ASSOCIAZIONI
L’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD)
sulla recente visita del papa ad Aquileia e Venezia
“Tornare alle radici di Aquileia e di Venezia
come civiltà di pace, fondata sul mutuo rispetto e sulla reciproca conoscenza”
ROMA – L’Associazione Nazionale Venezia
Giulia e Dalmazia (ANVGD) ha diffuso un messaggio in seguito alla visita del
pontefice, il 7 e 8 maggio scorsi, ad Aquileia e a
Venezia, a 26 anni di distanza dal medesimo viaggio compiuto da papa Giovanni
Paolo II.
In esso viene ribadita l’importanza
della sede aquileiese per l’Italia nord-orientale
“nella lunga transizione dall’evo antico: ben prima della comparsa dei popoli
slavi nell’area adriatica l’ecumene latina si riconfermava lungo le rive e nei
centri istriani e dalmati, già municipi di diritto latino, e si proiettava nei
successivi lunghi secoli della presenza veneziana da Grado alle città dalmate
– precisa la nota, che ricorda come papa Ratzinger abbia indicativamente definito
la città “Porta tra Oriente ed Occidente” nel suo saluto a Piazza del Capitolo.
“Oggi quei territori appartengono a
Sati diversi chiamati a raccogliere con intelligenza e rispetto l’eredità storica
e spirituale richiamata dal pontefice – ricorda l’ANVGD, precisando come la
medesima caratteristica fosse attribuibile a Venezia, definita da Ratzinger
“punto di approdo e di incontro per gli uomini di tutti i continenti per la
sua bellezza, al sua storia e le sue tradizioni civili”.
“Di e in quella civiltà sono vissuti
gli italiani dell’Adriatico orientale, gli esuli giuliani e dalmati dell’Istria,
da Fiume e da Zara scampati negli anni della seconda guerra mondiale e ben oltre
dall’odio ideologico ed etnico del regime jugoslavo di Tito – prosegue la nota
– che in ogni maniera ha tentato di cancellare la memoria storica della presenza
latina e veneta in quei territori, non molto diversamente da quanto ancora ai
giorni nostri si tenta di fare nei nuovi Stati sorti dal disfacimento della
Jugoslavia”.
“Benedetto XVI ha invece ricordato
come tornare alle radici di Aquileia e
di Venezia voglia dire ritorno ad una civiltà di pace, fondata sul mutuo
rispetto e sulla reciproca conoscenza - ha richiamato l’Associazione, domandandosi
se nella stessa direzione si muova “il nazionalismo esasperato che si manifesta
di frequente nei Paesi che il pontefice ha salutato nella rispettive lingue,
sloveno e croato”. (Inform)