STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Da
“
Baggio,
in Perù un gol speciale contro la fame
MIAMI - Roberto Baggio, il suo codino, le sue
giocate, i suoi gol hanno conquistato il mondo senza però mai riuscire a vincere
un mondiale.- scrive Roberto Zanni dalla redazione di Miami di Gente d’Italia quotidiano delle Americhe
diretto da Mimmo Porpiglia - Ci andò
vicino nel 1994, negli Stati Uniti, ma solo vicino, anzi appena alto sulla traversa:
il suo rigore, sbagliato contro il Brasile, fu l'epilogo della finale, persa,
contro i sudamericani e quel tiro, purtroppo, è rimasta la 'macchia' più grande
nella carriera di un giocatore che pure era destinato al successo. Due scudetti,
con Juventus e Milan, una Coppa Italia sempre con i bianconeri con i quali conquistò
anche una Coppa Uefa. Troppo poco per un 'genio' del pallone, e il suo calcio,
quello che per anni ha fatto innamorare migliaia di tifosi, in Italia, ma anche
all'estero, non è stato dimenticato.
Anzi anche a distanza di sette anni dal suo
addio ai campi di gioco, con la maglia del Brescia, nel 2004. Roberto Baggio
ha mantenuto intatta la sua popolarità. E questa volta i suoi gol diventano
ancora più importanti, perchè dal 2002 fa parte di una squadra speciale, come
ambasciatore della FAO. E proprio in questo ruolo, che gli ha fatto anche ottenere
il 'Peace Summit Award 2010' per il suo 'impegno forte e costante alla pace
nel mondo e le relative attività internazionali', un riconoscimento che ogni
anno viene assegnato da una commissione composta da premi Nobel per la pace
alla personalità che maggiormente si è impegnata verso i più bisognosi.
Quanto sia profondo questo suo impegno verso
i più deboli, i più bisognosi, i più indifesi si è visto anche in questi giorni,
quando il 'Codino' è sbarcato in Perù per dare il suo appoggio alla campagna
contro la fame patrocinata dalla Fao a cui hanno aderito l'Instituto
Peruano del Deporte e
'El futbol profesional contra el hambre',
questa l'inizitiva che ha avuto Baggio come grande testimonial, accolto con
un incredibile entuasiasmo, nel suo breve, ma importante passaggio in
Perù.
Sbarcato nella capitale peruviana di Lima, Baggio
si è subito diretto a Cusco, celeberrima località turistica, nella quale però
ha incontrato alcune delle 10.000 famiglie che l'anno scorso, in
gennaio, sono state duramente colpite dalle inondazioni che hanno provocato
ingentissimi danni nella zona. Se l'anno scorso era stato il portiere spagnolo,
Iker Casillas, a visitare quelle popolazioni, questa volta l'arrivo di Baggio
è stato accolto, se possibile, con maggiore entusiasmo. Baggio non
solo ha voluto conoscere decine di persone che ancora stanno lottando contro
la fame e i danni provocati dalle inondazioni, ma soprattutto ha voluto conoscere
tanti bambini che, ancor di più, hanno dovuto sopportare le conseguenze di quei
disastri naturali.
Il problema della fame sta rivelandosi ogni
giorno più grave in quelle zone e per cercare di trovare una soluzione, rapida
ed efficace, si sta usando il calcio, quello dei professionisti, quello seguito
in tutto il mondo, fatto di idoli, come è stato, ma lo è ancora Roberto Baggio.
Se in tante parti del pianeta la 'fame', quella con la effe maiscola,
anche se potrebbe sembrare incredibile nel 2011, sta continuando a mietere delle
vittime, spesso piccole e soprattutto indifese, ecco che per raggiungere
dei risultati positivi si sta utilizzando il calcio professionistico come
cassa di risonanza, per fare in modo che proprio attraverso i 'gol' si possa
attirare la massima attenzione e fare sì che le persone che possono intervenire
lo facciano, al più presto e con i mezzi di cui c'è bisogno. Sfamare popolazioni
colpite da tragedie naturali, come quelli di Cusco e anche Puno, le cui terre
sono state 'azzerate' dall'acqua e che hanno bisogno di aiuti affinchè possano
recuperare l'antica produttività. Il 'Divin Codino' ha voluto fermarsi soprattutto
con i più piccoli: «I giovani - ha detto - sono il futuro del Perù e di ogni
nazione». Si è fermato a Lima, a Cusco, Taray, nella provincia di Calca,
quindi ancora Lima dove si è fermato a parlare con un gruppo di giovanisismi
che fanno parte di una accademia di calcio. Un momento importante per incoraggiarli
e incentivarli a continuare a praticare uno sport che, anche in Perù, ha definito
'bellissimo'. Alla Accademia 'Oscar Ibanez' Baggio ha portato il messaggio della
Comunità Europea che si è impegnata ad aiutare oltre 10.000 agricoltori e coltivatori
colpiti dalle alluvioni del 2010.
In questo viaggio che ha mostrato a Baggio il
volto più difficile del Perù di oggi, il 'Divin Codino' è stato accompagnato
anche da Waldir Roberto Welte, rappresentante della FAO, Ignacio Burrul, capo
della sezione cooperazione economica e regionale della delegazione dell'Unione
Europea, Manuel Burga Seoane, presidente della Federacion Peruana de Futbol
e Arturo Woodman, capo della IPD.
«L'aiuto fornito a queste famiglie sarà importante
per superare la tragedia che hanno vissuto - ha continuato Baggio - sono davvero
felice di aver potuto passare un po' di tempo con loro e di aver partecipato
a questa cooperazione tra
La campagna il 'calcio professionistico contro
la fame' è stata lanciata nel 2008 dalla FAO e dalla Associazione Europea
delle Lege Professionistiche (EPFL) e nell'ottobre dell'anno scorso, nella
seconda giornata europea della stessa, ha visto la partecipazione di 16
leghe professionistiche con 314 club in 157 stadi di 14 nazioni europee. «Il
calcio ha un grande potenziale nell'ambito della mobilitazione - ha spiegato
Emanuel Maceido de Medeiros, direttore esecutivo della EPFL - e attraverso questa
campagna mettiamo questa capacità a disposizione di tutte le persone che
soffrono la fame nel mondo e che nel Sudamerica e nel Caribe raggiungono
i 52 milioni. (Roberto Zanni-La Gente d’Italia/