avvocati per il risultato ottenuto che chiarisce una questione aperta su tutto il territorio nazionale”. (Inform)