INFORM - N. 91 - 11 maggio 2011


ASSOCIAZIONI

L’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD) sulla recente visita del papa ad Aquileia e Venezia

 “Tornare alle radici di Aquileia e di Venezia come civiltà di pace, fondata sul mutuo rispetto e sulla reciproca conoscenza”

 

ROMA – L’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD) ha diffuso un messaggio in seguito alla visita del pontefice, il 7 e 8 maggio scorsi, ad Aquileia e a Venezia, a 26 anni di distanza dal medesimo viaggio compiuto da papa Giovanni Paolo II.

In esso viene ribadita l’importanza della sede aquileiese per l’Italia nord-orientale “nella lunga transizione dall’evo antico: ben prima della comparsa dei popoli slavi nell’area adriatica l’ecumene latina si riconfermava lungo le rive e nei centri istriani e dalmati, già municipi di diritto latino, e si proiettava nei successivi lunghi secoli della presenza veneziana da Grado alle città dalmate – precisa la nota, che ricorda come papa Ratzinger abbia indicativamente definito la città “Porta tra Oriente ed Occidente” nel suo saluto a Piazza del Capitolo.

“Oggi quei territori appartengono a Sati diversi chiamati a raccogliere con intelligenza e rispetto l’eredità storica e spirituale richiamata dal pontefice – ricorda l’ANVGD, precisando come la medesima caratteristica fosse attribuibile a Venezia, definita da Ratzinger “punto di approdo e di incontro per gli uomini di tutti i continenti per la sua bellezza, al sua storia e le sue tradizioni civili”.

“Di e in quella civiltà sono vissuti gli italiani dell’Adriatico orientale, gli esuli giuliani e dalmati dell’Istria, da Fiume e da Zara scampati negli anni della seconda guerra mondiale e ben oltre dall’odio ideologico ed etnico del regime jugoslavo di Tito – prosegue la nota – che in ogni maniera ha tentato di cancellare la memoria storica della presenza latina e veneta in quei territori, non molto diversamente da quanto ancora ai giorni nostri si tenta di fare nei nuovi Stati sorti dal disfacimento della Jugoslavia”.

“Benedetto XVI ha invece ricordato come tornare alle radici di Aquileia  e  di  Venezia voglia dire ritorno ad una civiltà di pace, fondata sul mutuo rispetto e sulla reciproca conoscenza - ha richiamato l’Associazione, domandandosi se nella stessa direzione si muova “il nazionalismo esasperato che si manifesta di frequente nei Paesi che il pontefice ha salutato nella rispettive lingue, sloveno e croato”. (Inform)

 


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