RASSEGNA STAMPA
Intervista
de “
Mantica: “Si prevedono cinquantamila arrivi. L’Europa
deve aiutarci”
ROMA - Alfredo Mantica, sottosegretario agli Esteri
con la delega per l'Africa subsahariana, il Ministro Maroni dice che fermo il
flusso dalla Tunisia, stanno arrivando persone che hanno diritto all'asilo.
«E’ il primo blocco
di migranti provenienti dall'Africa sub-sahariana che vivevano in Libia, in
quali condizioni si può immaginare. Vengono da paesi in guerra civile, con dittatura,
miseria. Sostanzialmente sono tutti rifugiati e come tali non rimpatriabili.
Se non tutti, la stragrande maggioranza. Si è prestata grande attenzione ai
migranti tunisini, che poi si è visto era un fenomeno notevole numericamente,
ma strettamente legato alla fase di difficoltà della Tunisia. Non appena
Quanti sono, quanti saranno? Gli sbarchi dalla
Libia sono pilotati da Gheddafi?
«Secondo le stime
più credibili ci sono tra i 300 e i 400mila africani che si sono spostati verso
il Maghreb e
Quali sono le procedure previste per questi
rifugiati?
«Il riconoscimento e l'identificazione; poi faranno la domanda d'asilo, ma comunque hanno lo status di rifugiati, e verranno accolti. Dei tunisini si poteva dire che erano solo 28mila, ma dei profughi dalla Libia se ne deve occupare l'Europa. È il nocciolo del problema: qui si farà la discussione sul funzionamento di Schengen, sulla solidarietà europea. Come dice giustamente Maroni, sono rifugiati, non li possiamo rimpatriare. Lo si vede anche dalle condizioni in cui viaggiano, con mezzi più precari, con drammi davvero spaventosi».
L'Italia ha modo di accogliere queste persone?
«Bisognerà trovarlo, e ripeto, in un quadro europeo. Non sarà facile collocarli, specie se si vuol evitare eccessive concentrazioni. E mentre i tunisini erano giovani e validi, qui parliamo di intere famiglie con bambini, di donne incinte, serve un'assistenza ancora più intensa e attenta».
Sono persone che tendono a restare nel nostro
Paese?
«Sempre i tunisini
si muovono per raggiungere parenti o sono in condizioni di lavorare; queste
persone hanno invece bisogno di sopravvivere, non hanno una strategia. Sono
soltanto in fuga. Per questo c'è bisogno di solidarietà europea. Non possiamo
far finta di non capire quello che sta accadendo». (Roberto Giovannini-“