STAMPA ITALIANA
ALL’ESTERO
Da “Tribuna
Italiana”, 11 maggio 2011
Pepe Soriano nominato “Cittadino Illustre della Città
di Buenos Aires”
BUENOS AIRES - Lo scorso martedì 3
maggio, nell’elegante Salone Dorato del Palazzo della Legislatura di Buenos
Aires, si è svolta la cerimonia di consegna del diploma che insignisce Pepe
Soriano “Cittadino Illustre della Città di Buenos Aires”. Il grande attore vicino
a festeggiare i suoi 82 anni, si mantiene in piena attività, ricevendo numerose
offerte di lavoro, mentre continua a raccogliere gli applausi del pubblico con
l’interpretazione dell’opera teatrale “El precio”
di Arthur Miller.
L’artista, che vanta una carriera di
oltre 60 anni, viene considerato una gloria del teatro, del cinema e della tv.
Attore versatile, è stato protagonista di molti tra i più importanti classici
di Shakespeare, Molière e O’Neill, tra gli altri,
di opere di autori argentini (recentemente “Contrapunto”
di Agustín Alezzo) così
come di commedie musicali quali “Mi bella dama” o “El
violinista en el tejado”.
Nel cinema ha preso parte a oltre 50
film tra i quali “La Patagonia rebelde”, “La Nona”,
“Asesinato en el Senado de la Nación”, “Espérame en el cielo”, (girata in
Spagna, nel quale interpretava il sosia di Francisco Franco, che prendeva il
suo posto nelle cerimonie ufficiali), fino all’ultimo “El
violín de Beppo”, l’anno
scorso. Ha ricevuto tanti premi e riconoscimenti in Argentina, in tanti paesi
dell’America Latina, negli Stati Uniti, in Spagna, in Francia e in Italia, dove
a Taormina ha ricevuto il Premio Polifemo.
“Porteño”,
nipote di emigrati italiani, vive ancora nella casa che era dei suoi nonni,
dove nacque. L’attore gode di una enorme simpatia in seno alla comunità italiana
grazie al suo profondo sentimento di legame alle sue radici, evidenziato nella
creazione di vari personaggi di evidente identità peninsulare.
Un esempio emblematico è “El loro calabrés”, opera unipersonale della quale è autore, creata nel 1975, che ha
presentato in ogni angolo dell’Argentina, in vari paesi europei e persino in
Israele paese nel quale risiede una numerosa comunità di lingua spagnola, dove
45mila spettatori si sono emozionate con le storie del nonno.
Lo stesso Soriano racconta che gli
aneddoti raccontati nell’opera, rispecchiano un capitolo incancellabile di quando
era bambino, l’immagine di suo nonno, Giuseppe, calzolaio, che lavorava nel
cortile della casa, facendo le scarpe a mano e mentre masticava tabacco, parlava
un calabrese impossibile da capire per il bambino, mentre un pappagallo a suo
fianco ripeteva tutto, in particolare le battute di un programma radiofonico
che ascoltava il nonno Peppe: “L’ora calabrese”.
Pepe Soriano ha messo in evidenza un’altra
volta la sua italicità attraverso la sua interpretazione
alla tv locale, dell’archetipo - secondo la visione degli argentini - dell’immigrante
italiano: il vecchietto Don Berto, o nel ruolo protagonistico dell’opera “La
Nona” matriarca di una famiglia di immigrati, metafora sinistra di una vecchietta
con un appetito insaziabile.
Un attore che grazie alla sua estesa
carriera, a cui si aggiungono le sue virtù umane e democratiche, portarono al
governo della capitale argentina a conferirgli il meritato riconoscimento di
Cittadino Illustre. Un evento annunciato da tutti i media locali, fonte attraverso
la quale mi sono informato, e alla quale ho partecipato nella veste di cronista
della TRIBUNA ITALIANA, per fare la cronaca della consegna del premio “a uno
dei nostri”.
Italia presente?
Da chiarire che nel mio caso personale,
la presenza alla cerimonia era dovuta inoltre all’apprezzamento e alla stima
che provo verso un attore riconosciuto, creatore di cari personaggi al quale
in qualche modo ho impulsato a impegnarsi nell’ambito della collettività italiana,
senza peraltro sforzarmi più di tanto, vista la sua marcata predisposizione
a farlo.
Una vicinanza alla nostra collettività
che, tra l’altro, provocò che durante la serata nel Teatro Coliseo, organizzata all’Associazione Calabrese Mutuale e
Culturale di Buenos Aires, gli fosse consegnata una targa in omaggio. Un gesto
che ha commosso l’attore, fino ad allora lontano da quel tipo di manifestazioni
della nostra collettività.
La cerimonia nel palazzo della Legislatura
però, mi riservava una gradita sorpresa dato che volendo essere soltanto un
semplice e anonimo testimone della cerimonia, ad un tratto ho assunto un involontario
e inatteso ruolo, di certo protagonismo, quando, pochi secondi prima dell’inizio
della consegna del diploma, l’attore, circondato da amici, funzionari, colleghi
e giornalisti, ha notato la mia presenza e insperatamente mi è venuto incontro
per abbracciarmi, mentre, rivolgendosi al pubblico ha detto: “oggi la mia felicità
è totale, anche l’Italia è qui presente”.
E’ noto che l’immagine che simboleggia
il teatro nel mondo è un paio di maschere interposte tra di loro, mostrando
l’una l’allegria, l’altra la tristezza. Proprio i due sentimenti che mi ha provocato
la reazione di Pepe Soriano.
Allegria, naturalmente, per il suo
abbraccio e per avermi identificato con l’Italia. Ma anche tristezza per la
solitudine della mia rappresentatività, di una comunità che ha tutta una struttura
di rappresentanza, fatta da Comites, CGIE, Parlamentari
eletti all’estero, ma anche associazioni e federazioni. Naturalmente potranno
trovare una scusa nella mancanza di un invito ufficiale per partecipare alla
cerimonia, ma nemmeno nel caso di TRIBUNA ITALIANA c’è stato tale invito, per
cui tale mancanza ci sembra insufficiente a giustificare le assenze ad un evento
di omaggio A “uno dei nostri”, personalità amata e ammirata in ogni settore.
Ancora una volta c’è da rivolgere un
invito ai nostri dirigenti ad stare più attenti. Molti fra loro sembrano avere
le “batterie scariche” e, come in questa occasione, dimostrano di non essere
all’altezza. (Walter Ciccione-Tribuna Italiana/Inform)