LIBRI SULL’EMIGRAZIONE
ITALIANA
Di Marco Portaluppi
“Tra l’Appennino e l’America. Una rete di affari lungo
il XIX secolo”
GENOVA – Mancanza di lavoro, miseria e fame sono le cause
che di norma vengono poste alla base del fenomeno migratorio, generalmente identificato,
nell'immaginario diffuso, con la grande emigrazione di massa di fine Ottocento
e inizio Novecento, quella dei contadini poveri, provenienti soprattutto dal
Sud Italia. Spesso si ignora che al contrario flussi migratori anche consistenti
interessarono il Paese già a partire dai primi anni dell'Ottocento, alimentati
non solo da contadini, ma anche da piccoli e medi proprietari aspiranti a guadagni
maggiori di quelli che potevano ottenere dallo sfruttamento dei terreni collinari.
Il libro “Tra l’Appennino e l’America. Una rete di affari
lungo il XIX secolo” di Marco Portaluppi, uscito
recentemente per le edizioni Diabasis, analizza le
vite di alcuni componenti di una famiglia originaria di un piccolo paese dell'entroterra
chiavarese, capaci di avviare attività imprenditoriali di notevole successo
nel Midwest e in California. Attraverso l'analisi
di un ricco carteggio tra i membri della famiglia Zanone emigrati negli Stati Uniti e i parenti di Sopralacroce, l'autore dà un volto al fenomeno migratorio
dipingendo un affresco particolareggiato della società ligure dell'età preunitaria
e di quella americana.
Marco Portaluppi (Milano, 1984)
ha conseguito la laurea in Strumenti e metodi della ricerca storica presso l’Università
di Genova, dove attualmente frequenta il dottorato di ricerca in Storia, afferente
alla Scuola di Dottorato in Società, culture, territorio.
Il suo libro è stato presentato oggi presso il Galata Museo del Mare del capoluogo ligure nell’ambito del
ciclo “Dal Porto al Mondo”, incontri sul tema dell’emigrazione organizzati dal
Centro Internazionale Studi Emigrazione Italiana di Genova (CISEI). (