CONFERENZA
CONSIGLI EUROPEI RESIDENTI ALL’ESTERO
Promossa da Cgie e presidenza del Senato, si era
svolta a Palazzo Madama il 30 aprile 2010
L’Europa in movimento: pubblicati gli Atti dal Senato
Il volume, con un’introduzione a cura di Renato Schifani,
gli interventi principali e il documento finale, verrà distribuito ai consiglieri
del CGIE
ROMA – Sono stati pubblicati a cura del Senato della
Repubblica gli atti del convegno “L’Europa in movimento. Da migranti a cittadini
europei” promosso dal Consiglio generale degli Italiani all’Estero a Palazzo
Madama il 30 aprile 2010.
All’iniziativa, aperta dai saluti del vice presidente
del Senato, Emma Bonino e del vice presidente del Parlamento europeo Gianni
Pittella, avevano partecipato esponenti dei Consigli europei
dei residenti all’estero e del CGIE per discutere del tema della rappresentanza
che i rispettivi Stati nazionali e l’Unione Europea nel suo complesso devono
saper garantire a questi ultimi.
La pubblicazione, disponibile per
L’introduzione al volume, che contiene gli interventi
principali – tra essi ricordiamo quello di Jean Pierre Villaescusa,
membro dell’ufficio di presidenza dell’Assemblea dei francesi all’estero, del
segretario generale del CGIE, Elio Carozza, del sottosegretario
al Ministero degli Esteri Alfredo Mantica e del presidente della Commissione
Esteri del Senato, Lamberto Dini - e il documento finale del convegno, è stata
scritta da Renato Schifani, presidente del Senato.
“Con fierezza siamo italiani, cittadini della nostra
Patria, ma anche cittadini della comune Patria europea. Di questa ultima gli
europei che risiedono al di fuori del Paese di origine sono protagonisti attivi
– scrive il presidente del Senato nell’introduzione. - Mutuando le parole di
Federico Chabod, le “piccole Patrie” vivono e progrediscono
esclusivamente entro il perimetro storico, ideale, culturale della “grande Patria”
dell’Europa”. Per Schifani è importante che l’Europa parli e agisca “con più
autorevolezza sulla scena internazionale”, così da far progredire “la consapevolezza
della nostra comune identità”.
“Io credo che l’Europa, se non vuole essere una semplice
costruzione giuridica, debba essere consapevole della sua identità e rivendicare
le proprie radici culturali, religiose e umanistiche. Lo ha fatto con
“Dall’incontro che il Senato ha ospitato e che mi auguro
potrà riproporsi in futuro, sono emersi contributi che giudico preziosi, - conclude
il presidente del Senato - capaci di far avanzare il progetto comune. Gli europei
vivono ogni giorno e concretamente la cittadinanza europea e sono i migliori
testimoni di questo cammino che vogliamo condiviso”. (