NAZIONI UNITE
Alla Farnesina i lavori del Global governance and
security council reform
Frattini, il Consiglio di Sicurezza sia più rappresentativo
ROMA - Un seggio unico per l'Europa nel Consiglio di
Sicurezza dell’Onu. La proposta l'ha lanciata il ministro degli Esteri Franco
Frattini e l'obiettivo è quello che il gruppo “Uniting
for consensus”, di cui l'Italia
è uno dei paesi leader, intende portare avanti con forza: aumentare la rappresentatività
regionale all'interno del Consiglio di Sicurezza, ed evitare “un aumento puro
e semplice dei seggi”, puntando invece su una riforma condivisa che giunga ad
un compromesso in grado di raccogliere largo consenso. Rafforzando così l'Onu.
Una posizione, quella italiana, che il ministro ha ribadito
aprendo alla Farnesina i lavori del “Global governance
and security council reform”
e che ha trovato eco anche nelle parole del presidente dell’Assemblea Generale
dell'Onu Joseph Deiss: senza una riforma concreta,
ha avvertito, l'Onu rischia di “perdere credibilità ed essere marginalizzata”,
per questo bisogna giungere in tempi brevi ad una riforma “concreta e condivisa”,
che punti ad ottenere “il più ampio sostegno possibile”, rispetti i valori fondamentali
dell'Onu, sia semplice,
L'idea del gruppo “Uniting
for consensus” punta alla creazione
di nuovi seggi non permanenti che, a rotazione, garantiscano la massima rappresentatività.
Proposta che si contrappone a quella dei Paesi del cosiddetto G4 - Brasile,
India, Germania e Giappone - che aspirano a quattro nuovi seggi permanenti.
Ed è proprio alla Germania che si rivolge Frattini, parlando di un nuovo seggio
per l'Unione Europea: “Siamo contrari ad un aumento puro e semplice di seggi
permanenti - ha detto - se poi pensiamo all'Europa, vogliamo il seggio unico
al Consiglio di Sicurezza”, altrimenti “parliamo di Europa che parla con una
voce unica e poi litighiamo tra noi e
Un esempio per tutti, l'Africa. “Il 70 per cento delle
decisioni prese dall'Onu - ha spiegato Frattini - riguarda paesi africani, che
sono però rappresentati in modo decisamente inadeguato”. Ma più rappresentatività,
ha sottolineato il ministro, significa anche “più responsabilità”.
Del resto i rappresentanti africani tra le oltre 120
delegazioni presenti oggi alla Farnesina hanno chiesto che la soluzione “dell'ingiustizia
cronica che ha piagato il continente africano” diventi una priorità. “Non possiamo
più accettare - ha detto il ministro degli Esteri della Sierra Leone, Joseph
Bandabla Dauda - che altri
prendano decisioni che riguardano il nostro destino”. Ad appoggiarli anche