INFORM - N. 91 - 11 maggio 2011


FORUM PA 2011

Dalla direzione generale del Mae per la Promozione del Sistema Paese

Il convegno “Costruire una rete di reti. Il networking come elemento di sviluppo e promozione del Sistema Italia”

Messe a confronto le esperienze associazionistiche dei professionisti, dei funzionari e degli esperti italiani all’estero. Melani (Mae) : “La Farnesina non intende imporre delle linee,vuole essere semplicemente la realtà che facilita il coordinamento e il funzionamento di questa rete”

 

ROMA – Si è svolto, presso il Forum della Pubblica Amministrazione 2011 in corso alla nuova Fiera di Roma, il convegno, realizzato dalla direzione generale per la Promozione del Sistema Paese del ministero degli Esteri, sul tema “Costruire una rete di reti. Il networking come elemento di sviluppo e promozione del Sistema Italia”.

L’incontro è stato moderato dal direttore generale del Mae per il Sistema Paese Maurizio Melani che ha sottolineato come la Farnesina intenda  “favorire il coordinamento tra le reti di italiani all’estero e i legami tra queste realtà e il nostro Paese”. “Attraverso la rete diplomatica e consolare - ha spiegato Melani - dobbiamo fare in modo che le associazioni create spontaneamente si rafforzino interagendo tra di loro e con le istituzioni italiane”.

Il direttore generale ha inoltre ricordato come il Mae si prefigga la “promozione del Sistema Paese in tutte le sue componenti economiche, culturali e scientifiche”, in modo di consentire all’Italia di essere presente nel mondo globalizzato “in modo organico e  non frammentato”. “Un elemento importante di questa capacità di fare sistema – ha aggiunto Melani - è quello di coinvolgere, attraverso la maggiore sinergia possibile,   le realtà di eccellenza italiana di tutte le parti del mondo e che operano in organizzazioni internazionali, piuttosto che in strutture di altro tipo”.

Melani ha inoltre ricordato come il Mae abbia già attivato, al fine di favorire la sinergia fra le reti all’estero che operano in settori diversi, due banche dati. La prima, denominata “Da Vinci”,  permette ai ricercatori e gli scienziati italiani nel mondo di iscriversi e scambiarsi esperienze ed informazioni. La seconda contiene gli accordi stipulati fra le università italiane e quelle nel mondo, per un totale di circa  9000 intese censite. “Il ministero degli Esteri – ha concluso Melani -  è presente all’estero con 123 ambasciate, 9 rappresentanze permanenti presso organizzazioni internazionali, 96 consolati,  89 Istituti Italiani di Cultura e 21 addetti scientifici. Noi vorremmo che questi uffici costituiscano dei nodi di una rete che vogliamo sempre più intensa ed in grado di raccogliere queste presenze italiane nel mondo. Tutto questo rappresenta  una componente cruciale della promozione del Sistema Paese”. 

Marco Sgroi, della Business Association Italy – Amarica (BAIA), ha illustrato le attività del network BAIA, nato nel 2006, che fornisce attraverso piattaforme on line (www.baia-network.org) servizi per aziende e professionisti che operano a cavallo fra gli Stati Uniti e l’Italia. Una comunità, quella di BAIA, che si rivolge agli italiani residenti nella Silicon Valley e che nel 2008 ha aperto una sezione in Italia. Sgroi, dopo aver ricordato che il network coinvolge oltre 1200 persone e raggiunge con la sua mailing list 6000 contatti, ha annunciato la realizzazione di un data base, lo strumento informativo sarà operativo a giugno, volto a fornire tutte le informazioni utili sulle aziende che operano fra Italia e Stati Uniti.  

Gianluca Quaglio,  presidente della sezione italiana del Comitè de Liaison des experts nationaux dè Dètaches (CLENAD), l’associazione che raggruppa gli esperti italiani presso le istituzioni europee, ha spiegato come il suo sodalizio raccolga , su un totale internazionale di 1200 membri , circa 170 esperti italiani.  Quaglio ha anche ricordato la presentazione, presso il Parlamento europeo, del rapporto annuale sulle attività dell’associazione. Una pubblicazione che presenta le iniziative realizzate dal sodalizio e specifiche schede sui dati e le attività dei singoli esperti. Per il 2011 l’associazione ha inoltre in programma la realizzazione sia di una versione aggiornata di una specifica  Giuda per gli esperti, sia di una seconda indagine  sulle valutazioni degli esperti rientrati in Italia dopo l’esperienza internazionale. La prima ricerca aveva evidenziato le difficoltà di reinserimento di queste persone e la scarsa valorizzazione delle loro  esperienze acquisite all’estero. 

Benedetto Gorini, membro del  direttivo dell’associazione dei Funzionari italiani presso le Organizzazioni Internazionali (AIFI), ha evidenziato come attualmente a Ginevra lavorino fra i 550 e i 600 funzionari italiani di alto livello. “I nostri obiettivi – ha precisato Gorini - sono la valorizzazione dell’opera svolta dai funzionari internazionali e il riconoscimento dell’esperienza acquisita  all’estero da parte di chi voglia portare la sua professionalità in Italia”. “L’AIFI – ha aggiunto – vuole rappresentare un punto di contatto fra i funzionari internazionali a Ginevra e l’Italia. Auspichiamo lo sviluppo di un sistema integrato, in collaborazione con le istituzioni italiane, che sappia promuovere il Sistema Paese dal Basso. Siamo interessati agli sforzi legislativi volti a facilitare la mobilità dei funzionari che incontrano delle difficoltà a tornare in Italia”.

Giovanni Abbadessa dell’associazione Professionisti Italiani di Boston (PIB)  ha sottolineato come questa organizzazione di volontari, che si pone l’obiettivo di valorizzare l’attività dei giovani connazionali provenienti dal mondo dell’industria, della ricerca e dell’imprenditoria, di promuovere l’italianità e di creare ponti con il nostro paese,  possa contare su più di 400 membri italiani.  Secondo Abbadessa nel corso di quest’anno e nel 2012 l’associazione cercherà di intensificare gli sforzi per sviluppare le competenze professionali dei giovani ricercatori italiani a Boston e far giungere esperti l’Italia. Abbadessa ha inoltre annunciato la recente realizzazione del network Professionisti Italiani all’Estero che può contare sull’adesione di associazioni simili a quella di Boston già operanti in altre città come New York, Chicago e Madrid.

“Manca un po’ il legame fra i professionisti all’estero e le istituzioni italiane.  – ha infine affermato Abbadessa – Il motivo va anche ricercato nel fatto che l’Italia continua a dirigere le risorse verso un’emigrazione che si sta riducendo in percentuale, mentre manca il supporto per le realtà professionali che lavorano all’estero”. 

“Credo che aver visto dei giovani professionisti così impegnati  – ha detto affermato il direttore generale Melani concludendo l’incontro -  sia estremamente incoraggiante, perché loro sono riusciti a costituire delle reti che senz’altro hanno un effetto di rilievo nella realtà con cui operano e per quanto riguarda il collegamento con l’Italia. Adesso è importante metterle insieme e valorizzarle al massimo. C’è un ruolo che naturalmente deve essere svolto dalle istituzioni a livello periferico, dalle rappresentanze e anche da parte del ministero degli Esteri. Noi naturalmente non pretendiamo di imporre o di dare delle linee,vogliamo essere semplicemente la realtà che facilita il funzionamento di questa rete”. (Goffredo Morgia - Inform)

 


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