ITALIANI ALL’ESTERO
Giovanni Rapanà (Cgie) sull’insegnamento della lingua
italiana nel mondo e riacquisto della cittadinanza
“Segnali di allarme sempre più forti sul fonte dei tagli
operati dal governo ai capitoli destinati agli italiani all’estero”
MONTREAL – Il consigliere del Cgie, Giovanni Rapanà, alla vigilia dell’assemblea plenaria del Consiglio generale, traccia un bilancio dei tre anni di attività dell’attuale legislatura, evidenziando come “sul fonte dei tagli operati dal governo sui capitoli destinati agli italiani all’estero i segnali di allarme siano sempre più forti”.
“I Comites, il Cgie e gli enti gestori, stanno da tempo denunciando l’inevitabile chiusura di tanti corsi di italiano e la sparizione di quell’immenso patrimonio su cui l’Italia fino a oggi ha potuto contare, - scrive Rapanà - rappresentato dall’insegnamento della lingua e della cultura italiana nei Paesi di accoglienza, vanificando di fatto lo sforzo umano e finanziario di tanti anni di lavoro e di investimenti”. Rispetto a questa e altre problematiche, come “la riapertura dei termini per il riacquisto della cittadinanza”, Rapanà sottolinea “il silenzio sempre più assordante” dei parlamentari di maggioranza eletti all’estero e del Pdl, nonostante l’importanza attribuita a temi come la diffusione della lingua e della cultura italiana e il recupero della cittadinanza nel corso della campagna elettorale. “Il riacquisto della cittadinanza italiana e la promozione della lingua italiana figuravano addirittura al primo e secondo posto tra gli impegni presi dal senatore Basilio Giordano con gli elettori. Idem per l’onorevole Amato Berardi – scrive Rapanà che sottolinea come queste prese di posizione oggi appaiano “vuote promesse elettorali”.
“Dobbiamo dire grazie, ancora una volta, all’iniziativa del Comites di Montreal e del CGIE se da alcune settimane i maggiori settimanali in lingua italiana di Montreal, stanno pubblicando una petizione indirizzata al Presidente della Repubblica e al Parlamento per inserire le nuove norme sulla cittadinanza. nella legge 91 del 5/2/1992. La petizione – precisa Rapanà - richiede la riapertura dei termini per il riacquisto della cittadinanza, almeno per chi, nato in Italia, l’ha perduta per acquisire la cittadinanza del nuovo Paese di accoglienza. A testimonianza di quanto sia sentita questa esigenza nella nostra collettività sono giunte alla sede del Comites centinaia di firme e di telefonate di incoraggiamento a proseguire in questa direzione”.
Il consigliere sottolinea inoltre come il Parlamento sia “l’unico luogo nel quale i parlamentari italiani, compresi quelli eletti all’estero, debbono svolgere la loro azione, l’unica sede dove essi possono proporre le loro iniziative di legge e rivolgere le loro interrogazioni sull’azione del governo”.
“Se è vero, com’è
vero, che secondo