ITALIANI ALL’ESTERO
Da “Tribuna Italiana” di oggi
Domenica, per un giorno,
BUENOS AIRES - Tradizionalmente la famosa “Avenida de Mayo”, che collega la
“Plaza de Mayo” alla “Plaza de los dos
Congresos”, ciè le sedi
istituzionali della Presidenza e del Parlamento dell’Argentina, viene associata
alla collettività spagnola, per via dell’importante presenza che hanno sempre
avuto gli emigrati spagnoli nel quartiere. Per cui viene chiamata anche “
Infatti, “Buenos Aires celebra Calabria”, è diventata
una festa di calabresità, che ha coniugato fede, tradizioni,
cultura, emozioni, allegria e tanta, tanta gente - circa trentamila persone
- che ha voluto essere presente all’omaggio della Città Autonoma di Buenos Aires,
alla comunità regionale italiana che ha la presenza più numerosa in Argentina,
che si è snodato dalla Piazza de Mayo, cominciando
con
Come era previsto dal programma curato dalla Federazione
delle Associazioni Calabresi dell’Argentina, la manifestazione che fa parte
del ciclo “Buenos Aires celebra”, curato dalla Direzione per i Rapporti con
le Comunità della Segreteria Generale del Governo della Città Autonoma di Buenos
Aires, l’evento è cominciato con il raduno delle associazioni calabresi, portando
bandiere, stendardi e costumi tradizionali che, portando l’immagine di San Francesco
de Paola, primo emigrato calabrese, in Plaza de Mayo,
sono entrate nella Cattedrale dove è stata celebrata
Finita
Non sono mancate le parole di circostanza, gli inni nazionali
argentino e italiano, ma lo spettacolo vero appena incominciava.
Infatti, con l’inizio del festival artistico e l’apertura
degli stand che furono allestiti lungo la avenida
de Mayo, tanta gente, calabresi e loro discendenti,
ma anche italiani di altre regioni tanti argentini e turisti stranieri, hanno
gioito con i colori, i sapori i balli e i canti offerti, questi ultimi, da artisti,
quasi tutti calabresi, che ogni fine di settimana accompagnano le numerose tradizionali
feste delle associazioni.
Molto apprezzata la sfilata delle donne calabresi in
costumi d’epoca, nelle quali molti hanno riscoperto le immagini di nonne, mamme,
zie, di altri tempi. Un giusto omaggio alle donne calabresi che hanno fatto
una parte fondamentale della storia dell’emigrazione calabrese in questo paese.
(Tribuna Italiana/