INFORM - N. 90 - 10 maggio 2011


FORUM PA 2011

Visti d’ingresso in Italia: nuovo strumento didattico sulla normativa a disposizione del personale del Ministero degli Esteri

Corso Web Based Training presentato oggi dalla Direzione generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie

 

ROMA – E’ stato presentato stamani al Forum della Pubblica Amministrazione a Roma un innovativo strumento didattico rivolto agli operatori del Ministero degli Affari Esteri che si occupano delle pratiche per la gestione e il rilascio dei visti di ingresso in Italia.

Un vero e proprio corso online, secondo la logica del Web Based Training, presentato dalla Direzione generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie e ideato per fornire un’illustrazione completa della normativa italiana sul rilascio dei visti di ingresso nel nostro Paese.

“Una normativa complessa, non solo per il numero di permessi previsti per l’ingresso in Italia – ha spiegato Tancredi Francese del Centro visti-Ufficio VI della Direzione generale, illustrando l’iniziativa – ma anche perché alle disposizioni nazionali si affiancano le direttive europee e la normativa Schengen sulla libera circolazione delle persone”. Il numero del tipo di visti di ingesso previsti della normativa nazionale (20) è indicativo della complessità dei regolamenti, tuttavia la Farnesina ritiene altrettanto indispensabile, oltre alla corretta e approfondita conoscenza della legge, promuovere tra il personale l’acquisizione di competenze comportamentali e atteggiamenti idonei alla gestione di casi individuali complessi e molte volte delicati.

Il corso online è suddiviso in 6 moduli riguardanti: la normativa generale e gli accordi di Schengen; i tipi di visti (quelli Schengen, di breve durata e le tipologie di visti nazionali rilasciati per turismo, lavoro, ricongiungimenti familiari, studio etc.); i requisiti necessari per ottenere i visti; la trattazione della richieste; le caratteristiche dell’Ufficio visti; un test di fine corso. Ciascun modulo comprende delle unità che possono essere svolte autonomamente: l’operatore può decidere quali unità svolgere o quali ripetere in base al tempo necessario ed indicato per ciascuna di esse. Il corso è strutturato in modo interattivo, così da stimolare la partecipazione dell’operatore, e per passi successivi. “Oltre alla formazione, i contenuti dei moduli sono stati pensati per fornire un vero e proprio vademecum all’impiegato che dovesse nutrire dubbi e necessitare di specifiche per soddisfare alle richieste pervenute – segnala Francese. – Inoltre, il test finale consente da un lato di verificare il livello di conoscenza acquisita, ma anche dall’altro di identificare le difficoltà più avvertite nella gestione della materia”.

Tra le problematiche principali, Francese ci segnala le particolarità attinenti ai singoli casi rispetto alle indicazioni generali fornite dalle norme: “Pensiamo per esempio ai titoli di studio o alla formazione conseguita all’estero di una persona che voglia richiedere un visto per proseguire in Italia il proprio percorso formativo, non sempre è facile e immediato – spiega - disporre di una documentazione conforme a quella richiesta per il rilascio del documento”.

Per acquisire familiarità con la normativa, il corso prevede inoltre per ciascuna specifica la descrizione di diversi esempi di casi singoli, su cui l’operatore è chiamato a esprimere un giudizio relativo al tipo di visto adeguato. “Il corso è a disposizione degli operatori dall’inizio di quest’anno – ci chiarisce ancora Francese, segnalando la preponderanza tra i tipi di visto rilasciati di quelli per turismo, seguiti dai ricongiungimenti familiari, i permessi di lavoro e di studio. I visti rilasciati nel 2010 sono stati oltre 1 milione e mezzo. (Viviana Pansa-Inform)

 

 


Vai a: