INFORM - N. 95 - 17 maggio 2011


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Dal Corriere Canadese Online, 17.5.2011

“Stop ai controlli sulle pensioni all’estero”

Appello all’Inps dei deputati Bucchino e Berardi: “Troppi disagi stanno ricadendo sui nostri connazionali”

 

TORONTO - «Troppi disagi: l’Inps deve fermare la verifica dell’esistenza in vita dei pensionati in Nordamerica e ripartire solo quando si sarà organizzata meglio». Dopo i patronati è la politica a muoversi. E ad alzare la voce questa volta sono i nostri parlamentari eletti all’estero preoccupati dei disagi subiti dai pensionati che hanno visto bloccata la loro pensione fino alla conclusione dei controlli. Da una parte l’onorevole Gino Bucchino è stato protagonista di un’interrogazione parlamentare la settimana scorsa. Dall’altra Amato Berardi ha chiesto un incontro direttamente con il direttore generale dell’Inps Mauro Nori e ha informato della cosa il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Maurizio Sacconi. L’obiettivo comune è bloccare i controlli che stanno causando gravi problemi agli anziani residenti all’estero fino a quando non saranno efficienti e veloci.

In Canada sono 25.603 gli interessati e il numero è destinato ad aumentare se si includono quelli di tutti gli altri Paesi. «La situazione è tragica e molto delicata - ha affermato Bucchino - Ci vorrebbe un intervento urgente del direttore dell’Inps che ritiri tutto immediatamente e rimetta le cose a posto nel giro di pochi giorni». I problemi sono tanti: il primo è il blocco delle pensioni deciso dall’istituto previdenziale in attesa della verifica.

Ciò sta privando migliaia di persone di una somma che spesso è decisiva nel garantire loro un po’ di serenità. L’istituto previdenziale ha inviato nei giorni scorsi delle lettere agli aventi diritto con le disposizioni da seguire per certificare la loro “esistenza in vita”. Secondo quanto dichiarato le missive sono state scritte sia in italiano che in inglese e riportano le indicazioni sulle modalità di accertamento e il codice identificativo di pagamento. I pensionati dovranno recarsi a un ufficio della Western Union con la lettera e un documento di identità valido per riavere indietro il vitalizio. Ma al momento non si ha notizia delle lettere e nessuno sembra averle ricevute. La seconda questione è di natura organizzativa: molte persone sono infatti anziane e difficilmente possono muoversi e raggiungere da soli un ufficio della Western Union o recarsi a un consolato per dare la delega a un figlio che possa ritirare la pensione al posto loro. La tematica è molto sentita anche qui in Canada dove migliaia di persone si sono recate nei giorni scorsi ai patronati per chiedere informazioni. Ma questi ultimi non hanno potuto fare nulla dopo essere stati esclusi dalla Icbpi, ovvero l’istituto di credito delle banche popolari italiani, che gestisce per conto dell’Inps i pagamenti delle pensioni all’estero. Quest’ultimo infatti ha deciso affidare i controlli alla Western Union estromettendo i patronati. «L’iniziativa dell’Inps è giusta perché è necessario verificare chi è realmente vivo e ha diritto alla pensione ed evitare così che qualcuno ne approfitti - ha continuato Bucchino - Il problema però nasce dalla disorganizzazione e dai disagi provocati ai nostri anziani che non stanno più ricevendo la loro pensione. Per questo chiediamo all’Inps di fare un passo indietro. Non si possono fare delle verifiche così impegnative con il classico pressapochismo italiano».

Amato Berardi nei prossimi giorni incontrerà i vertici dell’Inps per trovare una soluzione a questa vicenda: «Non è giusto che i nostri anziani debbano subire tutti questi inconvenienti - ha concluso - La prima cosa da fare è sospendere tutto, poi bisogna ridare il compito della verifica dell’“esistenza in vita” ai patronati e non alla Western Union. Questa banca non è a conoscenza del sistema. Meglio quindi ritornare al vecchio sistema. Su questo noi parlamentari eletti all’estero siamo molto compatti e andremo avanti uniti fino a quando non otterremo ciò di cui i nostri pensionati all’estero hanno bisogno».  (Corriere Canadese Online/Inform)

 


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