COMMERCIO ESTERO
Assocamerestero: il made in Italy fuori
dall’Europa supera il livello pre-crisi ma cresce il deficit in extra-Ue
A marzo 2011, le esportazioni italiane verso i Paesi extra-europei superano la media del periodo pre-crisi gennaio-luglio 2008 (14,4 contro circa 13 miliardi di euro), ma cresce il deficit con i Paesi dell’area (pari a 11,4 miliardi)
ROMA - Prosegue l’avanzata dell’export italiano sia a livello mondiale che, a ritmi più incalzanti, in ambito extra-europeo. Nel primo trimestre 2011 i dati destagionalizzati segnano un incremento tendenziale delle vendite con il resto del mondo del 19,7% per un valore di 93,3 miliardi di euro, risultato di poco superiore a quello della Germania, primo esportatore europeo (+19,2% con un valore di ben 258 miliardi di euro, la migliore performance da quando vengono effettuate rilevazioni dei conti tedeschi con l’estero).
Ancora più forte l’incremento delle esportazioni verso i Paesi extra-europei – pari al +23,0% contro il +22,4% della Germania e il +14,6% della Francia – che a marzo 2011 porta al superamento del valore medio raggiunto nel periodo antecedente la crisi (14,4 contro circa 13 miliardi a gennaio-luglio 2008).
“I positivi risultati
dell’export italiano al di fuori dell’UE a 27 testimoniano certamente il forte
dinamismo delle nostre imprese, ma vanno comunque letti con cautela, tenendo
conto del quadro complessivo dei nostri conti con l’estero. – sottolinea Gaetano
Fausto Esposito, segretario generale di Assocamerestero, dopo la pubblicazione
dei dati Istat – Non bisogna dimenticare che la nostra bilancia commerciale
con i Paesi dell’Area continua a registrare nel primo trimestre 2011 un disavanzo
consistente, pari a 11,4 miliardi di euro, sebbene inferiore a quello di un
nostro diretto competitor come
Anche a livello mondiale, il deficit dell’Italia si attesta a livelli elevati (circa 14,2 miliardi di euro), soprattutto a causa della forte accelerazione delle importazioni che nel primo trimestre 2011 crescono del 24,3%, tasso superiore a quello di Germania (21,7%) e Francia (18,2%).
“L’incremento
delle importazioni è in larga parte attribuibile alla fase di ripresa che stiamo
sperimentando e alla contemporanea crescita dei prezzi delle materie prime.
– prosegue Esposito – L’aumento di produzione spinge dunque all’acquisto di
beni e così la bilancia commerciale dei prodotti intermedi passa da un deficit
di un miliardo di euro nel primo trimestre 2010 agli attuali sei miliardi circa”.
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