CAMERA DEI
DEPUTATI
Pagamento delle pensioni Inps in America Latina: i deputati
del Pd eletti all’estero interrogano il ministro del Lavoro
L’interrogazione, promo firmatario l’on. Porta, chiede
procedure chiare e semplificate per diminuire il disagio causato dal pagamento
delle pensioni tramite gli uffici della “Western Union”
ROMA - Da tutto il Sud America sono giunte lamentele
a causa del disagio causato dal pagamento dell’ultima rata di pensioni INPS
da parte degli uffici della Western Union; ciò a seguito
della decisione dell’Istituto previdenziale italiano di verificare annualmente
l’esistenza in vita dei pensionati residenti all’estero. L’on. Fabio Porta,
eletto in America Meridionale, italiano chiede al ministro del Lavoro spiegazioni
ed un intervento urgente a seguito delle segnalazioni ricevute da diversi connazionali,
i quali lamentano in primo luogo l’assenza di un’adeguata opera di informazione
e di una verifica in loco delle effettive condizioni di praticabilità di tale
procedura.
Ecco, di seguito, il testo dell’interrogazione, firmata
anche dai deputati Gino Bucchino, Gianni Farina, Marco
Fedi, Laura Garavini e Franco Narducci.
Premesso che
- in Brasile,
il pagamento di alcune centinaia di pensioni INPS del mese di marzo, diventate
8.000 su 8.300 nel mese di maggio, è stato affidato alla rete degli sportelli
della Western Union, in alternativa alla rete convenzionata
del Banco do Brasil e Bradesco, senza che gli interessati siano stati informati
in modo adeguato, nonostante la di
- in Argentina
è accaduto la stessa cosa, con l’aggravante che il numero dei pensionati INPS
è notevolmente più alto, superando abbondantemente le 30.000 unità e coinvolgendo
dunque una massa notevole di famiglie in condizioni di bisogno;
- le motivazioni
di questa scelta esposte nei paesi interessati dai rappresentanti dell’ICBPI
collegherebbero la decisione all’esigenza di verificare l’esistenza in vita
dei beneficiari delle pensioni mediante la presentazione diretta agli sportelli
bancari, in alternativa alla documentazione di rito, e con l’impegno di fare
tornare i pensionati alla rete convenzionata una volta compiuto l’accertamento;
- nei casi
di persistente e provata impossibilità degli interessati a presentarsi fisicamente
agli sportelli erogatori, è stata resa più complessa la documentazione formale
che i procuratori debbono esibire per potere riscuotere al posto dei titolari
delle pensioni, o previsti contatti diretti con gli uffici INPS, piuttosto complicati
tecnologicamente e tali comunque da comportare un certo lasso di tempo prima
di dare esiti concreti;
- l’inaspettato
spostamento di anziani dagli sportelli abituali, presso i quali in genere essi
avevano attivato anche conti correnti nei quali far transitare l’importo delle
pensioni, a nuove e più distanti località (la rete Western Union è più limitata di quelle convenzionate) sta comportando
intuibili e diffusi disagi soprattutto nelle maggiori conurbazioni urbane e
sta accentuando i problemi di sicurezza già evidenti soprattutto in alcuni paesi
dell’America Latina;
- l’inadeguata
informazione e l’accentuato rigore delle verifiche formali provocano in non
pochi casi l’impossibilità di riscuotere alle date fissate, con conseguenze
serie per il regime familiare di persone che spesso possono contare solo o prevalentemente
su quella fonte di reddito, per altro limitata;
-
se non ritenga di verificare
con l’amministrazione dell’INPS i tempi di tale operazione sollecitando la stessa
a operare con procedure semplificate al fine si superare al più presto a situazione
di disagio che si è determinata per diecine di migliaia di pensionati;
se non ritenga di rappresentare
all’INPS, in particolare, l’opportunità di consentire alle donne in possesso
di una documentazione diversa a causa dell’acquisizione del nome del marito
di poter esibire un certificato di matrimonio da cui tale situazione risulta
e un’attestazione del consolato che evidenzi trattarsi della stessa persona.
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