INFORM - N. 94 - 16 maggio 2011


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Da “La Gente d’Italia” di oggi

Baggio, in Perù un gol speciale contro la fame

 

MIAMI - Roberto Baggio, il suo codino, le sue giocate, i suoi gol hanno conquistato il mondo senza però mai riuscire a vincere un mondiale.- scrive Roberto Zanni dalla redazione di Miami di Gente d’Italia quotidiano delle Americhe diretto da Mimmo Porpiglia -  Ci andò vicino nel 1994, negli Stati Uniti, ma solo vicino, anzi appena alto sulla traversa: il suo rigore, sbagliato contro il Brasile, fu l'epilogo della finale, persa, contro i sudamericani e quel tiro, purtroppo, è rimasta la 'macchia' più grande nella carriera di un giocatore che pure era destinato al successo. Due scudetti, con Juventus e Milan, una Coppa Italia sempre con i bianconeri con i quali conquistò anche una Coppa Uefa. Troppo poco per un 'genio' del pallone, e il suo calcio, quello che per anni ha fatto innamorare migliaia di tifosi, in Italia, ma anche all'estero, non è stato dimenticato.

Anzi anche a distanza di sette anni dal suo addio ai campi di gioco, con la maglia del Brescia, nel 2004. Roberto Baggio ha mantenuto intatta la sua popolarità. E questa volta i suoi gol diventano ancora più importanti, perchè dal 2002 fa parte di una squadra speciale, come ambasciatore della FAO. E proprio in questo ruolo, che gli ha fatto anche ottenere il 'Peace Summit Award 2010' per il suo 'impegno forte e costante alla pace nel mondo e le relative attività internazionali', un riconoscimento che ogni anno viene assegnato da una commissione composta da premi Nobel per la pace alla personalità che maggiormente si è impegnata verso i più bisognosi.

Quanto sia profondo questo suo impegno verso i più deboli, i più bisognosi, i più indifesi si è visto anche in questi giorni, quando il 'Codino' è sbarcato in Perù per dare il suo appoggio alla campagna  contro la fame patrocinata dalla Fao  a cui hanno aderito  l'Instituto Peruano del Deporte e la Federacion Peruana de Futbol.

'El futbol profesional contra el hambre', questa l'inizitiva che ha avuto Baggio come grande testimonial, accolto con un incredibile entuasiasmo, nel suo breve, ma  importante passaggio in Perù.

Sbarcato nella capitale peruviana di Lima, Baggio si è subito diretto a Cusco, celeberrima località turistica, nella quale però  ha incontrato alcune delle 10.000 famiglie che l'anno scorso,  in gennaio, sono state duramente colpite dalle inondazioni che hanno provocato ingentissimi danni nella zona. Se l'anno scorso era stato il portiere spagnolo, Iker Casillas, a visitare quelle popolazioni, questa volta l'arrivo di Baggio  è stato accolto, se possibile,  con  maggiore entusiasmo. Baggio non solo ha voluto conoscere decine di persone che ancora stanno lottando contro la fame e i danni provocati dalle inondazioni, ma soprattutto ha voluto conoscere tanti bambini che, ancor di più, hanno dovuto sopportare le conseguenze di quei disastri naturali.

Il problema della fame sta rivelandosi ogni giorno più grave in quelle zone e per cercare di trovare una soluzione, rapida ed efficace, si sta usando il calcio, quello dei professionisti, quello seguito in tutto il mondo, fatto di idoli, come è stato, ma lo è ancora Roberto Baggio. Se in  tante parti del pianeta la 'fame', quella con la effe maiscola, anche se potrebbe sembrare incredibile nel 2011, sta continuando a mietere delle vittime, spesso piccole e soprattutto indifese, ecco che per raggiungere  dei risultati positivi si sta utilizzando il calcio professionistico come  cassa di risonanza, per fare in modo che proprio attraverso i 'gol' si possa attirare la massima attenzione e fare sì che le persone che possono intervenire lo facciano, al più presto e con i mezzi di cui c'è bisogno. Sfamare popolazioni colpite da tragedie naturali, come quelli di Cusco e anche Puno, le cui terre sono state 'azzerate' dall'acqua e che hanno bisogno di aiuti affinchè possano recuperare l'antica produttività.  Il 'Divin Codino' ha voluto fermarsi soprattutto con i più piccoli: «I giovani - ha detto - sono il futuro del Perù e di ogni nazione». Si  è fermato a Lima, a Cusco, Taray, nella provincia di Calca, quindi ancora Lima dove si è fermato a parlare con un gruppo di giovanisismi che fanno parte di una accademia di calcio. Un momento importante per incoraggiarli e incentivarli a continuare a praticare uno sport che, anche in Perù, ha definito 'bellissimo'. Alla Accademia 'Oscar Ibanez' Baggio ha portato il messaggio della Comunità Europea che si è impegnata ad aiutare oltre 10.000 agricoltori e  coltivatori colpiti dalle alluvioni del 2010.

In questo viaggio che ha mostrato a Baggio il volto più difficile del Perù di oggi, il 'Divin Codino' è stato accompagnato anche da Waldir Roberto Welte, rappresentante della FAO, Ignacio Burrul, capo della sezione cooperazione economica e regionale della delegazione dell'Unione Europea, Manuel Burga Seoane, presidente della Federacion Peruana de Futbol e Arturo Woodman, capo della IPD.

«L'aiuto fornito a queste famiglie sarà importante per superare la tragedia che hanno vissuto - ha continuato Baggio - sono davvero felice di aver potuto passare un po' di tempo con loro e di aver partecipato a questa cooperazione tra la FAO e l'Unione Europea. E’ la prima volta che vengo in Perù, mi sarebbe piaciuto aver potuto visitare il Machu Picchu, ma purtroppo non c'è stato il tempo necessario, devo tornare in Italia a continuare il mio lavoro».

La campagna il 'calcio professionistico contro la fame' è stata lanciata nel 2008 dalla  FAO e dalla Associazione Europea delle Lege Professionistiche (EPFL)  e nell'ottobre dell'anno scorso, nella seconda giornata europea  della stessa, ha visto la partecipazione di 16 leghe professionistiche con 314 club in 157 stadi di 14 nazioni europee. «Il calcio ha un grande potenziale nell'ambito della mobilitazione - ha spiegato Emanuel Maceido de Medeiros, direttore esecutivo della EPFL - e attraverso questa campagna mettiamo questa capacità a disposizione di tutte le persone  che soffrono la fame nel mondo  e che nel Sudamerica e nel Caribe raggiungono i 52 milioni.  (Roberto Zanni-La Gente d’Italia/Inform)

 

 


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